KRKA 2018

link.png Botturi distrutto nel morale torna a casa


E' un uomo distrutto quello che mi trovo davanti stamattina. Nell'onore, nel morale, nel fisico perchè ovviamente la delusione incide sulla sua postura, sul modo di camminare. E' ancora buio al bivacco di San Rafael e lui sta andando a fare colazione. Gli occhi sono lucidi quando parliamo e inevitabilmente accade anche a me. Il lavoro di tutto un anno reso vano in pochi minuti, sulla seconda speciale della Dakar 2014.

Il colpo di scena era arrivato ieri pomeriggio potente come un maglio. "Alessandro Botturi fermo in prova speciale" dicevano i brevi comunicati dell'organizzazione ma non si riusciva a sapere di più. Le informazioni si sono susseguite sul bivacco per tutto il giorno, e molte di queste, come tradizione con Radio Bivouac, erano sbagliate. Solo Botturi, una volta giunto a San Rafael ha potuto raccontare cosa era veramente accaduto. "Mi sono fermato una prima volta con la frizione bruciata. Ne avevo una con me e all'ora l'ho cambiata. Sono ripartito, ho fatto 15 chilometri e mi sono fermato di nuovo. E' arrivato Paolo Ceci e mi ha dato la sua frizione di ricambio. L'ho sostituita e sono ripartito. Altri venti chilometri nelle dune, non di più, e mi fermo di nuovo. Ho provato a mettere due dischi insieme per fare spessore, ma non è servito perchè quando sono ripartito lo sforzo a cui avevo sottoposto la moto era stato enorme e così ho rotto il motore".

Alle 17,30 è passato in prova speciale, proprio sopra il pilota di Lumezzane un elicottero di soccorso. E' atterrato e si è proposto di accompagnarlo al bivacco:  “Se vuoi venire al bivacco questa è la tua ultima possibilità, perchè gli elicotteri non passeranno più da qui e le macchine mediche sono molto indietro”- gli ha detto e così il pilota non ha avuto scelta, è salito sull'elicottero e ha decretato il suo ritiro dalla Dakar 2014.
“Non avrei mai pensato che potesse succedermi una cosa del genere. Mi ero allenato così bene, sentivo che questo era il mio anno, e invece non sono neanche riuscito a finire la seconda tappa”. L'unica cosa che conta ora è andare via da qui, dai bivacchi, dal caldo dell'Argentina e rituffarsi nell'abbraccio delle persone che gli vogliono bene, a casa sua.