TransAnatolia 2017

link.png 'Polò' Cottret, il valore aggiunto di Peterhansel


Non tutti ci pensano ma alla base del successo di Peterhansel c'è un gran gioco di squadra. La chiamo 'intesa Polò Cottretperfetta' ed è quella che c'è fra Mister Undici Dakar, e mister 5 Dakar, e cioè Polò Cottret, il suo navigatore. Quando si corre una gara come la Dakar all'interno dell'abitacolo il rapporto fra pilota e copilota è essenziale e spesso, come in questo caso, ha un peso fondamentale in caso di vittoria. Per questo, alla fine della gara, una intervista a Polò mi è sembrata il minimo riconoscimento per questo co-pilota che al momento, e ormai da qualche anno, è uno dei migliori della disciplina del tout terrain.

 


L'amicizia ed il rapporto d'intesa che c'è fra te e Stephane credo sia alla base del vostro successo, sei d'accordo? Ho l'impressione che a volte non abbiate neanche bisogno di parlarvi...

“Assolutamente vero. In macchina a volta ci facciamo solo dei segni, dei piccoli gesti per darci delle indicazioni importanti, oppure sono io a dirgli che deve fare qualcosa...A volte per esempio se io sono concentrato sul road book gli faccio un segno impercettibile e lui capisce che io sono occupato a fare una cosa diversa e quindi non sto controllando la strada, o le note, e lo fa Stephane per me. O quanto meno sa che deve stare più concentrato e attento.  Magari gli segnalo un sasso, un pericolo, un tratto da guardare con attenzione, una buca, e io so già senza alzare la testa che lui farà esattamente quello che bisogna fare, rallenterà se deve farlo, eviterà l'ostacolo, o altro.  Un piccolo sguardo...ci basta. Lo sento nervoso se lo è..a volte rispondo senza che lui faccia neanche la domanda e viceversa...”

Non credo esista un altro equipaggio come il vostro? La complicità che vi lega da tanti anni è fondamentale per il risultato...

"In effetti c'è una grande complicità fra di noi. Corriamo insieme da 14 anni e questo ha il suo peso. Ci Podio Miniconosciamo bene e quando uno dei due ha il minimo dubbio sappiamo come rassicurarci uno con l'altro, come affrontarlo. Se io ho un dubbio sulla navigazione glielo dico subito. Gli spiego “attenzione, la nota che sta per arrivare non la sento bene, c'è qualcosa di poco chiaro, non mi piace” e gli chiedo di guardare, bene, anche lui, magari di rallentare".


Stephane ha raccontato che durante la gara quest'anno lui ha fatto un errore perchè non ti ha dato retta, com'è andata veramente?


Polò sorride e racconta : “Sì è vero, è successo....ma sai non bisogna mai dimenticare che lui è prima di tutto un pilota di moto. E...spesso le moto prendono una strada diversa dalla nostra perchè sono più piccole ed in caso di errore tornano indietro e cercano un altro passaggio. Io invece, che sono abituato solo con le auto e non sono un motociclista, so benissimo che noi non passiamo dappertutto. Le moto possono recuperar velocemente, noi no. Stephane quando siamo arrivati in questa nota ha seguito la moto che avevamo davanti, lui era convinto che saremmo passati, ed invece no. 'Andiamo un po' più avanti' ha detto, abbiamo provato e invece non ha funzionato...io lo sapevo..siamo andati avanti, siamo tornati indietro, abbiamo trovato il punto giusto e siamo ripartiti, ma ovviamente abbiamo perso un po' di tempo. Ma lo sappiamo, fa parte della gara, e fa parte delle cose che possono accadere in una giornata di gara. Però non c'è mai rancore, non c'è aggressività, non restano atmosfere tese all'interno della vettura, mai”.


Non discutete mai? Non fate come moglie e marito...vuoi farmi credere che tu non gli hai detto qualcosa in quel momento?


“Bè sì - ridacchia – in effetti gli ho detto...”te l'avevo detto !” Lo so, mi basta vedere le tracce a volte per dirgli guarda che le moto non ci stanno portando verso il passaggio giusto..e voilà ! E quando ho ragione gli dico "Alè, visto?” e ce ne andiamo tranquilli sulla strada giusta”.


C'è una voce che gira sulla Dakar di quest'anno...parla di una tua esitazione su una nota e di Stephane che seguendo il semplice istinto ha preso la direzione giusta, azzeccando un passaggio che in molti poi hanno sbagliato...


"E' vero. Sì... perchè spesso lui fa attenzione alle tracce delle moto ma io cerco di interpretare il road book. Magari ci sono pietre, guadi, passaggi difficili dove una moto passa ma noi no, siamo troppo grandi, e a volte pesanti. Rischiamo di perdere la gara perchè rompiamo qualcosa su un sasso, o magari rimaniamo a mollo nell'acqua...e allora a volte gli dico no, no non passare da quella parte...e poi...è difficile, la traccia va là ma noi non dobbiamo farlo e con un occhio intanto guardo a lato, dove possiamo passare, un passaggio altrove..però è vero che tutti e due - insieme - a volte riusciamo a vedere delle cose, siamo molto complementari in macchina, in gara”.


Parliamo del giorno in cui hanno fermato la speciale perchè nei guadi c'era molto acqua, voi che condizioni avete trovato?


“Bè quando siamo passati noi in effetti non c'era tantissima acqua, il primo giorno non ce n'era tanta, ma quando siamo arrivati all'ultimo guado noi siamo stati obbligati a girare a destra e quando abbiamo girato la testa verso sinistra abbiamo visto a circa 5 metri da noi arrivare un'onda che sarà stata almeno 50, 60 centimetri. Quindi abbiamo girato a destra ed abbiamo corso dentro il oued come previsto per tre chilometri ma ci siamo detti, vedrai che neutralizzano la gara perchè fra poco non sarà più possibile passare".


Vi frequentate anche nella vita quotidiana?

"Ci rispettiamo mlto ma non ci sentiamo così spesso. Ci chiamiamo, siamo in contatto ma non usciamo insieme, ognuno ha la sua vita, se abbiamo voglia di vederci lo facciamo. La maggior parte del tempo che passiamo insieme è sulle corse, oppure durante i test...negli allenamenti.


E in tutto questo tempo non vi siete mai arrabbiati uno con l'altro?

"Credimi, mai. Davvero. Non  abbiamo mai alzato la voce...Al massimo dura cinque secondi. Magari ci scappa detto: “te l'avevo detto di passare là !” ma nel tempo di finire la frase il nervoso è già passato. Se perdi la concentrazione poi farai degli errori e quindi dimentichiamo subito la discussione e torniamo a fare attenzione alla gara..."


E che cosa farai quando lui si ritirerà dalle corse?

“Ah! - esclama, ed alza le sopracciglia, quasi sorpreso della domanda – bè vedremo. In quel momento ci penserò...Per il momento lui continua e io sono con lui, poi staremo a  vedere”.