TransAnatolia 2017

link.png Turismo e Perù, un successo


Questa mattina è stato consegnato l'assegno dell'intero importo derivato dagli ingressi al villaggio Dakar di Magdalena alla associazione Fe y alegria, pari a 187.dollari - e Maria del Carmen de Reparaz Zamora, direttrice della Promocion del Turismo, ci ha spiegato di che cosa si tratta parlando anche del ritorno, in Perù, di una gara come la Dakar.

"Il ministro del Turismo ha consegnato questa mattina l'assegno del ricavato - ha detto la direttrice - e si tratta di una donazione per una scuola di Fe y alegria. E'  un movimento di Gesuiti che si occupa della scolarizzazione per i bambini poveri, lo fanno da più di 50 anni, da quando cioè sono qui in Perù e fanno un gran bel lavoro. Le loro scuole sono nelle zone più depresse, nel deserto, in tutto il Perù, compresa la zona costiera". E prosegue: "Per noi la partenza della Dakar dal Perù, ancora prima di contabilizzare in dollari che cosa significa, è molto importante perchè ci dà la possibilità di essere visti in 190 Paesi nel mondo, e in questo modo di avere tanti milioni di spettatori che scoprono il Perù".

E questo è solo un aspetto della cosa : "Dall'altra parte abbiamo tutta la gente che è venuta nel nostro Paese per la gara. Non solo i concorrenti, ma anche i tifosi, gli accompagnatori, i meccanici, tutti. Noi vogliamo che loro conservino un gran bel ricordo del Perù e per questo vogliamo far conoscere loro la nostra realtà, dentro e fuori dal bivacco. Chi invece non riesce ad andare all'esterno del bivacco, venendo nelle nostre tende - che sono allestite in tutti i bivacchi peruviani - può conoscere ed apprezzare, attraverso la nostra opera quello che non è riuscito a vedere di persona. Facciamo tante piccole cose ( la musica dal vivo, i regalini) per farci apprezzare e noi speriamo che tutte queste persone possano pensare di tornare in Perù magari in vacanza e per questo dobbiamo lasciare in loro un buon ricordo. Rispetto all'anno scorso credo che in questo 2013 noi avremo più di 500 milioni di dollari non solo per la piattaforma relativa alle persone che sono venute ma per tutto quello che ci gira intorno. E non è solo un riconoscimento regionale e locale, per il denaro che viene speso e resta comunque nel nostro Paese, ma anche per i tantissimi milioni di persone che vedranno le immagini alla televisione. 
La Dakar è un dinamizzatore delle regioni in cui passa la gara: perchè si muove il mercato, si vendono i prodotti, e poi si spende nel cibo, gli hotel, le farmacie. Tutto serve a farsi conoscere. La popolazione è molto contenta di questo evento e questo anche perchè per noi è stato estremamente semplice da organizzare perchè erano già tutti favorevoli e contenti del progetto. Normalmente quando noi pensiamo al deserto lo pensiamo negativamente e invece in questo contesto diamo la possibilità di scoprirlo a tutte queste persone e di apprezzarlo per il suo fascino, le sue immagini suggestive. Vogliamo ricevere un riconoscimento geografico da parte del pubblico".