TransAnatolia 2017

link.png Paolino Ceci, al termine di una speciale divertente


la mano indolenzita di Ceci.JPGDiciannovesimo di tappa oggi Paolo Ceci, ha finito bene una tappa che non era certo facile ma che gli è piacuta moltissimo e che ha anche trovato divertente. In tutta sincerità quasi tutti i piloti sono dello stesso parere, una speciale divertente, con non poca navigazione nella parte finale.

Paolo Ceci (Speedbrain)  è ancora sofferente per la sua mano destra, ma il peggio sembra essere passato.
Oggi è arrivato al bivacco di Iquique, a pochi passi dall'Oceano, con la diciannovesima posizione di tappa, mentre ieri era andato un po' peggio.
“Non so bene cosa avessi ieri mattina. Sono partito stanco, non stavo neanche troppo bene e quindi ho fatto un'andatura più lenta”. Parla della seconda parte della tappa marathon, quella che ha portato i piloti fuori dalla Bolivia, verso il Cile. “Dopo il rifornimento mi sono ripreso. Ho mangiato qualcosa e ho accelerato un po' il ritmo, ma decisamente non era la mia giornata”. Oggi invece, da Calama a Iquique le cose sono andate decisamente meglio. “Stamattina sono partito bene e la speciale mi è piaciuta fin da subito. Non era facile, ma era divertente. All'inizio c'erano tantissime pietre, ma davvero tantissime e bisognava fare molta attenzione. Davanti mi partivano diversi piloti, ma li ho ripresi e ho fatto la mia gara, senza rischiare, cercando di non sforzare troppo la mano che ancora mi fa un po' male. Poi è iniziato il tratto brutto, quello che avevano annunciato al briefing, fra il chilometro 124 e il 160 ed in effetti era pericoloso. Non brutto per le pietre, ma semplicemente ogni tanto nel terreno si aprivano dei crepacci molto profondi e dovevi aggirarli, a volte facendo anche più di 500 metri per ritornare sulla pista giusta. Poi intorno al chilometro 200 è iniziato un lungo rettilineo sabbioso, tutto fatto di whoops. Su e giù per cento chilometri quasi, vedendo da lontano la polvere degli altri, noioso ed estenuante, con tutte queste dunette corte, ed anche stancante perchè non riuscivi a prendere un ritmo. Poi a circa 80 km dalla fine della speciale (che oggi arriva direttamente al bivacco) sono cominciate le dune, dapprima  di terra e sabbia, di quella che solleva la polvere bianca, e poi a 40 chilometri da qui le dune vere e proprie, quelle che piacciono a me”. Una bella traversata nel deserto di dune, fino al bivacco di Iquique e la discesa, lunga 3 chilometri, ripida ma suggestiva. “Se devo essere sincero - conclude Paolo Ceci - a me non è piaciuta moltissimo rispetto alle altre che ci avevano fatto fare negli anni precedenti. Non era poi così ripida come sembra da sotto, a chi la guarda, mentre la vecchia di tre anni fa era molto più spettacolare e divertente”. Si massaggia la mano mentre parla, è meno gonfia rispetto alla sera dopo l'incidente con il quad ma il dolore non è ancora passato. Al momento è 22° in classifica assoluta moto, ma nei prossimi giorni ha qualche possibilità di migliorarsi visto che gli avversari che lo precedono non sono poi così lontani dal pilota di Modena.