TransAnatolia 2017

link.png Le partenze in linea ritornano...


L'atmosfera della tappa marathon si fa sentire al bivacco di Iqique. Stamattina è cominciato l'esperimento magico che mai prima d'ora in 37 edizioni si era provato. Un'idea nata dalla mente geniale di David Castera che da anni accarezzava la possibilità di riportare le tappe marathon anche per le auto e i camion sulla Dakar che non la corrono più dal 2005. E mentre loro stanno correndo i piloti moto e quad si rilassano.

Tappa marathon significa che i piloti non troveranno al loro arrivo al bivacco i mezzi assistenza, e neanche i meccanici. Potranno però, a fine speciale, in questo bivacco improvvisato dove non hanno neanche il diritto di portarsi il loro sacco a pelo o la tenda, lavorare sui propri mezzi e se ci sarà da cambiare un pezzo danneggiato sarà il famoso portatore d'acqua che si sacrificherà dandogli quello della sua moto, o auto che sia, o camion.
La tappa marathon dunque, è una spada di Damocle sulla testa dei portatori d'acqua, dei compagni di squadra, di coloro i quali, all'interno dello stesso team in questo momento non sono nelle prime posizioni. I motociclisti per esempio: i portatori d'acqua andranno piano nella prima parte della tappa marathon perchè in caso di consumo del pneumatico o della mousse dovranno dare la loro al leader e dovranno dargliela, ovviamente, in buone condizioni. Lo stesso vale per le ruote di scorta delle auto. Solo tre le gomme di scorta che le vetture potranno caricare a bordo, ed anche in questo caso chi le bucherà tutte potrà contare solo sull'appoggio del compagno di squadra. Basti pensare che ieri Nani Roma nella speciale fra Copiapo e Antofagasta ha bucato ben tre volte. Se gli fosse successo domani, o dopodomani, sarebbe fermo, in attesa di un pneumatico, che nel suo caso non arriverebbe perchè è lui quello sacrificabile del gruppo, essendo anche il più indietro nella classifica.
Nel frattempo l'organizzazione annuncia alcune regole ferree per le tappe marathon, a cominciare da moto e quad: le ruote saranno marcate e questa cosa andrà fatta prima di partire per la tappa marathon, in un tempo ben stabilito dall'organizzazione. I piloti che cambieranno una o più ruote con un altro concorrente dovranno segnalarlo ai commissari sportivi. E poi c'è la notizia della partenza in linea, anche questa assente da qualche anno dalla Dakar (le ultime erano state a Copiapo) da Uyuni, in Bolivia, se le condizioni meteo lo permetteranno. La prima linea conterrà 30 piloti, e cioè i migliori trenta della classifica di speciale del giorno prima, poi tutte linee da 20 che partiranno ogni 15 minuti. Ogni concorrente sarà libero di scegliersi la posizione sulla linea di partenza.
Intanto l'organizzazione un po' a sorpresa ha comunicato ai team che domani il via alla seconda parte della tappa marathon verrà dato in linea, con file da dieci vetture alla volta che partiranno ogni dieci minuti e l'ordine di partenza si baserà sulla classifica di questa sera, al termine della prova speciale che rappresenta la prima parte della tappa marathon. Ogni pilota sceglierà la sua posizione di partenza in griglia senza obblighi di alcuni genere.
Una partenza in linea sulla Dakar non avveniva dalla famosa Dakar del 2003 che si corse su un percorso assolutamente anomalo, e cioè Libia, Tunisia ed Egitto. In quell'occasione per la verità la partenza in linea ebbe conseguenze disastrose perchè le vetture partendo in linea si allargarono a ventaglio finendo ovviamente al di fuori del road book. Ci furono due capotamenti in quell'occasione e furono coinvolte due Mitsubishi fra cui della di Shinozuka il cui navigatore in quell'occasione, Dominique Seryes riportò gravi fratture e da quella volta non ha più voluto saperne di correre in auto, assumendo però per qualche anno il ruolo di team manager alla stessa Mitsubishi dove aveva trascorso tantissimi anni nel ruolo di copilota, soprattutto con Bruno Saby.
“Etienne Lavigne non ne ha più voluto sapere di una partenza in linea delle auto – racconta il direttore sportivo della Dakar, David Castera – ma io non ho mai smesso di provarci e di insistere. Alla fine ha ceduto e domani si partirà in linea, speriamo vada tutto bene”.
Ogggi dunque prima speciale, andata e domani ritorno, in Bolivia, per la prima volta per questi veicoli (l'anno scorso solo moto e quad erano entrate in Bolivia) con partenza alle 5 e un trasferimento di 392 chilometri – durante il quale si passerà la dogana - prima di entrare nella speciale di 321 km. Al termine un trasferimento di 4 chilometri porterà la piccola carovana attualmente formata da 83 auto, al bivacco di Uyuni, più o meno intorno alle 3 di pomeriggio. Il ritorno, cioè la seconda parte della tappa marathon sarà domenica con ben 806 km da percorrere: 472 della prima speciale, neutralizzata con un tratto asfaltato di 274km e poi altri 38 sempre cronometrati.
I camion – attualmente 55 ancora in gara - invece affrontano un anello in due giorni Iquique – Iquique di 436 chilometri sabato 10 gennaio, con una speciale da 335 km e di 273 km, tutti di speciale, su sabbia, domenica.

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