TransAnatolia 2017

link.png Chaleco, eroe del giorno


Chaleco LopezArriva al bivacco lentamente, fermato da più parti dai suoi fans che lo acclamano per la strada e davanti all'entrata del parco assistenza. Quando mette la moto sul cavalletto scatta spontaneo l'applauso di tutte le persone che sono davanti al suo box e lui ringrazia e sorride. Dice due battute e si spoglia prima di rispondere alle domande dei giornalisti che gli si assiepano intorno.

E' l'eroe del giorno, anche se molti dei giornalisti che oggi lo assillano con le domande, nei giorni scorsi quasi non gli rivolgevano la parola. Ma lo sport è così, ed oggi tocca a lui il ruolo di protagonista. Soprattutto gli spagnoli ora che hanno perso i loro leader, da Coma - rimasto a casa - a Carlos Sainz a Joan Barreda, si appoggiano a lui perchè per tutta la stampa spagnola quello che conta è non lasciar vincere un francese...ma questa è un'impresa che sembra davvero impossibile quest'anno.

Chaleco è felice, racconta la sua tappa, e dice "Ho già fatto un podio alla Dakar e oggi penso a vincere le tappe.Lopez con i giornalisti Vincere oggi è stato bello, sono molto soddisfatto. Non era facile la navigazione e nella prima parte c'erano anche le famose dune da passare. Poi il secondo settore è stato più veloce". A chi gli chiede se domani attaccherà lui risponde "no, 8 minuti sono tantissimi da recuperare in una tappa corta come quella di domani. Non andrò forte in nessuna maniera. L'importante per me è arrivare a Santiago, sano e salvo e sono molto soddisfatto, sia a livello sportivo che umano, ed anche per la moto". Poi fa un primo bilancio "Sono state due settimane estremamente positive. Ho vinto 4 tappe e mi sento bene. Negli anni passati correvo con una moto che non mi 'gustava' - dice in spagnolo. - Quest'anno invece la moto è buona e mi trovo benissimo con il team, cileno". Non sapeva come sarebbe andata questa Dakar, che ha rischiato di non fare, ma questo i giornalisti francesi quasi non lo sanno. Qualcuno - nel senso di giornalista - fa lo spiritoso e quando finiamo l'intervista, aspettando Cyril Despres per la sua intervista, chiede "cosa ha detto Chaleco di intelligente, niente come al solito?" Non raccolgo l'offesa e rispondo invece che ha risposto bene, come sempre a tutte le domande. Allora un altro collega mi chiede "Ma domani attaccherà?" e io gli dico "No, gli basta un secondo posto". E tutti insieme mi rispondono canzonandomi, "Ma come..un secondo posto non significa nulla..." e chiacchierano con il loro umorismo e io rispondo "Per un pilota che non era neanche sicuro di venire alla Dakar, che a metà novembre non aveva nè una moto, nè un team, mi sembra un risultato eccezionale" e quando loro strabuzzano gli occhi perchè non sanno niente della storia del Bordone Ferrari, mi tolgo la mia piccola, personale, soddisfazione.

In fondo, si vive anche di questo ! Grande Chaleco, e grandioso Tamarugal !