TransAnatolia 2017

link.png Aspettando in aeroporto, con Helder Rodriguez


HelderIl simpatico pilota portoghese della Honda HRC Rally sta rientrando in Portogallo. Pochi giorni a casa prima di ripartire per l'Argentina e correre al Desafio Ruta 40 che partirà alla fine della prossima settimana. Aspetta il volo per Roma, e da lì prenderà la coincidenza per Lisbona e io ne approfitto per tracciare con lui un bilancio della gara appena conclusa e per parlare del futuro, e non solo...

Vogliamo cominciare da un bilancio della Sardegna Rally Race 2013?

"Bah - comincia pensieroso - La Sardegna è una gara che bisogna sempre fare perchè ci si allena molto con il road book, e poi ci sono tutti i piloti. Non è una gara da deserto, però è una gara dura, in cui usi molto il road book. Io ho interpretato questa gara...- fa una pausa -  perchè siamo qui, ora, in attesa della nuova moto, con Honda...stiamo per far uscire la nuova moto per la Dakar. Il prossimo mese la proveremo per la prima volta ed è per questo che la mia concentrazione è più su quello, in questo momento.  Svilupperemo la nuova moto e io sono tutto concentrato sul preparare il Dakar, più che su queste gare. Per questa stessa ragione, anche, abbiamo deciso di non proseguire il Campionato del Mondo. Vengo qua in Sardegna per allenarmi, per fare il meglio possibile. Volevo fare di più ma alla fine qualcosa non è andato troppo bene...Però non sono caduto, ho fatto esperienza, ho fatto più rodaggio, ho testato qualcosa...Alla fine sono contento”
Ma la moto che state preparando e sviluppando non ha nulla a che fare con quella che avevi qui in Sardegna ?
“No no assolutamente, non ha nulla a che fare. Qui abbiamo usato una moto da cross che abbiamo preparato apposta per venire qui”.
E al Desafio Ruta 40, fra pochi giorni, con che moto vai?
“Vado al Desafio in Argentina, ma il test con la nuova lo faremo dopo, quando la moto sarà finita” preferisce non specificare, e io non insisto.
Tu hai parecchi rally in Sardegna all'attivo, corri qui già da diversi anni, se dovessi tentare un confronto, questa ultima edizione come ti è sembrata rispetto alle altre precedenti?
“Abbastanza buona. Il road book era buono, fatto bene, senza errori, le speciali belle e si sono corse tutte, senza mai tagliare nulla, abbiamo fatto tutti i chilometri come previsto. A me è piaciuto, bello”.  (Ed ora che mi ci fa pensare in effetti è rarissima una gara in cui per un motivo o per l'altro non ci si trovi costretti ad effettuare dei tagli del percorso).
La temperatura, un po' più fredda, la pioggia, sono state un problema per te?
“No, la temperatura era molto buona. L'anno scorso era molto secco, quest'anno invece era una via di mezzo, fra il secco e il bagnato, era molto buono”.
Tu cosa preferisci per il tuo stile di guida, il terreno secco o il fango?
“Io preferisco di gran lunga il terreno bagnato, l'ho sempre preferito. Adesso ho fatto un po' fatica su questo terreno bagnato, rispetto al solito...."
Come mai?
"Eh... perchè adesso noi corriamo molto più spesso sul secco che sul bagnato nei rally, abbiamo perso un po' l'abitudine..però mi piace il bagnato".
E per il Desafio, quando partirai...?
"Io parto lunedì anche se la gara comincia alla fine della settimana, sabato. Mi hanno detto che in questo momento fa molto freddo (in effetti lì è inverno) e a me non piace il freddo, però arrivando prima magari mi abituo alle temperature. Sono tranquillo, comunque".
Senti ma Helder Rodriguez quando non va in moto cosa fa? Nel tempo libero...
“Ah !”  Esclama, forse sorpreso dalla domanda...”Il mio tempo libero? Ma io non ne ho praticamente, almeno adesso. Quando non siamo in periodo di gara mi faccio delle vacanze, in estate, una o due settimane al massimo. Ma in realtà preparo sempre una gara, o la Dakar, sono sempre molto occupato".
Fai palestra?
"Sì, vado in palestra tutti i giorni, e poi vado in bici – soprattutto bici da strada – come tutti i piloti ci alleniamo a livello fisico e poi con la moto, io esco cinque giorni a settimana con la moto per allenamento”.
Ma la moto non ti viene mai a noia, che so, magari quando torni dalla Dakar e pensi che per qualche giorno non la vuoi più vedere né toccare?
“Sì, sì...ma in realtà....quest'anno dopo la Dakar sono stato quasi tre settimane senza toccarla, un mese circa. Ma adesso non si può. Solo quest'estate voglio stare senza moto, due o tre settimane, ma non tutte attaccate; magari mi fermo una settimana e poi mi alleno, Poi mi fermo di nuovo. E poi sai con la moto è sempre un'incognita. Magari ti sei preso un mese di vacanza e quando riprendi ad andare in moto ti fai male e sei costretto a stare senza correre per due mesi e ti passa tutto l'anno, o magari sei mesi senza andare in moto, e non va bene. Meglio alternare i periodi. E' importante stare bene e prendersi vacanze brevi”. 
Jordi Viladoms mi ha detto che dopo la Dakar è andato poco in moto e che qui ha fatto un po' di fatica, nelle prime tappe, a te come è andata?
“Io mi sono allenato ma non con il road book. Infatti anche io, nei primi giorni, ho fatto fatica a trovare e tenere il ritmo. Ci sono piloti che si allenano con il road book, altri che si allenano nel cross, altri con l'enduro, come me, ma adesso devo pensare a fare allenamento con il rally”.
Hai fatto la tappa di Mondiale enduro in Portogallo, vero?
Ridacchia ripensandoci “Sì, l'ho fatta, ed è stato molto duro (quattordicesimo in tutte e due i giorni in E1) . Penso di fare anche la tappa in Francia. Purtroppo non posso fare la Sei Giorni perchè è in concomitanza con il Faraoni, altrimenti l'avrei fatta di sicuro”.