TransAnatolia 2017

link.png Barreda: lo stratega


Joan Barreda intervistato a fine specialeUna tappa suprema, disputata con la bravura e la sicurezza di un pilota collaudato. Ed anche la tranquillità con cui risponde alle domande a fine speciale, la dice lunga sulla personalità di Joan Barreda (Husqvarna by Speedbrain) che oggi ha sferrato un gran colpo nella seconda tappa di questa Dakar 2013. Un gran bel lavoro, che è il risultato di una collaborazione che Barreda sta portando avanti con la squadra e con Nani Roma. E Joan adesso fa strategia.

Alessandro Botturi a fine tappa L'ultima volta che sulla Dakar si parlava di strategia c'era ancora Jean Louis Schlesser, uno degli unici piloti che nel bene e nel male sapeva lavorare e sapeva organizzare una tappa a tavolino. Quello che sembra aver fatto oggi joan Barreda che ha vinto alla grande, rifilando dieci minuti al suo avversario numero uno, e cioè Cyril Despres (Ktm) e qualcosina di più a Helder Rodrigues, con Honda. Al secondo posto c'è Juan Pedrero (Ktm), a poco più di tre minuti ma bisogna dire che sia Pedrero che Fish - terzo oggi su Husqvarna - stamattina sono partiti davvero indietro oltre il quarantesimo posto ed ecco spiegato il perchè del loro 'podio di tappa'.

Joan invece è partito decimo ha raggiunto gli altri, li ha passati e dal 100esimo chilometro ha corso da solo, navigando, dando gas, controllando il terreno, concentrato per non commettere errori. Perchè voleva vincere e voleva partire per primo domani. Ai giornalisti che all'arrivo gli chiedevano se il suo tallone d'Achille, la navigazione, fosse finalmente - ora - solo un dettaglio lui ha risposto "La navigazione, quando tieni un ritmo elevato come ho fatto io non è mai facile". Mentre della tappa diceva "sembrava più difficile di quel che pensavo" e si diceva contento - e ti credo - del risultato. Ora è primo in classifica ma non si trastulla e pensa già a domani. La tappa si annuncia difficile "ma mai come quella di dopodomani, la quarta - dice senza esitazione - per questo posso già dire che domani non vincerò la speciale, anzi, cercherò di arrivare un po' indietro perchè martedì non è proprio il caso di partire davanti.

Roberto Boasso, meccanico di Chaleco con la sua Ktm Molti altri piloti oggi hanno sofferto problemi di navigazione. Un cospicuo gruppetto di una decina di moto si è bloccata al WPT del chilometro 71, alla ricerca di un punto che non si trovava. Lo racconta Alessandro Botturi, trentesimo oggi di speciale: "Sono partito bene stamattima e siccome Barreda partiva solo un minuto davanti a me ho continuato a vedere la sua polvere da lontano, quindi sapevo che andavo forte. Poi al chilometro 71 non ho trovato il wpt, ho cominciato a girare e avrò perso di sicuro più di 15 minuti". Trovato finalmente il punto i piloti sono ripartiti ma a quel punto erano in dieci e la polvere rendeva davvero un po' difficile correre. Helder Rodrigues ha fatto il suo ritmo - secondo alcuni un po' lento - e alla fine la classifica si è rivelata più pesante del dovuto. Chaleco Lopez che, pur soddisfatto della sua vittoria di ieri, si è reso conto che non era una cosa positiva partire per primo stamattina è partito un po' troppo a destra sulla pista e ha commesso più di qualche errore di navigazione, ma non si lamenta.   La moto va bene (nella foto Roberto Boasso il suo meccanico se ne sta prendendo cura dopoo la speciale), la sua Ktm è in ottima forma e sta cercando un buon settaggio per le sospensioni, quindi di sicuro attaccherà. Tra l'altro domani tutti quelli che partiranno indietro, e non sono pochi, potranno recuperare qualche buona posizione. Anche se - ripeto - la speciale non sarà facile con le sue dune alte e fin troppo morbide.