TransAnatolia 2017

link.png La prima tappa del Transanatolia 2014 ad Acigol


Acigol è un cratere al centro del quale c'è un lago. E' qui che hanno allestito il primo bivacco del Transanatolia 2014. Siamo a quasi 1000 metri d'altezza ma la temperatura supera i 30 gradi e quando i piloti arrivano, in molti decidono di buttarsi in acqua per rinfrescarsi. La tappa è stata vinta da Alessandro Botturi con la sua Husvqarna FE450.

La prima giornata non è stata delle più facili, non tanto per i piloti, o almeno non per tutti, quando per l'organizzazione che come sempre all'avvio di una gara, deve prendere un po' le misure con la logistica e con l'organizzazione di un grupo che comunque supera le 100 persone.

La tappa è lunga, una delle più lunghe del rally, mentre la prima prova speciale è in assoluto la più lunga di tutto il rally. E' abbastanza veloce anche se molto navigata, ma più di qualcuno incappa in qualche pasticcio sul lago salato. Il road book di Paolo Ceci è perfetto, ma quando si è in fuoripista non è sempre facile seguire la traccia giusta. Capita così che Francesco Catanese, proprio il pilota con la moto più pesante in assoluto finisca in una zona del lago salato ancora umida. La sua Ktm Adventure 950 sbacchetta e finisce dentro una pozza secca, ma umida sotto. Lo disarciona e poi affonda di oltre mezzo metro. "Per fortuna che c'era Miotto insieme a me - racconta poi al bivacco Catanese - ed anche un altro paio di piloti stranieri che mi hanno aiutato a tirare fuori la moto, altrimenti sarei ancora qui".

Ma se parliamo di mezzi pesanti ecco saltare fuori anche l'avventura di Marino Mutti con il suo Unimog Mercedes. La sua speciale sta andando bene, quando passa dopo 50 chilometri circa è in settima posizione e sta recuperando, ma poi avviene il fattaccio. Quando mancano davvero non più di dieci metri all'uscita del lago salato piomba anche lui in una zona umida e sprofonda fino a mezza ruota. Non c'è nulla da fare, per tirare fuori il camion da lì ci vuole unicamente e solo un aiuto esterno. E mentre l'organizzazione lo cerca, avvertita telefonicamente, arriva un trattore e tutti insieme cercano di tirare fuori il camion. Non è un lavoro da dieci minuti, e neanche un'ora, ma alla fine ce la fanno. Quando il trattore esce dalla fossa le caregge che si lascia alle spalle misurano almeno 80 centimetri di profondità.

Ma al bivacco arrivano tutti con la luce del sole, che tramonta verso le 19 in questa zona della Turchia, e c'è tutto il tempo per godersi il bell'accampamento. Risultati non ce ne sono fino a notte tarda perchè ogni pilota deve riportare il suo GPS all'organizzazione per far controllare la traccia della sua giornata e per farsi installare poi i punti del giorno seguente.

Così solo stamattina scopriamo che Alessandro Botturi (Husqvarna) ha vinto la prima tappa chiudendo la prima prova speciale in 1h55' e la seconda in 19'.12". Alle sue spalle c'è Francesco Catanese (Ktm) che nonostante abbia perso tempo nel lago salato non ha commesso errori a livello di navigazione e quindi è secondo, con un distacco di poco più di 31' da Botturi. Terza posizione per Roberto Rossini (Ktm) che ha ottenuto un tempo più basso di Catanese nella prima speciale chiusa in 2h18', ma nella seconda ha chiuso in 26'49" contro i 22'42" di Catanese. I due nella classifica generale sono staccati di soli 3 secondi. Alberto Bertoldi occupa la quarta posizione su Husqvarna con un tempo globale di 2h47'34" davanti ad Alessandro Vigano su Beta, quinto a 2h.50'.02".

Per concludere la lista dei primi dieci troviamo Ivano Zaccheo (Ktm) in sesta posizione davanti a Francesco Tarricone (Beta), Mirco Miotto (Honda) che ha viaggiato tutto il giorno in coppia con Francesco Catanese, Ladis Dalle Mule (Honda) e il sudafricano Kobus Potgieter (Ktm). Valdimiro Brezzi, toscanaccio incontrato per la prima volta alla Dakar 2005 insieme a Piero Picchi su Toyoya ed appassionatosi ora alle moto, ieri ha chiuso in quindicesima posizione, dopo essere stato anche preso a sassate, proprio come accadeva fino a qualche anno fa in Tunisia. “E' vero – racconta Valdmiro – ma in Tunisia erano bambini, invece quello che mi ha tirato una pietra ieri avrà avuto 25 anni. Mi ha preso in testa, sul casco e mi ha fatto anche male, così mi sono detto, 'eh no !' e ho girato la moto e sono tornato indietro. Volevo semplicemente spaventarlo e farlo scappare in modo che gli passasse la voglia di tirare sassi, e così è andata. Appena ha visto che frenavo e giravo la moto è scappato via”.
Migliore della classifica auto la Mitsubishi Pajero dell'equipaggio turco Tinkir-Gunpay che hanno raggiunto il traguardo in 3h.44'43” quindi con circa un'ora e mezza in più rispetto al tempo di Alessandro Botturi.