KRKA 2018

link.png Honda contro Ktm: il gatto e il topo


Martino Bianchi - TeamHRC.jpgCome da tradizione i distacchi si contano sui due minuti. Che sono quelli che separano Marc Coma e Joan Barreda la mattina al momento di partire. I primi dieci piloti partono a due minuti uno dall'altro e in questi ultimi giorni sono i due spagnoli; Barreda e Coma si sono alternati alla testa del gruppo di partenza. Insieme a Martino Bianchi, general manager Honda commentiamo la situazione attuale e la speciale di oggi.

I distacchi si contengono in dieci minuti. E la battaglia al gatto e il topo si alimenta a giorni alterni. Quando parte davanti Marc Coma (Ktm) Joan Barreda (Honda) non deve far altro che raggiungerlo e riprendersi due minuti (questa la differenza al momento del via la mattina fra i primi dieci piloti), e quando parte davanti Barreda, il catalano non deve far altro che riprenderlo e stare con lui per buona parte della speciale. Facile, fin troppo. Stamattina Marc Coma che è partito per primo ha tentato un'altra strategia, ben sapendo che sennò questa storia andrà avanti all'infinito. Ha approfittato dei due minuti per prendere il largo, per partire a fuoco e cercare già di distanziare l'avversario. Ma la manovra diversiva non gli è riuscita. 'Bang Bang' Barreda lo ha ripreso ed è stato con lui, senza seguirlo, ma navigando e facendo ben attenzione a dove metteva le ruote della sua Honda CRF 450 Rally. Martino Bianchi, generale manager del team Honda lo ha seguito grazie alle immagini che la tivù francese proietta al bivacco, a partire dalle 13 circa. “Ho visto un Barreda impegnato, concentrato, perchè Coma oggi ha attaccato, duro. Joan ha fatto una bellissima tappa ed è riuscito a stare dietro a Marc nella polvere, ragionando però, perchè era facile sbagliare, ma non ha rischiato nulla, davvero bravo. Sui filmati si vedeva proprio che controlalva, ragionava, nel pezzo di fesh fesh dove c'era una gran polvere era prudente e questo è un bel segno. - e prosegue - Tutti oggi sono stati bravi. Laia per esempio che ieri aveva fatto ottava di tappa non si è montata la testa e ha adottato una tattica prudente arrivando al traguardo ventesima, Paulo poteva forse attaccare un po' di più, ma ha fatto un errorino in un WPT e avrà perso due minuti (quinto a fine tappa), Helder è stato molto bravo (sesto). Israel nonostante la caduta di ieri non ha riportato conseguenze e ha chiuso settimo oggi. Direi che per adesso sono soddisfatto”. 
La tappa marathon si avvicina sempre più, la prima almeno che si correrà l'11 gennaio nella prima parte, e Bianchi è sicuro che lì qualcosa si deciderà “Coma e Barreda si controlleranno per un po' ancora, fino a che non ci saranno i due tapponi marathon. Forse domani chissà, con l'ultima parte di sabbia sulla speciale che porta ad Iquique. Non saprei, ma so che le due tappone marathon saranno decisive”.  Ma aggiunge “E' chiaro che la gara è ancora lunghissima e non bisogna commettere errori”.
Il problema delle gomme e delle mousse che si era palesato nelle prime due tappe non si è più ripetuto “No, neanche oggi che era una tappa con fondo duro, non c'è stata nessuna sorpresa. Direi che è stato qualcosa che abbiamo sofferto solo nei primi due giorni, nelle prime due tappe e ne abbiamo sofferto tutti. Forse per il grande caldo: credo sia stata una combinazione di cose. Il grande caldo dei primi giorni, e poi sulla tappa dapprima asfalto, che significa velocità, e poi fuoristrada rapido... probabilmente la mousse si è surriscaldata”.
La strategia Honda di evitare il cambio del motore per tutta la gara al momento rimane tale, soprattutto per non incorrere nelle pesanti penalità in caso di sostituzione: 15 minuti nel primo caso, 30' nel secondo e 45' in caso di cambiamento del terzo propulsore. “Noi abbiamo delle manutenzioni programmate che effettuiamo ogni giorno e possiamo dire che sta andando tutto come previsto. Temperature, benzina, è tutto sotto controllo, e speriamo che vada avanti così”.