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link.png Percorso Dakar 2015: ora è ufficiale


cartina dakar 2015In realtà bisognerà aspettare il primo di aprile - e non sarà uno scherzo - per conoscere nel dettaglio le tappe della Dakar 2015. In questo momento, davvero, non le sa nessuno, anche se nelle interviste in videochannel alle autorità argentine, cilene e boliviane abbiamo cercato di carpire qualcosa. Si sa però che in Bolivia andranno tutti quest'anno, meno le assistenze...forse.

David Castera alla conferenza stampa di presentazione di Parigi era seduto in mezzo al pubblico. Non c'era neanche una sedia riservata, con il suo nome sopra, e difatti quando lui è arrivato si è seduto in seconda fila, mescolandosi alla folla. Però alla fine della presentazione e delle parole di Etienne Lavigne lo abbiamo braccato e intervistato. Il direttore sportivo della Dakar ha spiegato che al momento il percorso è stato disegnato a grandi linee su Google Earth, dalla prossima settimana, si parte con le ricognizioni.

Anche Etienne Lavigne andrà in Sud America e da lì cominceranno le trattative con i diversi Paesi. "Al momento posso solo dire che gli ingredienti saranno più o meno sempre gli stessi: ci sarà un po' di sabbia, montagna e autorità a parigiuna piccola sorpresa che non voglio ancora svelarvi" e si sa che quando David Castera dice così c'è di che preoccuparsi. E poi aggiunge "Ah sì, e ci sarà  anche un po' di sale". Parla della Bolivia ovviamente perchè le cose quest'anno - come ha poi spiegato il ministro boliviano Juan Ramon Quintana (in video channel la sua intervista) - andranno diversamente rispetto al 2014. "Quest'anno - prosegue il direttore sportivo - siamo stati costretti a tagliare una bella fetta del Salar per moto e quad a causa della tanta pioggia caduta, ma speriamo che nel 2015 la meteo ci sia favorevole e si possa percorrere tutta quella zona".  E l'altitudine, cosa che preoccupa molti ? "E sì, ce ne sarà, anzi ci saranno più tappe in altitudine - ammette Castera -  per forza e poi la novità più importante riguarda la Bolivia soprattutto per le auto. Le tappe marathon saranno due, una per i camion, che non andranno in Bolivia e resteranno in Cile con una grande speciale marathon che li porterà a dormire fuori, in un bivacco solo per loro. Nel frattempo le auto affronteranno la loro tappa marathon, senza camion alle spalle, e sarà lo spirito di squadra bandierineche conterà. Lo facciamo proprio per questo, per ritornare un po' alle origini quando ognuno doveva cavarsela da solo, senza contare sull'appoggio delle assistenze o dei camion in T4". E poi parla della strategia di gara: “Gli equipaggi dovranno fare per forza gioco di squadra, qualcuno caricherà i ricambi, qualcuno più gomme, qualcuno andrà più piano per preservare il mezzo, sicuramente le strategie di gara saranno un po' ritoccate”.
Poi si parla di logistica, più semplice visto che come per i primi tre anni in Sud America si parte e si arriva dalla stessa città, la splendida Buenos Aires. "In quel senso lì sì, sarà più semplice, ma per il percorso di gara abbiamo qualche idea che vorremmo mettere in atto. Per esempio non fare andare le assistenze in Bolivia ma farle passare direttamente dal Cile all'Argentina, ma non è ancora certo. Non ci sarà alcuna logistica in Bolivia - afferma - ma solo l'organizzazione. Arriveranno prima le moto e poi le auto, è per questo che i giorni di riposo sono sfalsati fra loro".
E già, perchè questa è l'altra novità saliente della prossima Dakar. Auto e camion avranno il giorno di riposo il 10 gennaio, moto e quad invece il 12 gennaio, sempre al bivacco di Iquique, ai piedi della gran discesa.
Certo che così, con questi spostamenti, con la possibilità che le assistenze vadano direttamente in Argentina dal Cile le cose si fanno un po' più complicate...Castera sorride e ammette "Saranno complicate per più di qualcuno, compresa l'organizzazione".
E come funzioneranno allora le ricognizioni?
"Attacchiamo ad aprile e siamo già organizzati. Abbiamo 5 vetture sul posto e quindi ci muoviamo all'unisono nei diversi Paesi. O meglio, formeremo due equipe e lavoreremo 15 giorni, ognuno in un Paese diverso, simultaneamente".
Niente interruzioni dunque, sulla Dakar 2015, niente relax, mai un momento di pausa?  “Quest'anno no, la gara non si fermerà mai. Si farà dello sport tutti i giorni e sarà una Dakar che sarà un po' lunga per tutti noi – e sadicamente scoppia a ridere. “Le moto avranno due tappe marathon ma appositamente non vi dico i dettagli perchè ancora non vi è certezza. E' evidente che una sarà in Bolivia ma dell'altra non vi dico nulla, sarà una piccola sorpresa...devo pur mantenere qualche segreto, no?”