TransAnatolia 2017

link.png L'incidente dei due giornalisti argentini


La brutta notizia mi arriva stamattina quando sto per partire dal bivacco di Tucuman e sono circa le 11 in Italia. Mi arrivano una serie di messaggi chiedendomi che cosa sia accaduto chi siano i giornalisti deceduti in un incidente sulla strada, e io casco letteralmente dalle nuvole. Non solo non ne so nulla ma non lo sa proprio nessuno al bivacco.

Come al solito le notizie arrivano prima in Europa che qui sul campo di gara ma in questo caso davvero tutto passa sotto silenzio. Forse perchè i due giornalisti non facevano parte della carovana della Dakar e allora qui non se ne interessa - cinicamente - nessuno. Era accaduto anche un paio di anni fa, se non vado errata, quando un elicottero di uno sponsor che seguiva la gara era caduto e alla mia richiesta di informazioni mi era stato risposto "Non faceva mica parte della gara".

Quindi questa è più o meno la storia dei colleghi argentini che non viaggiavano con noi ma forse erano accreditati come stampa giornaliera, quei colleghi cioè che ci raggiungono di giorno in giorno e lavorano per qualche emittente locale, o per qualche quotidiano di zona, e non restano all'interno del bivacco della Dakar per più di una giornata. Per questo motivo non meritano (secondo l'organizzazione) neanche una parola, una menzione dalla carovana che viaggia dritta come un fuso verso la sua meta. Addirittura i colleghi francesi dell'Equipe neanche lo sapevano e gliel'ho detto io personalmente, mentre gli spagnoli, radio e quotidiani, hanno sentito qualcosa ma non ne sanno molto.

Tutto passa sotto silenzio al bivacco di Salta, come se non riguardasse la gara ma fosse solo un incidente collaterale che non tocca chi invece questa gara la vive tutto il giorno dal suo interno. Cinico e spaventoso, non vi sembra?