TransAnatolia 2017

link.png Le avventure degli italiani in auto


Cominciamo dalle belle notizie e cioè la vittoria della Fiat Panda di ieri su tutti gli equipaggi italiani in gara nella categoria auto. Verzeletti e Cabini si sono tolti il gusto e la grandissima soddisfazione di arrivare per primi alla fine della prima prova speciale della Dakar 2014.

La 'piccoletta' dell'Orobica Raid ha chiuso la sua prima speciale 2014 al 99° posto assoluto della prima passa, battendo i due Cinotto, padre e figlio, e Giampaolo Bedin. Questi tre equipaggi in effetti hanno vissuto una serie di disavventure incredibili che ora cerchiamo di raccontare nel dettaglio, e per aiutarvi potete anche ascoltare l'intervista di Michele Cinotto nella sezione videochannel.

Cominciamo da Giampaolo Bedin che sta vivendo qui la sua seconda avventura con un buggy interamente costruito da lui. Il piemontese lo scorso anno aveva rotto subito, nella prima breve speciale, e quest'anno ha lavorato a lungo per rimettere in sesto il suo mezzo e soprattutto strutturarlo meglio e farne un veicolo più affidabile. Ma ahimè, per Giampaolo la sfortuna ha deciso in questo 2014 di accanirsi contro di lui, anzi per la verità le 'maledizioni' sono arrivate già a fine dicembre, il 31 per essere precisi. Al porto di Campana, al momento di andare a ritirare il buggy in Argentina, Bedin è incorso in un problema meccanico, riguardante il suo motorino di avviamento. Impossibile ripararlo e impossibile trovare il pezzo di ricambio a Rosario e così il pilota in coppia con Fabrizio Richiardi è riuscito a stento ad arrivare a Rosario e poi a partire ieri mattina dal parco chiuso, grazie all'aiuto di altri concorrenti che gli hanno dato uno strappo. Partito per la speciale, Bedin stava cavandosela benino fino a che, a soli 20 km dal termine del tratto cronometrato, è stato costretto a mettersi di lato per far passare un camion che andava più veloce. E' stato in quel momento che il suo buggy si è spento e non ne ha più voluto sapere di ripartire. Per fortuna dopo, con un po' d'aiuto, i due italiani sono riusciti a tirarsi fuori dai guai e sono arrivati al bivacco di San Luis, pochi minuti dopo mezzanotte. Demoralizzato, Bedin aveva deciso di non ripartire perchè un colpo rimediato al posteriore aveva anche causato la rottura dello scarico. Stamattina alle cinque invece il suo meccanico, Lillo, è andato in giro per tutto il bivacco ed è riuscito a trovare prima di tutto il motorino di avviamento ma nel momento in cui hanno smontato il motore per montarlo si sono accorti che la rottura era peggiore del previsto. Lavorando contro l'orologio, Bedin e il suo meccanico sono riusciti a risistemare il mezzo e l'appoggio morale anche di altri piloti ha convinto il piemontese a riprendere la corsa.
E veniamo ora ai due Cinotto, Michele e suo figlio Pietro in gara con due Toyota del team Lardeau. Michele - copilotato da Fulvio Zini - ha rotto entrambe le pinze dei freni anteriori ieri, prima una e poi l'altra e solo un miracolo lo ha salvato da un brutto incidente. Una dele pinze è rimasta incastrata nel cerchio ed estrarla è stata una operazione lunga e difficile. Inoltre al momento della seconda rottura Michele è riuscito a controllare la sbandata della Toyota ma è finito contro un lato della montagna che stavano contornando, rompendo il parabrezza e rovinando nonpoco la carrozzeria. Una foratura - per gradire - ha poi concluso la giornata.

.Pietro Cinotto, che è in coppia con Maurizio Dominella, invece ha perso una ruota. Si sono spezzate tutte le colonnette e la ruota ha superato la vettura che ha cercato come possibile di restare in strada, grazie agli sforzi del giovane Cinotto, per evitare danni peggiori. Un po' di bricolage e poi sono ripartiti ma già la loro giornata era cominciata malino: al momento di uscire per prendere la strada della prima tappa la loro Toyota ha cominciato a tossire e si è fermata. L'assistenza, per fortuna presente sul posto, è accorsa in loro aiuto e lì si sono accorti che al posto del gasolio, alla vettura era stato fatto il pieno di benzina. Ben 150 litri...ma in questo caso non parliamo di sfortuna...entrambi i membri dell'equipaggio, Pietro Cinotto e Maurizio Dominella hanno ammesso le loro colpe e responsabilità.