TransAnatolia 2017

link.png Motociclisti italiani, in attesa delle verifiche


Brioschi e ZacchettiIn un angolo del paddock, accanto al camper di Fabio Mauri c'è il primo nugolo di piloti italiani, moto. Sotto la piccola tendina del camper stesso ci sono Francesco Catanese, che non ha spazio a sufficenza sotto la copertura e batte la testa a ripetizione, il nuovo acquisto, Cesare Zacchetti che appena arrivato è stato subito adottato da tutti gli altri, DIocleziano Toia e i fratelli Brioschi che in realtà hanno la moto sotto il gazebo del team spagnolo Pedregà, insieme alla Ktm di Seminara.

Gli italiani sono tutti alle prese con adesivi, e con qualche ritocchino, tecnico e non, per sistemare tutto in previsione delle verifiche che li aspettano da lì a due ore. La moto poi, una volta terminate le operazioni preliminari, verrà messa in parco chiuso e nessuno poi potrà più toccarla fino al 3 pomeriggio quando si partirà per la sfilata per le vie del centro fino al podio d'onore allestito alla Casa Rosada.

Mentre Fabio Mauri giustamente si concede una giornata di vacanza nella capitale, i piloti lavorano sui propri mezzi, scambiandosi opinioni e cercando di dare il maggior aiuto possibile al nuovo arrivato, Cesare Zacchetti che non ha minimamente cambiato negli anni il suo modo di essere: spiritoso, sorridente, pronto a tutto. Dopo un'ora che era al paddock lo avevano già adottato: "Pensavo che sarei stato da solo, a lavorare sulla moto da solo, al bivacco, e invece ho già trovato una famiglia". Gli altri piloti fanno quadrato intorno a lui ed anche chi ha la moto già pronta, perfetta e lucidata, come i fratelli Brioschi, Alberto e Marco, oppure Carlo Seminara, passeggia qui e là controllando gli altri. Paolo Sabbatucci invece sta sotto il tendone di Franco Picco, accanto alla suaPicco e Sabba moto, ma lui verificherà domani, a differenza degli altri.

Ha spostato il suo appuntamento invece, Paolo Ceci che avrebbe dovuto presentarsi stamattina alle 10. "Non era proprio possibile - racconta fra gli stand delle verifiche ammnistrative, mentre acquista il kit di sicurezza che bisogna avere a bordo, obbligatoriamente. - La moto con cui corro quest'anno è quella che Chavo Salvatierra ha usato come muletto in questi ultimi mesi, quindi era messa parecchio male. Abbiamo dovuto cambiare tutto, a cominciare dal motore. Sono arrivato due giorni fa qui a Buenos Aires ma non abbiamo ancora finito di lavorare. Verificherò domani".

Diocleziano Toia sta ultimando qualche lavoretto ma è sorridente, come sempre, e mostra la sua cicatrice sulla clavicola sinistra, traccia recente dell'operazione di 15 giorni fa. "Sono caduto mentre mi allenavo in un campo da cross e ho rotto la clavicola. Mi hanno messo una piastra in titanio...non mi fa male e la muovo già bene". Certo il medico aveva disposto un mese di riposo, e di sicuro non una gara come la Dakar dopo soli 15 giorni, ma tant'è....

E poi c'è Francesco Catanese finalmente soddisfatto della moto con cui correrà quest'anno: è riuscito a fare tutte quelle modifiche che erano fondamentali per lui, per permettergli di correre comodo con una moto che non è la solita bicilindrica a cui lui, vista la sua stazza, è abituato. La presenta fiero, in tutti i suoi dettagli (intervista su videochannel) e mostra poi la sella, quasi da quad, su cui finalmente potrà stare comodamente seduto anche durante le lunghe speciali.

 


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