link.png Oggi parliamo di moto...e di cinema


felliniCambiamo per una volta, almeno parzialmente, argomento. E questo perchè oggi voglio parlarvi sì di moto, ma legate al cinema. Ed in particolare al cinema italiano, ed ancora più in particolare di Federico Fellini. Nell'ambito della quattordicesima edizione di “Modena Terra di Motori" si svolgerà, a cominciare dal 18 maggio, una mostra un po' particolare, dal titolo "Le moto nel cinema di Fellini".

Il motocarro di Zampanò, la Vespa della “Dolce vita”, la Harley Davidson di “Amarcord” e perfino il triciclo di Fellini bambino: questi e tanti altri i cimeli saranno esposti alla mostra “Le moto nel cinema di Fellini”. Organizzata nell’ambito della quattordicesima edizione di “Modena Terra di Motori” - la più grande manifestazione italiana “en plein air” dedicata alla passione per i motori - è ospitata all’interno del MEF di Modena, il Museo Casa Enzo Ferrari (via Paolo Ferrari 85). La mostra è a cura di Costantino Frontalini del Museo del Sidecar d’epoca, e sarà aperta al pubblico a partire da sabato 18 maggio, fino a domenica 9 giugno.

Nel 2013 ricorre il XX anniversario della scomparsa di Federico Fellini – morto a Roma il 31 ottobre 1993 – e per questo si è scelto di dedicare al grande regista una rassegna con le moto utilizzate nei suoi capolavori.
La motocicletta è una costante nella produzione cinematografica di Fellini, presente in quasi tutte le sue opere. Nei suoi film, il maestro riminese ha spesso raccontato sé stesso e le sue esperienze giovanili: uno dei primi ricordi della sua infanzia riguarda il triciclo e le ore passate a giocare con il fratello Riccardo. Prodotto dalla Giordani di Bologna, tra gli altri cimeli esposti troviamo proprio il triciclo – interamente originale - del piccolo Fellini, risalente al 1925. 
E ancora il motocarro Guzzi Ercole, del 1950, utilizzato nella rappresentazione teatrale de “La Strada” (1954), film con Anthony Quinn e Giulietta Masina che narra del girovago Zampanò che attraversa l’Italia con la sua donna e il suo motocarro Sertum, utilizzato anche come casa e palcoscenico per i suoi spettacoli. Dal film è stato tratto un balletto teatrale in cui viene utilizzato un motocarro simile, un Guzzi Ercole, anch’esso allestito secondo le esigenze sceniche.
E poi il motocarro Innocenti FD 125 C, del 1952, de “Le notti di Cabiria” (1957). In questo film Fellini racconta la miseria di una donna che per sopravvivere è costretta a fare il mestiere più antico del mondo. Uno dei clienti di Cabiria – interpretata da Giulietta Masina, compagna di vita del maestro – si presenta a bordo di un motocarro Innocenti 125, un veicolo commerciale tipico degli anni ’50.
E ancora la mitica vespa 125 del 1959 – anch’essa originale - utilizzata dai fotografi d’assalto per la sua praticità nel traffico angusto di Roma, de “La Dolce Vita” (1960). Il film, diretto da Federico Fellini con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, è una pietra miliare nella cinematografia mondiale, e un vero e proprio fenomeno mediatico. Vennero imposti nella memoria collettiva termini come “paparazzo” (dal nome del fotografo collaboratore del protagonista) e “dolcevita” (che da lì in poi indicherà il tipo di maglia a collo alto).
Tra gli altri mezzi troviamo poi il Gilera Saturno sidecar, del 1953, de “I Clowns” (1971). Si tratta di una sorta di documentario in cui il regista rievoca la sua infanzia. Fellini è il bambino che vede il tendone del circo che sta per essere montato e i clowns gli ricordano alcuni personaggi che ha conosciuto nella realtà. Tra questi un capostazione molto preso dal suo ruolo e un ufficiale che gira a bordo di un sidecar Gilera.
In “Roma” (1972) poi, tra le altre, troviamo una Laverda 750 S, del 1970. Il film è un ritratto della capitale negli anni ’30 vista dagli occhi di un giovane di provincia che arriva alla Stazione Termini. Nel finale, ambientato negli anni ’70, un gruppo di motociclisti, visti come i nuovi “Barbari”, invadono le vie di una Roma notturna e confusionaria mentre la Polizia cerca di riportare l’ordine.
Tra gli altri cimeli alla mostra modenese sarà possibile ammirare la Harley-Davidson WL 750, del 1932, di “Amarcord” (1973). Si tratta del film più autobiografico di Fellini ; il regista ricorda il periodo della sua adolescenza in una Rimini caratterizzata da personaggi straordinari come il motociclista “Scurèza ‘d Corpolò” che sfrecciava per il paese cavalcando, appunto, la sua poderosa motocicletta. In pochi secondi Fellini consegna alla storia l’archetipo del motociclista: un personaggio mitologico che ricorda il centauro o il cavaliere, dai lineamenti poco chiari ma dalla grande imponenza.
Il sogno e la dimensione onirica sono da sempre oggetto del cinema felliniano. Anche ne “La città delle donne” (1980) la componente surreale è predominante: un’incursione nel pianeta delle donne e del loro ruolo all’interno della società. La moto è come la donna, simbolo di sessualità ma poco comprensibile per l’uomo, in questo caso Marcello Mastroianni ha la parte dell’incauto Snaporaz e la moto, in mostra, è una Guzzi 500 Superalce, del 1949.
Ne “La voce della luna” (1990), l’ultimo film di Fellini - un testamento spirituale e cinematografico - si narrano le gesta di due personaggi (Paolo Villaggio e Roberto Benigni) che inseguono i loro sogni e ascoltano la voce della luna che sale dai pozzi. Ma scopriranno che la realtà è spesso molto più dura dei sogni: ad esempio una donna lascia il marito per un motociclista che la chiama “dinamite pura”, un nomignolo che potrebbe tranquillamente dare alla sua Ducati Indiana 650 - in mostra - descritta da Fellini nella sceneggiatura originale come una “… mastodontica Harley-Davidson”.

La mostra si colloca nell’ambito della quattordicesima edizione di “Modena Terra di Motori”, a Modena fino al 9 giugno: una serie di esposizioni e iniziative nelle piazze del centro storico, sabato 8 giugno la Notte dei Motori e domenica 9 il Memorial Banca Popolare dell’Emilia Romagna, con gare di regolarità su parte del percorso che fu il circuito storico cittadino di Modena. Inoltre il Museo Casa Natale Enzo Ferrari, oltre a essere location della mostra, favorisce la promozione dell’evento e sono previsti sconti e convenzioni anche per il prezzo dei biglietti visitando sia il MEF che “Motor Gallery” (a ModenaFiere il 25 e 26 maggio).
“Modena Terra di Motori” è promossa dalla Camera di Commercio e dal Comune di Modena, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Per maggiori informazioni e per il prezzo del biglietto consultare i siti www.modenaterradimotori.com e www.museocasaenzoferrari.it