TransAnatolia 2017

link.png Franco Picco... e l'arca perduta


Franco Picco è ancora senza camion, ma le valigie sono state ritrovate, almeno la sua e quella di Fabio Mauri che èFabio Mauri l'unico survivor del gruppo. La loro storia è una di quelle storie incredibili che solo la Dakar ci regala, nel bene e nel male.

Il loro camion era rimasto bloccato ad Arica con un problema, sembrava, ad un iniettore. Così alla sera di Calama – mentre Paolo Sabbatucci si ritirava – il camion restava al vecchio bivacco e sia Franco Picco che Fabio Mauri si ritrovavano senza assistenza, ma soprattutto senza niente ! Così Franco prendeva la difficile decisione di ritirarsi dalla gara per potersi dedicare interamente alla ricerca di una soluzione per riportare il camion al bivacco. La sera lavoravano come possibile sulla moto di Fabio per permettergli di ripartire, pur senza molte possibilità di cambiarsi. La mattina dopo Fabio partiva alla volta della tappa marathon, affrontando come possibile il grande freddo del passo di montagna e riuscendo a finire la tappa ed andare a Cachi per dormire, senza né sacco a pelo, né qualcosa con cui cambiarsi. Ma Fabio non ha fatto un lamento, contento comunque di essere arrivato fino a lì e alla sera alle 20 già dormiva, buttato su un materassino sottile come una sottiletta per l'appunto e con un poncho di lana che non proteggeva granchè dal freddo.
Alla mattina quando si svegliava qualcuno lo avvertiva che la tappa era stata accorciata – lui già dormiva al momento del briefing – e così è stato costretto a ritagliare tutto il road book che lui aveva attentamente preparatoFabio Mauri alle prese con il road book la sera prima....per la tappa intera però !
Partito quindi in trasferimento arrivava al via dell'unica speciale della giornata chiedendosi come avrebbe fatto la sera a San Miguel de Tucuman, ed augurandosi che Picco nel frattempo avesse trovato una soluzione. Dall'altra parte del confine però, ancora in Cile, gli uomini del camion scoprivano che il problema non era un iniettore bensì un pistone e a quel punto cominciavano a cercarlo anche se sembra che il loro ricambio non esista in Sud America, nonostante il mezzo sia un Iveco EruoCargo.
Stamattina al bivacco l'odissea proseguiva. Niente valigie, niente camion, nessuna soluzione al momento praticabile se non pensare di ritrovare il camion alle prossime tappe cilene, visto che è ancora in Cile. Franco Panigalli intanto si aggira per il bivacco, sta bene, e due sere fa è riuscito anche a farsi la doccia, muovendosi più o meno agevolmente. Ha uno zigomo fratturato ma praticamente quasi non si vede e sta seguendo la gara con dei suoi amici argentini perchè di tornare a casa non se ne parla. Vaga per il bivacco, senza nulla da fare, mentre Picco continua a correre a destra e a sinistra e questo sbattimento funziona perchè finalmente oggi pomeriggio sono state ritrovate le valigie. Le avevano date all'organizzazione alla mattina per la tappa marathon ma lì non erano mai arrivate. Cerca, cerca, cerca e finalmente la tappa di riposo ha dato i suoi frutti. Erano ancora su una vettura dell'organizzazione ma i due responsabili hanno detto che non erano mai riusciti a trovare Picco per dargliele. Così poco fa ho incontrato un raggiante Fabio Mauri che stava andando a farsi la barba e mi mostrava con orgoglio la sua trousse da bagno. Per quanto riguarda invece sacco a pelo e tende è scattata la solidarietà del team Orobica raid che ha messo a loro disposizione tutto il necessario, nonché anche l'ospitalità al loro bivacco per poter lavorare sulla sua moto.