KRKA 2018

link.png Eric Palante, moto numero 122, non c'è più...


Riguardo il titolo di ieri sera e penso...Eric deve essersene andato così, lentamente. E non oggi, nella speciale odierna, bensì ieri, nella devastante tappa numero 5 della Dakar 2014. Si deve essere addormentato, almeno così vogliamo, forse, pensare tutti ed è passato dal sonno, dalla spossatezza, dal disidratamento alla morte, senza quasi accorgersene. In realtà non si sa se sia andata così...

La dinamica della sua morte non si conosce. Come sia successo. Quando sia successo....Uno scarno comunicato stampa di 4 righe ci ha accolti al bivacco di Salta, sempre bellissimo, come già lo scorso anno, con la notizia. Nessuno lo sapeva, nessuno lo sospettava. Ma si temeva, qualcosa del genere. Si temeva da giorni, da quando ieri gli elicotteri del soccorso hanno passato la loro intera giornata a soccorrere piloti moto e quad disdratati. La dinamica dicevamo non è chiara perchè il balai, che stamattina stava ripercorrendo la quinta speciale per raccogliere i mezzi rimasti lì dal giorno prima, ha invidiuato la moto, ma purtroppo accanto, anche il corpo senza vita di Eric Palante. Un pezzo d'uomo, di 50 anni, gentile ed esperto, senza neanche un capello, spesso sorridente. Me lo ricordo così alla Transorientale, nel 2008, e poi alla Dakar, che aveva già affrontato 11 volte. Un uomo esperto, un pilota tranquillo, che amava queste corse e che ci veniva per divertirsi, non tanto per velleità di classifica.

L'avevo visto l'altra sera a San Rafael, sotto un gazebo, ancora tutto vestito da moto nonostante l'ora tarda, che riparava il suo mezzo, insieme a qualcuno che stava dandogli una mano. Volevo avvicinarmi per salutarlo, per chiedergli come stava, ma aveva l'aria talmente distrutta che ho esitato e ho preferito non disturbarlo. Si vedeva che era preoccupato per la sua moto, e l'ultima cosa che gli serviva era, forse, una persona che ti chiede come stai...o forse no.

Ad ogni modo Eric era al chilometro 143 della speciale di ieri, senza acqua, accanto alla moto, e ora gli interrogativi da parte di tutti, si susseguono. L'organizzazione sapeva che lui era lì? Come mai non sono andati a prenderlo? Il sistema di rilevamento della posizione vede dove si ferma un veicolo e lo chiama in meno di due minuti, Eric aveva risposto? Che cosa aveva detto? L'organizzazione nel comunicato dice che Eric era stato rifornito d'acqua nel pomeriggio ed allora la domanda viene subito spontanea...Ma allora sapevano che era lì e non sono andati a prenderlo? Hanno reputato che potesse passare lì la notte in attesa del balai? Ormai nessuno più, sulla Dakar, aspetta o sale sul camion balai. Vengono tutti recuperati dall'elicottero medico, oppure dalle vetture mediche...Nel suo caso come sono andate le cose?

Al momento non ci sono risposte a tutte queste domande. La triste realtà è solo che Eric non c'è più, si è spento - credo che questa sia la parola più indicata - alla Dakar 2014,