TransAnatolia 2017

link.png Despres e le sue cinque Dakar


Quando arriva al traguardo Cyril è felice, ma non come negli anni passati. Esulta ma con pacatezza, sorride ma non ha quei sorrisi di tripudio come aveva, per esempio, l'anno scorso. Poi ammette che ancora non si sta rendendo conto di aver vinto e che lo capirà forse nei prossimi giorni...Ora ha solo bisogno di respirare e di 'destressarsi'...

"Quando sono sei mesi che lavori su una gara, che pensi solo a quella, quando arrivi alla fine, dopo quindici giorni, hai bisogno di mettere la testa a punto, di riquadrarti, diciamo".

E dopo un po'  - gli ci vogliono Cyril Despres150 chilometri di trasferimento - arriva al parco chiuso e sta cominciando a realizzare. "La giornata è stata lunga e ora che è passato da qualche chilometro l'arrivo dell'ultima speciale comincio a capire che ho vinto e penso sia davvero una bella quinta vittoria". E poi non è solo sul podio, Ruben Faria il suo portacqua, come si dice in gergo, è secondo e per il portoghese si tratta di un bellissimo risultato. "Sono davvero contento di e per, Ruben. Quando lo scelsi nel 2009 come mio compagno di squadra per la Dakar 2010 mi fidavo di lui, sapevo che era qualcuno che poteva ancora crescere e che era un pilota professionale e soprattutto affidabile, e abile. E in questi anni ho visto che non mi sono sbagliato. Mi ha già aiutato in diverse occasioni per vincere e ha sempre funzionato. Sono contento per lui, è un secondo posto ottenuto con il lavoro e con l'impegno. Se io arrivo a capire che ho vinto la quinta Dakar lui di sicuro si sta rendendo conto di aver fatto un gran bel lavoro e di essere arrivato secondo".

"La mia gara - continua il francese - è stata caratterizzata da una corsa molto regolare, soprattutto quando fai uno sport meccanico sai che devi stare attento perchè possono esserci dei problemi. Quando ho sentito la quinta marcia fuori uso, nella prima parte della tappa marathon, mi sono preoccupato. Ma credo che in questo sport non devi mai arrenderti, mai abbassare le braccia. La gara non era ancora finita e così penso tutti i giorni".

"Una quinta vittoria è un po' differente rispetto alle altre perchè appunto solo pochi giorni fa non sapevo neanche se sarei arrivato a Santiago, e adesso ci sono. E non posso non pensare a quei piloti che hanno scritto il loro nome nel palmares della Dakar e ora io ho lo stesso numero di vittorie di Cyril Neveu - per esempio - e questo mi fa molto piacere. Ne sono orgoglioso. E' una bella vittoria, forse non la più bella, ma sicuramente piacevole, che mi da soddisfazione, perchè è l'ultima al momento". A chi gli chiede se è stata una vittoria facile perchè non c'era Marc Coma lui risponde "Bè fa parte della gara, è vero che magari c'è stato qualche rischio in meno per me. Però mentre noi stiamo qui a parlare io so che Marc si sta già allenando e che a gennaio 2014 saremo di nuovo avversari qui alla Dakar".

"Un'immagine di questa Dakar - per Cyril Despres - è la gioia che provo ogni mattina quando salgo in moto, le belle tappe del Perù e le due speciali bellissime di Cordoba. Sono le due immagini più belle che porterò nel cuore di questa edizione. Abbiamo davvero avuto una fortuna enorme ad essere accolti con così tanto calore e passione in Sud America. Tutti i motociclisti, gli equipaggi dei camion, delle auto, è bellissimo".

E poi parla del rispetto che bisogna avere per una gara come la Dakar. "Conosco questa gara ormai da 12 anni e la rispetto, l'ho sempre fatto. La preparazione fisica è importante, mi fido del mio team e della Ktm e questo è ugualmente importante. Lo sport meccanico richiede di saper gestire il mezzo, ma anche la meccanica, il calore, l'altitudine, la navigazione, il freddo, i trasferimenti, l'alzarsi alla mattina presto, andare a dormire tardi, la preparazione del road book, ci sono tantissime cose da fare. Conosco bene questa gara e per questo la rispetto perchè non l'hai vinta se non arrivi al traguardo per primo".

Infine la domanda scontata, e cioè se pensa già a battere il record di Stephane Peterhansel, e nell'occasione lui racconta un piccolo aneddoto curioso, accaduto all'arrivo dell'ultima speciale. "Quando ho finito la speciale sono rimasto lì fino a che non èarrivato Peterhansel che doveva partire per l'ultima sua prova. Eravamo solo io lui e il suo copilota 'Polo' e così abbiamo chiacchierato in tutta serenità, scherzando. Mi ha chiesto se ero contento della vittoria e poi mi ha chiesto quante volte avevo vinto...mi sono sorpreso che non lo sapesse e gli ho risposto cinque, e a quel punto è stato lui a meravigliarsi", e alza le sopracciglia Cyril perchè in effetti suona strano che Stephane  non sappia quante Dakar ha vinto Despres. Che chiude con una battuta "Ad ogni modo gli ho detto che non mi sento ancora troppo vecchio per continuare a far della moto" come dicono i francesi, e cioè per continuare a correre in moto ! Peter è avvertito, il suo record è in serio pericolo !