TransAnatolia 2017

link.png Parliamo di Peugeot DKR 2008 con Carlos Sainz


carlos peugeotE' senza dubbio il pilota più esperto su due ruote motrici che in questo momento Peugeot utilizzi nel suo team ufficiale. Negli ultimi due anni Carlos Sainz ha guidato alla Dakar il buggy di Nasser Al Attiyah e nel 2014 quello di Philippe Gache. Ovvio quindi che sia mitragliato dalle domande sullo sviluppo della DKR 2008 che prosegue a ritmo serrato. WRR non poteva mancare al fianco del madrileno...ecco quindi una chiacchierata con il campione del mondo rally: El Matador, Carlos Sainz.

Si comincia parlando di sfide e di rispetto, cosa che Carlos ha capito bene fin dall'inizio. La Dakar non è una gara Sainz Cruz autograficome le altre... "La Dakar è una sfida totale che richiede grande attenzione in ogni minimo attimo. Attenzione sia in ambito meccanico, sia in quello fisico, sia propriamente nella gara  vera e propria. Possiamo dire che la parola attenzione è sempre presente in una gara come la Dakar". In squadra tutti ascoltano e guardano a Carlos Sainz come il più motivato, al punto che lo stesso direttore Bruno Femin di Peugeot Sport ha ammesso : "Vorrei trovare una motivazione così forte in un giovane di 30 anni. Carlos è un grande esempio per la sua forza, che riesce a trasmettere a chiunque lavori al suo fianco". E Carlos non lo nega "La motivazione è fortissima - spiega il madrileno - e sono sempre stato fortemente motivato, in ogni Dakar. Quest'anno poi, correre con una squadra ufficiale mi offre una doppia motivazione...specie se sei con una squadra che ha una storia come quella della Peugeot sulle spalle. Devi sempre avere la carica giusta per fare le cose al massimo e mantenere una super motivazione". E prosegue : "La Dakar o si fa o non si fa, e se si fa si deve fare bene, si deve rispettare, si deve preparare bene e fisicamente ci si deve allenare tanto e bene. Non ci possono essere dubbi quando decidi di partire per una Dakar. - parole sante - Purtroppo quello che è ovvio e che tutti sanno è che questa volta siamo arrivati alla Dakar con una squadra ufficiale ma con pochi giorni di prova sulle spalle, con una vettura che non ha girato abbastanza e non è stata sviluppata sufficientemente". Ma subito aggiunge : "Però questo non cambia il nostro approccio alla gara. Noi partiamo per vincere anche se poi sarà normale che arrivino dei problemi. Ma noi continueremo ad andare avanti, sempre, soprattutto perchè il team deve imparare. Il team non ha esperienza sulla Dakar, l'aveva alla fine degli anni Ottanta ma ora non c'è piùDKR 2008 nessuno che apparteneva a quella squadra di oltre vent'anni fa".

 cominciamo a parlare del lavoro che è stato sviluppato negli atelier della Peugeot Sport: "Il lavoro che è stato sviluppato e portato avanti fino ad oggi è stato eccezionale, sicuramente. Però sviluppare una macchina come questa e nel modo in cui è stato fatto non è facile. Questo mezzo è concettualmente diverso da tutti gli altri. Si tratta do un buggy diverso che prova ad essere un veicolo polivalente che va bene sulla sabbia e fuori pista - e questo già lo fa - e vada forte anche in pista. Noi in realtà stiamo cercando di realizzare una vettura che non perda molto anche sulle piste sterrate, rispetto ai 4x4, diciamo che le auto che corrono alla Dakar non sono facili da realizzare, serve più tempo. Stiamo andando in una direzione che potrebbe essere quella giusta, il tempo ci dirà se abbiamo intrapreso la giusta direzione. Non dimentichiamo poi che per il fatto che noi si percorra la strada giusta tutto dipende anche dal percorso che traccerà l'organizzazione. Se sarà una Dakar con molto fuoripista, sabbia e percorsi sconnessi la Peugeot sarà avvantaggiata, se invece, sarà una Dakar con più piste liscia, sterrate...bè allora sarà più difficile per noi". E ammette senza falsi pudori : "Al momento non siamo più veloci di un veicolo a 4 ruote motrici, non è proprio possibile, ci vorrebbe una bacchetta magica per farla andare più veloce. Però sappiamo che dobbiamo trovare un buon compromesso ma anche così dovremo verificare il terreno e la prestazione in gara".

Le ultime due Dakar Sainz le ha fatte al volante di un due ruote motrici, e sempre con vetture praticamente al debutto, ma questa volta le cose stanno diversamente "E' vero ma stavolta anche se parliamo sempre di due ruote motrici parliamo di un team ufficiale. E' tutta un'altra storia perchè la direzione che stanno seguendo i lavori è totalmente diversa rispetto agli ultimi anni. Analizziamo i tre veicoli. Il Buggy di Nasser era pensato al 100 per cento per il fuoristrada ed era un vero disastro sulla pista dritta, sugli sterrati veloci; il buggy di Gache era un po' meglio, cercava un compromesso fra le due cose. La Peugeot vuole andare veloce sullo sterrato con un due ruote motrici e vuole andare abbastanza bene sul fuoripista. Di sicuro posso dirti che l'anno prossimo la macchina sarà un po' diversa. Non molto diversa, ma un po'. Stesso concetto però, penso, un po' diversa".

E poi si parla dei test e sui particolari che hanno richiesto maggiore attenzione: "All'inizio abbiamo lavorato per avere una buona base e una discreta polivalenza, e poi abbiamo lavorato per l'affidabilità che al momento ancora ci manca".


Comments

There are no comments


Post a comment