TransAnatolia 2017

link.png Giornata piena


Quella di oggi sì che è stata una giornata piena. Qui si comincia a sgambettare alle 5 di mattina, perchè a quell'oraAl lavoro sul buggy di Chicerit nessuno ti disturba e si può lavorare tranquillamente producendo il triplo. Così quando alle 7 ti presenti a fare colazione scopri che hai già combinato un sacco di cose e proprio per questo cominciare le verifiche alle 7,30 ti rende tutto più facile e veloce. Oggi la gran parte degli italiani ha affrontato le verifiche, sistemando poi i mezzi in un parco chiuso che comincia ad essere pienotto.

Alex Zanotti in verificaLa cosa che colpisce è la lunga coda che si forma, fin dalla mattina, davanti ai botteghini che vendono i biglietti per accedere al Villaggio Dakar. Ordinatamente i peruviani aspettano il momento per comprare il biglietto ed accedere al villaggio che visitano velocemente perchè preferiscono poi stazionare accanto al podio che ogni concorrente deve passare prima di sistemare il proprio mezzo in parco chiuso. Non sono rumorosi come gli argentini di Buenos Aires, ma abbastanza composti, estasiati da tutto quello che accade accanto a loro. Si ha l'impressione che il Perù sia davvero contento di avere qui tutta questa gente e anche camminando semplicemente per strada tutti ti sorridono e ti salutano, e fanno di tutto per rendersi utili ed aiutarti nel caso ci sia bisogno.

Così l'atmosfera che si respira in ogni posto è piacevole e tutto sembra più sereno, meno sottoposto a stress, nonostante si corra da una parte all'altra delle verifiche, all'interno del parco assistenza che è veramente gigante e soprattutto spaventosamente polveroso. La mattinata per gli italiani è stata aperta dalle verifiche di Alex Zanotti e Andrea Fesani che aveva dimenticato in albergo i documenti e quindi è scappato a cercarli mentre Alex continuava i controlli amministrativi. Finiti quelli Zanotti finalmente è salito in sella alla sua splendida TM nuova fiammante ed è andato a provarla, cosa che fino ad ora non era riuscito a fare. Un lungo giro con la moto, per sistemare un po'di cose visto che ieri l'avevano quasi completamente smontata per apportare alcune modifiche, e poi via, dentro al parco chiuso anche lui. Andrea Fesani è stato uno dei protagonisti dell'entrata in parco chiusoIn ricordo di Sic visto che essendo lui di Rimini aveva promesso agli amici di Coriano che avrebbe ricordato Marco Simoncelli e così ha fatto. Con lo speaker ha chiesto un applauso a Marco e ha sfoggiata la maglietta con il numero 58 suscitando l'entusiasmo, ed un po' anche la commozione, di tutti i presenti.

Anche Honda ufficiale ha passato le verifiche, con un super squadrone tutto di rosso vestito, ed anche l'armata di Franco Picco si è sottoposta al rito delle verifiche e alcuni di loro, le new entry, non riescono a nascondere una sincera e piacevole - per chi la vive dal di fuori - emozione.

Miki Biasion insieme a Umberto Fiori ha cominciato nel primo pomeriggio i suoi controlli e ha poi messo il camion in parco chiuso intorno alle 17. Purtroppo il pluricampione del mondo rally non avrà in questa Dakar il camion nuovo di cui tanto si era parlato in Iveco. Non c'è stato il tempo per prepararlo, purtroppo, e così Miki affronterà la gara con il camion che nel 2012 aveva utilizzato Pep Vila. Un buon camion certo, ricontrollato e rialzato, ma pur sempre un camion che ha già affrontato diverse peripezie, e per giunta anche un po' più pesante di quelli dei suoi avversari.

Gli altri camion in verifica sono stati, intorno alle 3 di pomeriggio, quelli dell'Armata Orobica Raid, con Alex Caffi e Giulio Verzeletti insieme ai loro equipaggi vestiti di tutto punto. Un gran bel vedere : la scena che fanno i tre camion tutti uguali - con loro c'è anche Marino Mutti - è davvero bella e fa colpo sul pubblico. A questo punto per le verifiche mancano solo i top team che passeranno domani mattina davanti agli innumerevoli tavolini. L'orario per domani va dalle 7,30 alle 15,30. Poi si comincerà a parlare della gara !