TransAnatolia 2017

link.png Camionari italiani al traguardo


Gruppo camionistiSono tre i camion italiani partiti per la Dakar 2015 anche se è giusto inserire insieme a loro anche il Mercedes Unimog di Norby Cangani guidato da Marco Piana che nell'elenco dei concorrenti appare con nazionalità francese. E tutti sono arrivati al traguardo.

Tutti e tre i camion italiani alla partenza sono arrivati al traguardo. Il migliore in classifica è il Ginaf  di Claudio Bellina, Giulio Minelli e Massimo Suardi, 26esimi assoluti di una classifica che conta 51  mezzi al traguardo dei 63 partiti secondo l'organizzazione, anche se in classifica ne compaiono solo 43 perchè i T4.3 non fanno parte di questa classifica essendo camion in gara sì ma dedicati completamente all'assistenza di altri mezzi.
Nella 39. posizione ci sono Paolo Calabria, Loris Calubini e Agostino Rizzardi, quest'ultimo alla sua prima Dakar ed anche alla sua prima esperienza in camion e subito dietro, in classifica, l'altro Unimog Mercedes della Orobica Raid, quello di Antonio Cabini e Giulio Verzeletti. E proprio ad Antonio Cabini i due equipaggi affidano la responsabilità del bilancio di questa avventura 2015. “Il bilancio è positivo, specie se ripenso alle Dakar fatte con la Panda e alla fatica di quegli anni, però abbiamo avuto tanti problemi che ci hanno ritardato e per questo, a fine gara, la classifica è quello che è...”. Problemi che sono cominciati nella tappa marathon, con le 4 gomme scoppiate al camion di Calabria, per esempio : “Abbiamo perso tanto tempo con il camion di Calabria perchè hanno bucato tantissime gomme. Avevamo deciso fin dall'inizio della gara di viaggiare insieme e questo di conseguenza ha pregiudicato la prestazione. Nella tappa che tornava a Iquique il loro camion ha forato ben 4 volte ed alla fine abbiamo ceduto anche le nostre gomme altrimenti non sarebbero mai riusciti a finire la gara”. Ma nella tappa che portava a Copiapo, quella di entrata in Cile già c'era stato un problema, questa volta di ordine...pratico “Siamo finiti in un catino, sulle dune e non riuscivamo più ad uscirne, né da davanti né da dietro. Abbiamo perso quasi un'oretta per toglierci da quell'impiccio e siamo arrivati di notte, molto tardi, e non siamo riusciti a recuperare il tempo che avevamo perso in quell'occasione” . E poi ci sono le penalità a pregiudicare la loro posizione in classifica visto che entrambi hanno ben 6 ore e 40 minuti da scontare. “Infine tre giorni fa abbiamo rotto il turbo e quello ci ha costretti a perdere altro tempo per riuscire a ripararlo perchè nei passaggi  in altitudine avevamo già problemi di potenza”. In definitiva non una bella Dakar e anche Cabini, come tutte le altre voci del coro dei camionisti conferma che questa Dakar non gli è piaciuta: “No assolutamente, non è stata una bella Dakar. Il percorso proprio no, e per i camion è stato ancor peggiore rispetto alle altre categorie. Almeno gli altri sono andati in Bolivia: è vero che hanno avuto problemi con l'acqua e il sale, però per lo meno hanno visto posti belli, e soprattutto nuovi, mentre ai camion quest'anno hanno veramente fatto fare lo stesso percorso di sempre, ed anche per più giorni di seguito. Per me la Dakar più bella fatta in Sud America è stata quella del 2012, che arrivava in Perù a Lima”.
A bordo con Cabini anche suo nipote, Jacopo, alla sua prima Dakar, regalo per la sua laurea in economia appena conseguita: “Jacopo è stato bene, ne sono sicuro, si è divertito. L'esperienza gli è piaciuta ma è un po' affaticato anche perchè sul camion si prendono un sacco di botte e si salta parecchio, in più il nostro è anche un pochino stagionato e quindi”. Tanto è vero che i loro anni questi Unimog cominciano a dimostrarli, lo testimoniano alcune delle rotture di quest'anno: “I camion hanno resistito bene però abbiamo un ponte che si sposta dietro perchè si è usurata la barra panard e poi ci manca un ammortizzatore della cabina”. In quest'ultimo caso in realtà si era rotto un bullone all'interno del supporto e non sono riusciti, pur mettendocela tutta, a tirarlo fuori e quindi a riparare il che tradotto significa ancora più scossoni sulla cabina “in effetti sì, ma siamo andati un po' più piano e così abbiamo limitato i danni”. Certo che piano i camion quest'anno sono andati parecchie volte e per davvero: nel fesh fesh, in alcuni dei tratti più brutti gli Unimog, compreso quello di Norberto Cangani guidato da Marco Piana non sono riusciti a superare i 18 km/h...per forza che questo percorso non è piaciuto ai bisonti della Dakar !

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