TransAnatolia 2017

link.png Botturi-Yamaha France: l'intervista


botturi yamahaYamaha France aveva chiesto di essere la prima a dare la notizia e così abbiamo rispettato la volontà dei Transalpini e quella di Husqvarna CF Racing e solo oggi pubblichiamo questa intervista realizzata con un felicissimo Alessandro Botturi che dopo la firma del contratto confessa" mi sembra già di essere in una famiglia".

Ascolta l'intervista completa in formato audio wma

Alessandro cominciamo a parlare di questo ingaggio di Yamaha France fin dal principio, come sono andati i primi contatti?

"Devo ringraziare prima di tutto una persona per il contatto con la Yamaha, che è Enrico della Innteck, perchè è lui che mi cura il contatto e ha sempre parlato lui con loro visto che ci lavora insieme, con Yamaha France. Grazie a lui Yamaha France ha deciso di darci questa posiiblità".

La prima volta che sei andato da loro?

"Enrico in realtà aveva parlato con loro prima del Sardegna, ma non ha voluto dirmelo per non togliermi concentrazione. Una volta finita la gara (che il Bottu tra l'altro vinse, ndr) però, siamo andati un po' più avanti nel discorso. Siamo saliti a Parigi un giorno e in Yamaha mi hanno parlato dei loro obiettivi e io ho parlato loro dei miei. Devo dire che combaciavano abbastanza" e ci scappa una risatina.

Prima di accettare ed andare avanti però hai aspettato Husqvarna?

"Certo. Aspettavo Husqvarna perchè loro quest'anno mi hanno dato veramente una gran mano e Fabrizio Carcano secondo me ha messo davvero tutto quello che poteva mettere in questo progetto...Ma non c'è stato niente da fare, Husqvarna aveva deciso di non partecipare alla Dakar e non c'era quindi disponibile una moto per me".

Gli obiettivi della Yamaha mi sembrano abbastanza chiari...già in questo gennaio Yamaha ha guidato la classifica assoluta della Dakar per diversi giorni...

"Sì beh, diciamo che in questo senso non abbiamo gli stessi obiettivi, ed obblighi. Per me quest'anno l'obiettivo vero non è strafare ma essere tutti i giorni nel gruppo di testa. Mi piacerebbe farla da protagonista, questo sì. Il risultato può essere, bello, bellissimo, primo... vabbè, un sogno, ma anche un terzo posto o un quinto, potrebbero essere buoni risultati. Sai dipende da un sacco di cose: da come andrà la gara, il livello, che gara è, se tutti rimangono in gara... "

Il team come sarà formato?

"Ci sarà Olivier Pain che ha fatto terzo nel 2014 e Metge che lo assisterà...e poi io che farò la mia gara. Poi valuteremo, con il passare dei giorni. Le strategie si faranno giorno dopo giorno..."

Allenamenti?

"Cominceremo in Marocco, ma non ancora con la moto nuova. Per adesso andremo in Marocco prima del Rally per fare qualche test, a fine settembre, poi resteremo lì anche dopo il Rally OiLibya ancora per provare".

Ti rendi conto di che cosa significa un pilota italiano in Yamaha France? Lo sai che è una cosa eccezionale? I 'bleu' non hanno mai aperto il loro team agli italiani, ma lo stanno facendo con te...

"Accidenti, sinceramente non ci avevo pensato. Effettivamente quando mi hanno fatto vedere il museo delle loro moto, tutte di piloti francesi...Però vedi, anche nel rugby adesso tanti italiani giocano in Francia mentre prima sembrava una cosa impossibile..."

Un'apertura non indifferente per i francesi...

"Quando abbiamo parlato il loro obiettivo era di diventare un team internazionale e non fermarsi solo ai piloti francesi, e hanno cominciato dai Paesi confinanti - e ridacchia".

Con Stephane Peterhansel hai parlato? Sai che cosa ne pensa del tuo 'avvento' in Yamaha?

"Lui ha altri impegni, e penso che quest'anno abbia tanto da fare con la macchina nuova, ma se mi darà dei consigli - sorride sornione - io li accetterò molto volentieri..."