KRKA 2018

link.png Intervista a Peterhansel: fra curiosità ed aneddoti,


Qualche settimana prima della Baja di Spagna e della notizia della partecipazione di Stephane alla gara, abbiamo scambiato qualche parola, subito dopo la sua vittoria in moto, alla Baja di Romania...Cominciando proprio da quei test della X Raid che gli avevano impedito di venire a correre in Sardegna, come aveva invece fatto negli ultimi due anni. Con la Mini versione Dakar 2014, Stephane correrà alla Baja d'Aragon, da domani, e poi al Sertoes in Brasile.

A proposito degli ultimi test effettuati in Marocco, durante il Sardegna Rally Race, con la nuova Mini...
Stephane unisce pollice ed indice della mano destra e li passa sopra la bocca, come a dire che la sua bocca è chiusa da una lampo, che non rivelerà nulla...Insisto un po' e lui ridacchiando mi dice...
“Eravamo in Marocco....Dieci giorni di deserto e di test. 5000 chilometri, sabbia, sassi, sole...Con Nani Roma all'inizio per 4 giorni e poi con Holowcyzc negli altri 4 giorni. Solo Mini, una versione della Dakar 2013 e una della Dakar 2014 con qualche modifica. Utilizzerò questa versione, Dakar 2014, per il Sertoes in Brasile, e forse per la Baja in Spagna se vado a quella gara con la macchina”.
Perchè c'è la possibilità che tu faccia la Baja spagnola in moto ?
“No,no...se corro sarà con la macchina, non con la moto e se non corro mi occuperò dell'assistenza di Andrea Mayer. Normalmente il mio contratto prevede che potrei correre ancora per tutto luglio con la moto, ma Sven Quandt non vuole che corra in Spagna. Ci sono troppe pressioni, troppi giornalisti...Il problema se vuoi è che se io arrivo in Spagna con la moto tutti i giornalisti si butterebbero su di noi chiedendoci perchè non corro con la Mini? perchè corri con la moto? e così via....E Sven non ha piacere “ e ha ragione, aggiungo io ! “Per il resto non so bene cosa fare, forse il Marocco, o forse l'Egitto...”
L'Egitto? Lo interrompo perchè sono davvero sorpresa, non hanno mai corso in Egitto e glielo dico

...lui sorride. “Lo so, lo so...l'ultima volta che ho corso in Egitto avevo la Yamaha ufficiale, pensa quanto tempo è passato...”
E poi gli chiedo di raccontarmi la sua versione dell'ingaggio in Yamaha di Cyril Despres, visto che lui ha pesato non poco sull'accordo.
“Per prima cosa al ritorno dalla Dakar ho parlato con quelli della Yamaha e gli ho detto, sinceramente, 'ascoltate, voi avete una bella e buona moto, ma non avete un pilota in grado di vincere la Dakar'. Dunque, forse con un budget più grande potrebbe essere il momento buono....”. “E tu cosa pensi – gli hanno chiesto in Yamaha France” e lui ha spiegato: “Cyril è alla fine del suo contratto con Ktm e ha la possibilità di essere libero e quindi... voilà. Abbiamo organizzato un incontro veloce fra il boss di Yamaha Francia e Cyril e da lì è cominciato tutto”.
So che tu eri molto curioso di provare la moto e finalmente te l'hanno fatta provare...
“Sì, sì ero davvero curioso. Va molto bene, e poi abbiamo provato la moto nuova e la mia vecchia moto della Dakar. Le abbiamo messe a confronto...”
E Cyril ha guidato la tua vecchia Yamaha?
“Sì, sì l'ha provata e ha detto che era un 'mostro' !! Hai visto il video che abbiamo fatto? E' stato interessante, divertente. E poi è un bene che Cyril sia lì ora... è un professionista e secondo me – stessa cosa che ho detto a Yamaha Francia – ha ancora la possibilità di vincere due o tre Dakar – e se batterà il mio record, sarebbe bene lo facesse con una Yamaha...”
E non ti scoccia un pochino che lui possa battere il tuo record?
“Ascolta...i record sono fatti per essere battuti....che ci vuoi fare...Io però ho il record totale – e ridacchia”
Appunto, insisto, ma per raggiungere proprio il record dei record ti manca il camion, nessuno l'ha mai fatto e neanche lo farà credo, vincere in tutte e tre le categorie...e lo punzecchio un po' sulla storia di aver provato l'Iveco di De Rooy e di aver assolutamente assicurato che non correrà mai con il camion.
Sbuffa un po'...”Non so...non mi è piaciuto. E' stato interessante provare il camion di De Rooy, non lo nego, ma mi aspettavo una cosa completamente diversa. Pensavo fosse più piacevole..”
Fa male alla schiena, eh?
“Accidenti se fa male. Mi credi se ti dico che per i 15 giorni dopo mi ha fatto un male cane la schiena...”
E pensa che l'hai provato solo un giorno, pensa farci una Dakar intera...
“Bè la pista dove abbiamo provato era davvero brutta, tutta rotta, davvero impegnativa....ma, al momento proprio non credo (ma leggo nei suoi occhi la voglia nascosta di pensare, anche solo pensare, di vincere anche con il camion, per essere consacrato nella leggenda...come se già non lo fosse!!). Non lo so...Ho detto a Sven che se avrò ancora la fortuna di correre nei rally sarà sempre con una vettura e non con un camion”.
E ora lui sta più tranquillo, vero?
Ridiamo insieme “ Non lo so se è più tranquillo – scherza – però fino a che penso di partire con un camion per lui va bene, se per caso decidessi di correre con un'altra macchina allora sarebbe meno tranquillo” e sorridiamo tutti e due.
Che mi dici di Andrea e delle sue prestazioni in questa Coppa Baja, per esempio in Romania?
“Quando ho guardato le classifiche della prima tappa ho pensato che era andata troppo forte. Lei è veloce sulle piste africane, sulle dune, ma in Romania è stato soprattutto enduro, pietre, boschi, piste strette e lei non ha molta esperienza, non è la sua specialità. Le ho detto di fare attenzione perchè andava troppo forte e hai visto che poi il giorno dopo è caduta, purtroppo”.
So che tu hai sempre corso in moto senza le protezioni..e che in Romania te le sei messe dietro insistenza di Andrea, e ti sono state molto utili.
E' seccato, ma in maniera scherzosa di questa complicità fra Andrea e me. In effetti la motociclista mi aveva raccontato questo aneddoto poco prima e ne ero rimasta colpita...
Sbuffa di nuovo guardando Andrea e poi me “No...- sbuffa ancora – ma io non le ho mai utilizzate” e guarda Andrea chiedendole con aria di sfida, “tu le hai le protezioni?” e lei risponde subito “certo” e così lui si arrende...”Meglio così – conclude ripensando alla piccola caduta di Andrea Mayer in speciale, nell'ultima tappa della Romania - l'essenziale è che non ci sia niente di rotto”