TransAnatolia 2017

link.png Premiazione bagnata, premiazione fortunata


premiazione bagnataIl proverbio abitualmente vale per la sposa, ma in questo caso possiamo adattarlo anche alla quinta edizione del Transanatolia visto che sul podio delle due ruote sono saliti tre italiani. La storia della premiazione di ieri è stata davvero paradossale, e se non fosse per il dispiacere degli organizzatori che avevano preparato davvero una bella cerimonia, si potrebbe dire - scherzando - che una premiazione così, davvero, non si era mai vista prima.

Intorno alle 16,30 i piloti hanno raggiunto ieri pomeriggio un bellissimo parco acquatico (nel senso di fontane e parco Ankaranon piscine) appena finito di costruire ad Ankara. Primo evento in assoluto a metterci piede dentro, il Transanatolia avrebbe dovuto allestire qui le premiazioni (e magari lo avesse fatto Parco Ankara copertovisto che sarebbero state al coperto), ma l'intervento all'ultimo momento della municipalità di Ankara, con tanto di presenza delle massime autorità, ha fatto sì che la cerimonia venisse spostata più a ridosso del centro. Quindi convoglio e trasferimento dal riordino al podio per i piloti, con tanto di moto della polizia ad accompagnare il tutto, e prime gocce di pioggia. In lontananza si vedevano minacciosi nuvoloni neri e lampi lunghissimi, ma si sperava di riuscire a stare nei tempi e invece così non è stato.

La banda in abiti storici ha cominciato il suo spettacolo di musica ottomana, ma neanche due minuti dopo si è scatenato l'inferno. Una pioggia torrenziale che in pochi minuti ha allagato la pavimentazione, e ci La bandasiamo ritrovati tutti in un battibaleno con le scarpe a mollo, ma soprattutto ha provocato un fuggi fuggi sotto gli unici due gazebi aperti che in brevissimo tempo si erano già imbarcati per le pozze d'acqua accumulatesi sul tetto del tendone. Di corsa gli organizzatori hanno aperto due gazebi e proprio in quel momento è arrivato il primo cittadino di Ankara ed è stato subito accompagnato con una miriade di ombrelli e aiutanti, oltre che guardie del corpo, sotto il gazebo principale. Il podio è stato portato sotto il gazebo e in pochi istanti sotto il tendone 6x3 si sono ammassate almeno cinquanta persone.

Impossibile avvicinarsi per fare le foto, o per girare immagini. A parte le guardie del corpo che spintonavano tutti, c'erano le autorità impegnate a scattarsi selfie e a farsi riprendere accanto al sindaco. Insomma una confusione bestiale mentre uno degli ultimi gazebi aperti si piegava sotto il peso della pioggia. Poi a condire il tutto arrivava anche la grandine, bella grande, e i piloti salivano sul podio, piegando la schiena per non sbattere la testa contro l'intelaiatura (e per fortuna che non aveva vinto Catanese sennò con la sua mole ed altezza il gazebo lo alzava di peso :-).

Così in mezz'ora si è concluso tutto e fradici fino al midollo siamo rientrati tutti in hotel dove con più calma sono stati consegnati i trofei di Enzo Danesi, intagliati a mano personalmente da lui in ricordo di Kemal Merkit e enzo danisi premiaconsegnati, al miglior pilota turco, Serkan Ozdemir, e in ricordo di Wouter Vaarkamp, al pilota più giovane del rally, Roberto Rossini. Poi ci sono stati i trofei per i piloti del raid, con i nostri italiani Rampino e Guglielmi secondi, e qualche altro trofeo, consegnato all'asciutto nell'hotel Bilkent di Ankara.