TransAnatolia 2017

link.png Peterhansel in testa in Romania


Chi l'ha detto che le Baja sono gare veloci, tutte piatte, facilissime almeno sotto il punto di vista della navigazione unita alla velocità? Bè chi l'ha raccontato in giro dovrebbe ricredersi perchè qui in Romania il concetto di Baja è tornato un po' indietro, verso le sue origini forse, quando negli anni Ottanta si correvano queste gare difficili, impegnative, di puro enduro.

Alessandro Ruoso non sa se ridere o arrabbiarsi. Gli avevano raccontato che le Baja sono gare velocissime, su sterrati piatti, ma piatti che più non si può. Ed invece oggi si è ritrovato di fronte ad un vero enduro, e pure bello tosto. "Io non ho mai fatto enduro - diceva -a ma so che è esattamente così". Una linea (nel senso di prova speciale in linea come nell'enduro appunto, da 80 chilometri come tutti i piloti ammettono all'unanimità. Però una speciale bella, anzi bellissima, tutta ricavata nel sottobosco, fra pietre, sassoni ed erbetta, fra sole fortissimo e sottobosco quasi buio. Per fortuna al fresco, perchè oggi a Baja Mare i 32 gradi di temperatura non lasciavano scampo a nessuno, mentre per fortuna sulle montagne dei dintorni un po' di fiato si tirava e la temperatura non superava i 25 gradi.

La giornata cominciava presto, anzi prestissimo, con i piloti già davanti al parco chiuso alle 7, e con la prima moto pronta ad entrare nella prima breve speciale - la stessa identica di ieri - alle 7,40. Stephane Peterhansel fin da questa prima speciale faceva capire a tutti che oggi si era svegliato bene. 5'17" il suo tempo contro i 5'22" di Ruoso e i 5'37" di Alex Zanotti. Quando arrivava al traguardo Peter sorrideva: "Ho abbassato di 30" rispetto a ieri, però" - ammetteva soddisfatto, chiedendosi nello stesso tempo se per caso aveva piovuto nella notte perchè sul percorso, rispetto al giro del giorno prima, c'era un sacco di acqua in più.

Ad ogni modo da lì tutti i concorrenti ripartivano in un trasferimento di 37 km, diretti alla prima speciale ed entravano a Cavnic - amena località di montagna con tanto di impianti sciistici - pronti a partire per la ps di 78 km alle 8 e 55. Partivano forte, tutti, ma dopo circa 6 chilometri ad Alex Zanotti cadeva una vite della pinza del freno anteriore e per puro miracolo il pilota della Go&Fun non finiva a terra. "Sono andato a frenare in un pezzo veloce e mi sono ritrovato senza freno anteriore, è stato davvero pazzesco, e per fortuna non mi sono ammazzato". Rimasto fermo per circa un'ora, Alex perdeva tutte le chances di lottare per la classifica assoluta: riusciva a ripartire perchè la sua assistenza avvertita per telefono aveva dato le viti necessarie ad un altro pilota ancora in partenza che gliele aveva portate, aiutandolo così a uscire da quella maledetta speciale. Andava forte Ruoso invece, talmente forte che dopo circa 30 chilometri si ritrovava davanti gli apripista, due vetture 4x4 che - ovviamente - erano partite un po' tardino rispetto al previsto. Di certo l'apripista di una gara in cui partono per prime le moto dovrebbe tenere conto della velocità delle stesse, cosa che forse, qui, è scappata agli organizzatori...ad ogni modo Ruoso vinceva la prima ps lunga davanti a Peterhansel il quale però....

"Quando sono arrivato alla fine della prima speciale lunga - racconta Stephane - credevo che Ruoso mi avesse dato almeno tre minuti, perchè ero andato piano, e invece ho visto che avevo preso solo 30", così mi sono detto...allora posso provare ad andare un pochino più forte". E così ha fatto. Ha forzato un po' l'andatura e ha vinto la speciale, approfittando anche del fatto che Ruoso era scivolato. 

Alla fine della prima tappona del Romanian Baja 2013, Stephane è primo con 11" di vantaggio sul pilota di Pordenone, e 13'10" sul terzo classificato che è un quad, per la precisione quello di Kamil Wisniewski.