TransAnatolia 2017

link.png L'avventura di Francesco Catanese, ancora prima del via


Catanese TransanatoliaNon solo Mirco Miotto e Ladis Dalle Mule hanno girovagato per le vie di Ankara sabato pomeriggio alla ricerca delle verifiche tecniche prima, e poi della zona in cui si correva la prova speciale spettacolo. Francesco Catanese ha fatto anche di peggio e solo ieri mi ha raccontato la sua storia, al bivacco di Acigol.

Praticamente quando Catanese è partito con la sua 'agile' Ktm Adventure 950 ha seguito la strada giusta per qualche chilometro e poi nell'imboccare una sorta di tangenzionale ha, forse, sbagliato direzione. Così quando ha guardato i cartelli per capire dove si trovasse ha visto le indicazioni per Istanbul. Poco male, ha pensato, alla prima uscita mi giro e torno indietro. Ma nel frattempo sono passati dieci, poi venti, poi trentacinque chilometri senza neanche un'uscita. A quel punto Francesco si è fermato ed è sceso lateralmente all'autostrada, nel fossato, cercando di trovare una via d'uscita per tornare indetro. Ma nel cercare di uscire dal fossato d'erba e terra ha sentito che improvvisamente la sua ruota posteriore si era bloccata. Sceso per controllare ha scoperto che tutto intorno al disco freno di era attorcigliato del fil di ferro.
Dato che stava andando alle verifiche Catanese era vestito semplicemente con maglietta e short, senza guanti, senza ferri, senza nulla insomma per liberare la ruota. Così ha alzato la testa e ha visto in lontananza una cascina. Si è incamminato a piedi e ha raggiunto un signore che stava lavorando sul suo trattore. Possiamo solo immaginare la scena di un personaggio come Catanese, altro due metri, biondo, in braghette corte che si avvicina ad un contadino turco e gli chiede “ Mi scusi, avrebbe mica una tenaglia”. Da lì ovviamente, davanti alla faccia perplessa dell'uomo, è cominciata la solita sequenza di gesti mimati, fino a che lui ha capito e lo ha portato davanti alla sua cassetta dei ferri. “Ha aperto una cassetta di ferri tutti arrugginiti e ho trovato una tenaglia e un cacciavite, li ho presi e a piedi sono ritornato alla moto”. A quel punto ha armeggiato un bel po' di tempo per salvare la ruota e liberarla e poi è tornato a ringraziare l'uomo, regalandogli venti euro per il disturbo. A quel punto ha ripreso l'autostrada al contrario ma quando ha visto che ora era si è reso conto che alla chiusura delle veriiche tecniche mancavano 10 minuti. A quel punto ha scavalcato in qualche modo il divisorio fra i due sensi di marcia in autostrada, preso dal nervoso, ed è tornato indietro. Ma ha sbagliato di nuovo svincolo e ha passato Ankara...insomma in definitiva al posto dei circa 350 chilometri che separavano l'albergo dal centro commerciale delle verifiche tecniche Francesco ne ha fatti 135 !!