KRKA 2018

link.png Il ritorno di Carlos Sainz


Parafrasando l'ultimo film della Saga di Batman possiamo dire che questo è il ritorno del Cavaliere Oscuro. Affascinante, silenzioso, un po' ombroso...questo è Carlos Sainz, lo spagnolo campione del mondo rally, nonchè conquistadores della Dakar 2010 con la Volkswagen - primo spagnolo ad esserci mai riuscito, su 4 ruote - e secondo nel 2011. Ecco una sua intervista, prima del via di quella che sarà per lui la sesta Dakar.

Dunque Carlos, com'è guidare una due ruote motrici? Un buggy per giunta?

"E' molto diverso. Non è uno scherzo guidare su terra una Vw Polo, un veicolo di ultima generazione del WRC, e passare poi al Buggy: la prima sensazione è veramente e completamente differente. Bisogna abituarsi a guidare un mezzo così perchè l'escursione delle sospensioni su questi veicoli è brutale, c'è un rollio continuo che ti dà l'impressione che la vettura non stia in strada. La sospensione lavora molto bene sullo sconnesso ma su asfalto la guida è completamente diversa"

E secondo te sulla sabbia, essendo un due ruote motrici, come si comporterà?

"Dipende. Dipende dalla sabbia. Se è molto morbida penso che troveremo qualche posto dfifficile anche se abbiamo il sistema gonfia sgonfia in macchina...Però non ho ancora fatto molta esperienza e quindi sinceramente, non lo so".

Quando ti hanno chiamato a far parte del team?

"A inizio novembre mi hanno dato la conferma definitiva. Avevo parlato con Red Bull, e anche con Nasser qualche tempo prima, sapevo del progetto, ma la vera conferma è arrivata ad inizio novembre".


Avevi parlato anche con la Toyota Overdrive precedentemente?

Non dice nè sì, nè no. "Ma, sai, io ho il problema che sono un uomo Volkswagen, ho un contratto con loro: solo con un buggy posso fare la Dakar, perchè non ho il problema di correre con una marca diversa" e in concorrenza, dunque.

Come hai trascorso il tuo gennaio 2012?

Sorride ripensandoci e risponde subito “Bene, bene. Sono andato a sciare e seguivo la gara, chiamavo Lucas ogni sera per sapere come stava andando”. Parla di Lucas Cruz naturalmente, il suo copilota che correrà quest'anno al fianco di Nasser Al Attiyah.

Ridendo tutti e due gli chiedo, e quest'anno come sarà il tuo gennaio?

Solleva un sopracciglio e sorride mentre mi dice “Penso un pochettino più agitata”.

Hai voglia però di ripartire, vero? Hai deciso di tornare perchè ti mancava la Dakar?

"Sì, sì, penso che ci sia ancora in me la passione di farla".

Chi sarà il tuo avversario numero 1, per caso Nasser come ai vecchi tempi?

"No, penso che la situazione sia totalmente diversa rispetto a quando eravamo in Volkswagen. In questo caso noi dobbiamo lavorare insieme, specialmente quest' anno per portare le due macchine a fine gara. Sarà una prova difficile per noi, soprattutto perchè abbiamo fatto pochi chilometri di test”.

Con voi c'è Gerard, ingegneredella Volkswagen che vi siete portati nel nuovo team?

"Sì ci sta dando una mano. Ha collaborato allo sviluppo della macchina. La nostra è una sorta di vettura ibrida, con un po' di America, non a caso è un buggy, e un po' di Europa".

Avete in programma altri test?

"Abbiamo fatto altri due giorni a inizio dicembre. E poi basta. Risaliremo sul buggy a Lima. Penso che durante la gara impareremo tanto della macchina".

Il tuo navigatore quest'anno è Timo Gottschalk, in macchina parlerete inglese?

"E sì, per forza si parlerà in inglese, perchè lui non capisce lo spagnolo" e ridacchia mentre ci pensa, e sinceramente secondo me alla fine della gara vedrai che qualche parola Timo l'avrà imparata !

Come ti sembra il percorso di questa prossima edizione, tosto, eh?

"Il percorso sembra difficile perchè si comincia subito con la sabbia. Penso sia la grande novità di quest'anno... è la prima Dakar che si comincia così, almeno da quando ci corro io".