TransAnatolia 2017

link.png Meglio dodici di undici...


In effetti undici è un numero che sta lì in mezzo e non dice granchè. Un conto è il dieci, e un altro il dodici, ma undici...la stessa esatta cosa dico a Peterhansel ed in effetti scopro che anche lui la pensa esattamente così...ed esattamente come scritto su questo blog,  subito dopo la sua vittoria, anche lui commenta "suona meglio 6 in moto e 6 in auto, vero?"  Vedo che siamo in sintonia !

Nell'intervista che riesco a strappare a Stephane domenica nel primo pomeriggio, appena sceso dal palco di piazza della Costitution gli chiedo subito...Ma non avevi detto che al decimo successo avresti smesso?  Non ce la fai vero?
Lui alza le spalle in questa tuta ignifuga che sembra troppo grande per lui ma che in effetti ha un taglio diverso rispetto a quelle classiche, più giovanile e inclinando la testa dice : “No, non riesco a fermarmi, questo è il problema. E' la passione per la corsa che non passa...e quando abbiamo la capacità e la possibilità perchè non sfruttarle?”
Stephane PeterhanselUndici però suona male...
“Vero, bisognerebbe almeno fare 6 in moto e 6 in auto, vero? Perchè no, vedremo. Quello che posso dire oggi con certezza è che sarò al via della prossima Dakar”.
Ora mi dirai che questa Dakar non era difficile..?
“E' stata molto bella, molto varia, belle dune in Perù, belle piste da WRC vicino a Cordoba. Molto belle anche le tappe vicino a Copiapo. In effetti non troppo dura ma molto bella davvero, ci siamo presi il piacere di correre questa gara. Molto ben equilibrata"
L'armonia nell'abitacolo della vostra Mini,  te e 'Polo' Cottret (di cui troverete anche un'intervista più avanti) è unica, credo sia importante questo aspetto...
“Certo che sì, e non credo si possa dire di nessun altro equipaggio. E' vero, sono 12 anni che corriamo insieme e ci troviamo benissimo, è un plus in più per la nostra gara.  Spesso non abbiamo neanche bisogno di parlarci, ci intendiamo con uno sguardo, con un movimento”.
E infine un commento, sull'exploit dei buggy di Sainz e Al Attiyah, si diceva che fossero veloci e che voi avreste avuto possibilità di vittoria solo se loro avessero sbagliato... ti hanno sorpreso?
“Ci aspettavamo in effetti che fossero veloci e potenti, come hanno poi dimostrato. Ci siamo sorpresi invece che siano riusciti a tenere per otto giorni..sinceramente pensavamo che avrebbero ceduto prima” e sorridiamo entrambi, pensando che gli stessi piloti, soprattutto Sainz, se ne devono essere meravigliati. Ma in fondo, è un progetto appena nato e sono assolutamente certa che avrà un ottimo futuro e che il prossimo anno Mister Dakar si ritroverà a doverli fronteggiare.