link.png And the winner is....Nasser Al Attiyah


Nasser Al-Attiyah - (Qat)_...jpgHa vinto la sua seconda Dakar. La prima nel 2011 con la Volkswagen, la seconda nel 2015, con una Mini, e neanche ufficiale. Un successo conseguito con quello che è il miglior mezzo in assoluto oggi sul panorama dei rally raid, il più affidabile, il più forte e robusto. Al suo fianco, per la prima volta in una Dakar, Matthieu Baumel che ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Nasser Al Attiyah era venuto alla Dakar 2015 con una sola chiara intenzione: vincere. Non c'era nient'altro che contasse per lui e ha lavorato tutto l'anno con questo unico obiettivo. Ha provato tutte le vetture disponibili al momento nel panorama dei rally raid e poi ha scelto la Mini, creando per un momento un piccolo problema etico al team portandosi dietro uno sponsor che è il più diretto concorrente di quello che supporta il team X Raid da anni.
Ma per colui che in Sud America chiamano il principe, anche se principe non è, non ci sono limiti e tutto si può fare, compreso vincere una Dakar con 35 minuti di vantaggio, incrementati tutti nelle ultime speciali. “Mi è sempre piaciuto moltissimo il Sud America – ha detto Nasser Al Attiyah dal palco di Tecnopolis al momento del bagno di folla alla premiazione – e sono contento di aver vinto qui. Il pubblico mi ha sempre dato tanto in questi anni e io ci tenevo a ricambiare con una vittoria”. La seconda che il pilota del Qatar ottiene su questo suolo dopo aver vinto cinque delle 13 tappe in gioco, fin dall'inizio. E su questo suolo nel vero senso della paorla: “Quando ho vinto nel 2011 ricordo perfettamente che la Dakar finiva proprio qui, a Baradero, un segno del destino forse”. A parte una piccola penalità di due minuti nella prima tappa che ha dato la vittoria a Orlando Terranova, Nasser ha poi conquistato, fin dal secondo, difficile giorno di questa Dakar 2015, la testa della classifica e non l'ha mai mollata, neanche per un giorno. Inoltre ha saputo reagire ad un malore che lo aveva colpito nella trasferta boliviana causato da un problema con l'altitudine e ha sferrato da quel momento il suo attacco incrementando un vantaggio che dopo la tappa di riposo era di poco più di otto minuti. “La mia forza è la concentrazione e vivere un giorno alla volta, dimenticando subito quelli negativi e sforzandomi di restare sempre positivo”. Questa la chiave di un successo che il qatariano è venuto via via costruendo negli anni, dimostrando in ogni modo possibile che per lui il podio è fatto di un solo gradino, il più alto. Gli altri non gli sono mai interessati a parte il bronzo olimpico in uno sport che pratica da anni e che è l'altra sua grande passione. Alla sera, dopo interviste, presentazioni, ringraziamenti, alle 22,30 fa la sua comparsa alla cena di tutto il team Mini e con la mano sul cuore rende omaggio al minuto di applausi che i meccanici e tutto il team gli tributano. “La vittoria non è solo mia – dice – ma vostra, di tutti voi che avete lavorato senza sosta per permettermi di vincere” e 4 Mini nei primi cinque posti della classifica lo confermano.

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