KRKA 2018

link.png Cyril Despres e Gilles Picard, fra il serio e il faceto


cyril peugeotIl piacere di parlare tranquillamente, in pieno relax, con Cyril Despres e Gilles Picard, i compenenti di uno dei tre equipaggi della Peugeot alla Dakar 2015. Per il primo si tratta della prima esperienza al volante di una vettura, alla Dakar, gara che lui ha già vinto cinque volte, in moto. Per il suo copilota si tratta dell'ennesima nuova esperienza, al fianco di un pilota che come lui ha già corso, in passato, in moto. Si parla con serenità di tutto, scherzando, ridendo, scambiandosi opinioni e aneddoti, alla vigilia della loro prima gara insieme, nello stesso abitacolo di una vettura. E quella vettura sarà la Peugeot DKR 2008.

cyril e gillesSapendo dell'amicizia con Fabrizio Meoni, Cyril ha sempre un occhio di riguardo nelle nostre interviste. C'è una sorta di complicità, negli sguardi, in certe parole, in piccoli gesti e nei ricordi. E così esordisce: "Sai una cosa...Non l'ho mai raccontato ancora a nessuno. Dopo la Dakar come ogni anno, fra febbraio e marzo scendo in Senegal per vedere come vanno le scuole che abbiamo aperto con Fabrizio. Oggi le scuole sono tre e proprio a fine febbraio 2014, mentre ero lì a vedere l'ultima scuola aperta, a pranzo con i responsabili, mi è arrivata la telefonata della Peugeot. Ero lì, in Africa, in una terra che mi ha dato e continua a darmi tanto e mi è arrivata questa proposta, così importante per la mia carriera, per la mia vita". Alza un sopracciglio ripensando a quel momento, e alle coincidenze e ci scambiamo uno sguardo, e un sorriso, chiedendoci entrambi se davvero, il destino, è tutto scritto da qualche parte. 

Si comincia così la chiacchierata, passando dalla prima telefonata a lui e proseguendo per quella che invece ha fatto lui, Cyril Despres, circa due mesi più tardi, a GIlles Picard, per proporgli di diventare il suo copilota....Cyril la racconta così : ""Lo chiamo al telefono e gli dico: Ciao Gilles vorrei parlarti un attimo, sai a proposito della Peugeot, e della possibilità di farmi da copilota. Ti interessa? E lui mi risponde: "No, no, guarda, no davvero...no. Sto pensando di fermarmi, di ritirarmi, no no grazie".

Si ride tutti insieme al racconto, Gilles compreso, e Cyril continua: "Sono rimasto perplesso oltre che sorpreso, ma non mi sono arreso. Ho lasciato passare qualche giorno e poi l'ho richiamato di nuovo cambiando strategia: "Gilles, ricordi che ti avevo chiamato qualche giorno fa, a proposito della possibilità di farmi da copilota...che ne pensi se ci vediamo per bere un caffè?" E casualmente lo invita al bar ad una ventina di metri dalla sede parigina della Peugeot, a pochi passi dall'Arco di Trionfo. E questa volta Gilles risponde in maniera differente : "Sì va bene. Ok, vediamoci"

Tocca a Gilles Picard a questo punto prendere la parola, e si parla di Cyril, del suo stile di guida: "Diciamo che il suo modo di guidare una vettura, da motociclista, è diverso dagli altri piloti (e Gilles da ex motociclista, lo sa bene). Il piede è sicuramente più leggero rispetto agli altri compagni di squadra. Non tira mai la macchina all'estremo, ma anzi, viaggiamo sempre di conserva, al di sotto delle velocità massime. Potremo quindi andare più lontano degli altri in gara " e scoppia a ridere. Gli fa eco Cyril "E' vero che Gilles è il miglior controllo della velocità (cruise control !) che potrei avere all'interno della vettura. E' lui che decide tutto: che velocità fare, come guidare, su che velocità attestarsi. E' lui che a seconda del fondo del terreno mi dice che velocità tenere. Se ci sono sassi e la pista è sinuosa lui mi dice guida a 120 km/h". E di nuovo si inserisce Gilles Picard: "E' qualche cosa che stiamo imparando insieme. Per me si tratta della prima volta a bordo di un due ruote motrici ed ogni giorno dunque, scopro qualche cosa di nuovo. Correre su certi terreni con un 2 ruote motrici, invece che con un 4WD, fa una grande differenza, credetemi. Io faccio del mio meglio, questo è sicuro. Ma la strada è lunga...".

Se è vero che la DKR 2008 si è evoluta in questi sei mesi è anche vero che lo stesso Cyril è cresciuto, migliorandosi alla guida di una vettura, come conferma Picard:  "La grande forza di Cyril, da non sottovalutare, è che durante i test lui ha la fortuna di poter sfruttare in diretta i consigli di due personaggi del calibro di Stephane Peterhansel e Carlos Sainz. Credo che Cyril abbia accettato questa opportunità con la Peugeot anche per questo, per poter sfruttare l'esperienza di questi due grossi personaggi". E Cyril aggiunge : "Non voglio dire che sia impossibile girare con gli stessi tempi e la stessa velocità di Stephane Peterhansel, forse è, o sarà, possibile, ma non è questo il rally raid. A cosa potrebbe mai servire prendere dei rischi, fare i test a velocità elevate? Per me ora lo scopo è un altro: apprendere poco a poco, cyril e stephaneascoltandoli, guardandoli. Noi facciamo video, foto, ricontrolliamo quello che viviamo ogni giorno". E poi svela un particolare interessante: "Io salgo in macchina accanto a Peterhansel ed accanto a Sainz, ma loro non lo faranno mai. Carlos non salirà mai accanto a Stephane e viceversa. Io invece lo faccio e li osservo. Guardo come muovono le mani, come muovono i piedi, li osservo in tutto. Come potrei avere una scuola migliore di questa? Un ciclista può insegnarti ad andare in bici veloce, ma non sarai mai veloce come lui. Invece nel mio caso è come se salissi in bicicletta direttamente con loro, Carlos o Stephane, e così vedo la velocità che loro fanno...All'inizio non vedevo alcuna differenza fra i due piloti. Per me si trattava di una vettura a due ruote motrici, tutto mi sembrava simile. Ma poi ti accorgi che le posizioni di guida sono diverse e io cercavo di capire, attraverso loro, qual'era quella che mi si adattava meglio. La posizione delle mani, la lontananza del corpo dal volante, le braccia tese o leggermene piegate, i piedi e la distanza dai pedali...E poi ho cominciato ad avvertire le differenze. Uno parla un po' di più, l'altro un po' di meno. Uno frena più forte, l'altro ha il piede più leggero...ciascuno ha le sue specificità. E' geniale potersi rendere conto di questo e poi rifletterci sopra e dirsi, fra sè e sè, "però, vedi, così non è poi tanto male, ed anche questo, è geniale, e anche quest'altra cosa, interessante...E' un vero lusso per me. Potrebbero mettermi lì davanti un orologio d'oro, o un elicottero, in regalo, tutti per me, ma in questo momento non mi importerebbe...sono cose che puoi acquistare, ma nulla conta più di quello che ho fatto in questi mesi. Non ha prezzo l'esperienza che ho fatto con loro due...soprattutto per un appassionato di corse come me".

Ma la moto non ti manca ? "Mi manca....- ci pensa su - non troppo in realtà. Ci sono salito qualche volta, Gilles ha portato delle moto da trial durante i test e abbiamo girato un po' con quelle, però in verità non mi manca. La mia decisione di passare alle 4 ruote in realtà è stata improvvisa. Non è stata una scelta ragionata, io in realtà dovevo continuare con la moto per almeno altri due anni, fino al 2016. Però ho capito che questa era una proposta unica, che capita una volta nella vita. Stephane, Gilles, Polò Cottret mi hanno detto che negli ultimi 15 anni nessuno mai ha lasciato la moto ed è entrato subito in un team di altissimo livello come è stato proposto a me..Anzi diciamo pure che non è mai successo prima. E per me la moto è una di quelle passioni che ti restano per tutta la vita, ma la passione per le gare, per le corse...Provo le stesse sensazioni in macchina come quando correvo in moto. Mi ricordo per esempio, parlando di Italia, che una volta con Fabrizio Meoni, proprio parlando di auto e moto, lui mi aveva detto "Io sono appassionato di moto e di sabbia, di deserto, per questo corro alla Dakar. Ma le macchine non mi piacciono". Io avevo le braccia conserte e annuivo, pensando fra me e me che forse aveva ragione. Ma poi, la prima volta che sono salito sulla DKR 2008 ho pensato subito "ah, no, è geniale, è super, è bellissimo!".