KRKA 2018

link.png Marek Dabrowski, ricominciare una carriera


Marek DabroMarek Dabrowski è un motociclista che ha partecipato a numerose Dakar (ben 12 edizioni) e tantissimi altri rally nella sua lunga carriera. Polacco, nelle fila del team Orlen, Marek ha corso insieme a Czachor e Kuba Przygonski, sempre in sella alla Ktm. Dal 2013 ha deciso di cambiare carriera e insieme ad uno degli altri motociclisti del suo team, Jacek Czachor ha preso in mano un volante e ha provato la Toyota Overdrive. Un vero e proprio colpo di fulmine.

Marek infatti, non è solo bravo, ma è bravissimo. Lui e Jacek hanno cominciato a muovere i loro primi passi l'anno scorso partecipando a qualche gara: il Silk Way Rally, la Baja in Polonia, a casa loro, e poi il Marocco per Baja Polandarrivare poi alla Dakar, conclusa con un eccezionale settimo posto assoluto, conquistato nella sesta tappa e mantenuto senza errori e sbavature fino alla fine. Nel 2007 il pilota polacco, oggi 41enne, aveva subito un incidente che non lo aveva allontanato dalla moto ma di sicuro gli aveva tolto un po' di potenza visto che il braccio destro ne aveva riportato delle serie conseguenze. Al termine della Dakar di quest'anno ero andata a congratularmi con Marek e ne è nata una bella intervista con questo gentile, a tratti timido, pilota polacco.

La vostra prima Dakar su quattro ruote, chiusa con un eccezionale settimo posto, era questa la tua idea alla partenza?

Abbassa la testa quasi a schernirsi e risponde "Non mi sarei mai aspettato di arrivare nei primi dieci della classifica e ne sono davvero felicissimo. E' davvero grandioso ! Dopo tanti anni nelle moto con tutti gli incidenti che ho avuto, guidare una macchina ora...certo è una cosa diversa, è più confortevole correre con una vettura ma per me non lo è ancora moltissimo. Sono molto stressato quando guido - forse un po' troppo, lo riconosco - perchè non ho abbastanza esperienza. Ho cominciato a correre in macchina nel 2013 e non ho l'esperienza necessaria ancora per permettermi di essere più rilassato".

In effetti c'era poco da stare rilassati perchè avete trovato una delle Dakar più difficili di questi ultimi sei anni...

"Davvero, questa è stata veramente una gara difficile. Per me è stata veramente dura perchè i camion sono velocissimi e hanno grandi potenze mentre la nostra macchina, che è un Hi Lux benzina, con la restrizione della flangia del turbo perde potenza e non è facile spingere tutto il giorno, nella polvere, o in altitudine. Abbiamo sofferto molto, ma sono comunque contento. In futuro però, forse, sceglierò di correre con un diesel" e ride.

La vostra passata esperienza motociclistica si è rivelata preziosa durante la Dakar?

"Assolutamente sì e ne abbiamo parlato spesso con Jacek, il mio copilota. Abbiamo fatto tutta la Dakar ragionando e guardando il terreno come fa un motociclista. Spero che quando avremo imparato qualche trucco in più della guida in 4 ruote faremo ancora dei risultati migliori" e ridiamo tutti e due.

Eppure i buoni risultati sono arrivati subito, comiciando dal Silk Way Rally...

"Sì è vero, al Silk Way, la nostra prima gara, abbiamo chiuso in quarta posizione e poi in Polonia in seconda..."

Un bell'inizio direi...

"Certo, soprattutto perchè ho inserito la prima marcia ad una macchina da corsa per la prima volta in vita mia nella Piazza Rossa di Mosca, al parco chiuso. Prima non avevo mai corso e neanche toccato una vettura, e quindi alla luce di questo direi che è stato un buon risultato, davvero".

Quante Dakar hai corso?

Ci pensa su un attimo, fa il conto e poi dice "Questa era la nostra 14. Dakar..o meglio, per me era la tredicesima ma Jacek ne ha fatte 13 e quindi per lui era la 14. E' stata una bella gara, molto combattuta ma credo che i regolamenti dovrebbero subire delle modifiche perchè la Mini, che ha un motore diesel ed una misura diversa della flangia, è avvantaggiata rispetto al nostro motore benzina. Però è stata una gara bella, con speciali difficili con tanta navigazione. E' stato bello, per esempio, rivedere tanti veicoli cercare un wpt mentre il mio copilota, Jacek, sapeva già prima degli altri dove si trovava e non abbiamo perso tempo a trovarlo. La navigazione per noi è stata importante e non abbiamo quasi mai sbagliato, ecco perchè siamo saliti in classifica quasi subito e ci siamo rimasti. Questo non sarebbe mai successo con una Dakar come quella dell'anno scorso dove le speciali sembravano quelle di un WRC, senza difficoltà nella navigazione. L'esperienza di 12 Dakar conta tantissimo, quando puoi usarla, e quest'anno era l'anno giusto. Devi sempre sapere dove ti trovi: questa è la cosa più importante".

Ti hanno sorpreso le altre macchine in gara? Quando ti sei trovato a combatterci in speciale, qualche performance particolare ti ha stupito?

"Bè delle Mini è inutile parlare, le conosciamo e sono molto potenti e veloci...cosa dire... ci sono un sacco di belle macchine, per esempio i buggy, quello di Sainz viene da un altro pianeta - sorride - e poi le Mitsubishi vanno molto bene. Possiamo dire che il mondo delle 4 ruote nei rally si sta molto evolvendo..per esempio noi nella nostre ultime tappe abbiamo fatto un'ottima speciale eppure abbiamo chiuso in 14esima e 13esima posizione e alla fine della Dakar questo non è normale. Ci sono ancora un sacco di ottime vetture in gara, basti pensare alle oltre 10 Mini..."

All'interno dell'abitacolo vi scambiate il volante oppure tu sei il pilota e lui il navigatore?

"Io sono il pilota e Jacek il copilota e non ci scambiamo i ruoli. Questo perchè lui sta facendo pratica con la navigazione e vuole conoscere e imparare tutto il possibile, e lo stesso voglio fare io per quanto riguarda la guida. Insieme ci troviamo bene ed ognuno fa le sue esperienze nel suo campo".

E il futuro che cosa vi riserva, continuerai a correre in macchina?

"Bè per forza, dopo essermi rotto così tante ossa in moto non mi resta che correre in macchina, se voglio continuare a farlo - e ridacchia sorridente - il mio programma è di fare alcune gare della Coppa del Mondo e poi di allenarmi. Per esempio anche con una macchina da WRC perchè è importante fare esperienza anche con una vettura diversa. Ma solo allenamenti per il momento, poi vedremo".

Allora, quando realizzai questa intervista, Marek non era ancora certo di venire all'Italian Baja ma sperava di sì. Oggi Marek è regolarmente iscritto insieme a Jacek con una Hi Lux Toyota Overdrive e sulla sua portiera ci sarà il numero 205.