TransAnatolia 2017

link.png EpaPower: il motore della Titano è nato a casa loro


Epa PowerEpaPower (High Performance Engine) è una piccola azienda a conduzione familiare. Lo dice Claudio Albertinazzi, ma l'aria che si respira all'interno dell'azienda è molto di più che quella di una semplice aziendina di famiglia. La famiglia Albertinazzi ha creato la EpaPower tanti anni fa e si occupa della preparazione dei motori e non solo "Piccola per modo di dire - ammette Claudio - perchè in realtà abbiamo una struttura abbastanza grande, tre sale prova, un reparto di assemblaggio motori, un reparto di macchine utensili.. noi ci facciamo tutto in casa...Almeno per le piccole serie, per le grandi serie ci appoggiamo anche a fornitori esterni". La sede legale è a Omegna, lo stabilimento a Cressa, in provincia di Novara. Perchè ne parliamo? Perchè sono loro che hanno preparato il motore della Titano della CR Racing.

Con Claudio Albertinazzi andiamo a scoprire come è nata la collaborazione con la CR Racing per la creazione e la preparazione del motore che spinge la Titano, e che correrà alla prossima Dakar 2015.

Come è nato il contatto con Audi Sport ed Emilio Radaelli?

"Noi collaboriamo già da diversi anni con Audi Sport in diverse discipline e ci hanno interpellati per questo nuovo progetto. Hanno detto che stavano valutando la possibilità di fare delle macchine per partecipare alla Dakar utilizzando il nuovo motore biturbo diesel dell'Audi. Emilio Radaelli ci ha testualmente detto "possiamo valutare di far qualche cosa insieme". Mi ha chiesto - prosegue Albertinazzi - se la cosa mi interessava e noi abbiamo risposto sì perchè si tratta di un progetto interessante e ambizioso. A quel punto ci hanno mandato un motore per cominciare a dare un'occhiata ai lavori necessari per installare il motore in vettura".

Parliamo allora di questo motore...

"Praticamente il motore è in una posizione molto particolare, centrale, inclinato di 20 gradi sull'asse di rotazione e necessitava di una lubrificazione forzata a carter secco e quello è stato il vero nostro intervento meccanico. Il motore ora non ha più la sua lubrificazione originale a carter umido ma abbiamo ridisegnato tutto l'occorrente per poter installare un sistema di lubrificazione a carter secco quindi la coppa dell'olio, le pompe di mandata, le pompe di recupero, le pompe Vacuum per la gestione delle turbine, insomma abbiamo fatto questo nuovo progetto e poi lo abbiamo realizzato... attualmente con esito positivo".
Le flangie imposte dal regolamento della Dakar vi hanno dato qualche problema?
"Chiaramente la flangia è sempre un problema su un motore. Diciamo che noi in questa fase siamo stati abbastanza conservativi, non abbiamo voluto cercare il massimo della resa dal motore perchè non avremo la possibilità di fare dei test di affidabilità e quant'altro. Abbiamo deciso di partire in maniera più soft. Le nostre aspettative non sono al 100 per cento, nel senso che la Dakar per noi quest'anno è diventata un banco di prova. Al momento il motore gira bene, al banco prova. Abbiamo visto che ci sono grandi possibilità però abbiamo conservato un po' questo potenziale per evitare di porre problemi di affidabilità che a questo punto sarebbero inutili".
Come farete fronte ai problemi del caldo fortissimo della Dakar sudamericana e nello stesso tempo alle altitudini?
"Ecco - prosegue Claudio - quello è un discorso interessante. Per quanto riguarda il caldo dipenderà molto dall'efficienza dell'impianto di raffreddamento della vettura. Diciamo che noi, stando conservativi con il motore, scalderemo prima di chi va a cercare la resa estrema, al 100 per cento e quindi da quel punto di vista dovremmo stare tranquilli. Purtroppo non avendo potuto effettuare alcun test sulla vettura partiamo da zero e non sappiamo se siamo giusti o se siamo sovra o sotto dimensionati. Dai conti fatti a tavolino sembra che tutto funzionire ma è ovvio che la verità verrà fuori sul terreno di gara. Per l'altitudine invece noi abbiamo delle tabelle di correzione barometrica per gestire entrambe le turbine e in questo settore siamo abbastanza introdotti in quanto prepariamo anche motori per elicotteri e diciamo che abbiamo abbastanza esperienza in altitudine e con motori a doppia turbina".
La Dakar in Sud America ha riportato in auge i problemi di vapor lock,  un fenomeno che ha creato molti problemi a diverse vetture..
"Diciamo che secondo noi non dovrebbero esserci problemi sotto questo aspetto per come è configurato il sistema di alimentazione del gasolio... farà molto la temperatura del gasolio e se il sistema di raffreddamento sarà adeguato e non salirà molto la temperatura dovremmo evitare questo problema. Abbiamo fatto delle prove a banco e pare che tutto funzioni perfettamente".
L'attuale Dakar in Sud America se da un lato è diventata una gara più veloce oggi è anche una gara allestita su un terreno che richiede ai veicoli una coppia potente, specie ai bassi regimi...
"Noi siamo sempre conservativi anche su potenza e sulla coppia, il motore al momento si presta bene, siamo intorno ai 650/700 Nm di coppia e intorno ai 300 cavalli di potenza. Il motore di serie riesce a lavorare fino a regimi superiori ai 4000 giri/min, noi invece stiamo sotto ai 4000 giri un po' per la flangia un po' perchè non vogliamo esasperarlo, però il motore ha davvero una bella coppia, bassa. La coppia è molto lineare, molto piatta e quindi penso che sia uno dei punti di forza del motore. Una volta che avremo controllato l'andamento sulla vettura e riviste le mappature sarà senza dubbio un grande punto di forza".

Che cambio avete deciso di utilizzare?

"Il cambio è un Sadev, sequenziale sei marce, uno dei più utilizzati in queste vetture, con tre differenziali, centrale, anteriore e posteriore, ed anche in questo caso monitoriamo le temperature...insomma il sistema è stato studiato abbastanza bene, è chiaro che va poi provato".


Per Claudio si tratta della prima Dakar. “Mio padre aveva già lavorato su mezzi che correvano la Dakar, ma parliamo di 30 anni fa. Ricordo che aveva partecipato con l'elaborazione di un motore...aveva fatto delle elaborazioni per delle Yamaha Tenerè e poi aveva lavorato anche con la Tata ma non a livello ufficiale ma con dei clienti privati.

Ma per questa EpaPower, quella del nuovo secolo, questa sarà la prima Dakar.