TransAnatolia 2017

link.png Nani Roma: 4 chiacchiere prima di partire con il vincitore 2014


RomaTeam building. Chi lavora in un'azienda di un certo livello sa di che cosa si tratta. Una sorta di lavoro insieme, da svolgere con i compagni di squadra, o colleghi, per raggiungere un obiettivo insieme e trovare soluzioni. Da diversi anni anche i piloti dei team seri e professionali affrontano sessioni di team building: lo facevano ancora ai tempi della Mitsubishi, oggi lo fanno in Mini, in Ktm, in Yamaha, in Peugeot. Ne parliamo con Nani Roma, pilota vincitore della Dakar nel 2014, al volante di una Mini All 4 Racing X Raid.

Parliamo un po' di questi "team building" sono tanti anni che li fai, vero?

"Sì, li facciamo da molto tempo - risponde il catalano - lo facevamo sempre. Penso sia un tema importante, una cosa che ha un certo valore nella preparazione dell'atleta e della squadra. Certo non devi pensare di allenarti solo in questa occasione, Se aspetti il team building per fare la tua preparazione fisica, o per restare in forma, allora hai sbagliato tutto. La preparazione va affrontata prima di tutto in casa, durante i giorni e i mesi che precedono le gare. E' vero però che è molto importante per quel che riguarda il passare del tempo insieme, dormire nella stessa camera... tutto questo funziona e anche ai tempi della Mitsubishi ne facevamo due o tre all'anno, e lo stesso facciamo con Mini. Abbiamo fatto tante cose insieme a Tenerife: scalate, ginnastica, abbiamo anche navigato in mare...La gente pensa che il nostro sia uno sport individuale, ma invece per noi è importante stare in gruppo".

E per quanto invece riguarda la semplice preparazione fisica? In quest'ultimo mese prima del via vi sottoponete a due ore di allenamento al giorno?

"Sì, io comincio per esempio in agosto, e poi aumento via via la progressione e l'allenamento. Poi, in realtà, negli ultimi giorni, prima del via, verso metà dicembre, comincio ad andare via via riducendo la mole di lavoro in palestra. Faccio meno allenamento, la parte muscolare l'ho già fatta, bici, che mi piace tanto, palestra e poi inizio a riposare, Facciamo cose più specifiche, per esempio in altitudine, oppure con il caldo, ma meno sforzo fisico. Al contrario dobbiamo pensare ora a riposarci per arrivare in forma al momento della partenza".

Cambiamo completamente argomento...Parliamo di due ruote motrici. Ma perchè oggi tutti dicono che il 2 ruote motrici è favorito nella sabbia, una volta, ie penso ai tempi di Schlesser, era esattamente il contrario...tu che ne pensi a proposito?

"Noi abbiamo per regolamento una escursione delle sospensioni di 250 mm, loro invece (i due ruote motrici) possono arrivare a 600mm se vogliono, o almeno il regolamento glielo consente, però credo che al momento siano intorno ai 500, per esempio la Peugeot. Relativamente alle tappe di sabbia io la penso come te, non credo che i due ruote motrici siano imbattibili in queste tappe. Davvero penso di no. Io non so se all'epoca di Schlesser era consentito il gonfia/sgonfia nell'abitacolo (gli confermo che sì, era consentito) e non so anche se era diverso forse l'angolo, la campanatura, la dimensione delle ruote che forse erano più piccole rispetto ad oggi. Il problema è che quando qualcuno guida un buggy ha molta importanza il suo stile di guida. Penso per esempio a Nasser Al Attiyah che guida molto bene questo tipo di veicolo...Non so perchè oggi dicano che i due ruote motrici vanno forte sulla sabbia...è vero però che fra Africa e Sud America la sabbia è cambiata moltissimo..."

Nel senso che quella sudamericana è peggiore?

"Assolutamente no ! La sabbia è migliore...chi dice che in Argentina o Cile la sabbia è peggiore dell'Africa, allora vuol dire che non è mai andato in Mauritania. Ti ricordi quando in Mauritania prendevi le piccole dune, le sabbie bianche di Nouakchott... era un vero casino. Ora in Copiapo per esempio le dune sono grandi grandi ma puoi percorrerle bene con la macchina..." e mima la guida attraverso le dune con le mani.

Cambiamo ancora argomento e parliamo di Stephane Peterhansel, tuo amico/nemico quest'anno. Negli ultimi anni in Mini facevate coppia fissa, dividevate tante cose insieme, a cominciare dal camper in cui dormivate insieme in bivacco. Un bel rapporto che ora non c'è più e, inoltre, appartenete a Nani e Micheldue team diversi...Pensi che ti mancherà un po' ?

Fa un sospiro prima di rispondere Nani: "E' vero. Ora il suo posto è stato preso da Michel Perin, dividerò con lui il camper e tante altre cose, ma so già che non sarà lo stesso. Lui è un copilota, il mio copilota, e sta molto concentrato su tante cose. Con Stephane abbiamo tante cose in comune, anche nella vita di tutti i giorni, con lui mi trovo bene, ho un buon feeling, dentro e fuori dalle gare. Non so dirti oggi se mi mancherà Stephane e il rapporto che avevo con lui durante la gara, anche perchè la Dakar è una gara che ti chiede una grossa concentrazione, continua, ma so che sarà diversa questa gara per me. Così va la vita, è vero che abbiamo una affinità con Stephane molto forte, cosa che non ho con gli altri...ma credo che al bivacco ci vedremo e potremo ancora passare qualche momento insieme, mangiare allo stesso tavolo".

Finiamo la chiacchierata con una nota dolente. Se ne parla tanto in questa vigilia perchè potrebbe essere davvero la grande incognita per le auto di questa Dakar. Nella tappa marathon voi avrete la possibilità di caricare a bordo solo tre ruote di scorta. Due giorni, due tappe e solo tre ruote...una bella incognita, eh?

"Sì, il regolamento ci impone le tre ruote di scorta. Andata e ritorno dalla Bolivia, per la tappa marathon... In questo caso sarà molto importante il gioco di squadra. Dovremo considerare in quel momento le posizioni in classifica e vedere come organizzarci, ma saranno due giorni difficili".