TransAnatolia 2017

link.png Stephan Schott, e l'arte del contrattare


Stephan Schott.jpgStephan Schott è alla sua settima Dakar, il che significa che ha fatto tutte quelle in Sud America. Ha 62 anni e quando ne aveva 55 ha deciso di vendere tutte le sue attività e godersi la vita, cominciando a correre nei rally raid. E' il beniamino dell'intero team X Raid ed è veramente un personaggio. Fuma come un turco e solo nel suo caso è stata fatta una eccezione ed addirittura sul suo sportello c'è montato un portacenere appositamente per i suoi mozziconi. Si è presentato al via con 4 stecche di sigarette, semmai gli basteranno.

“Ho 62 anni e ho cominciato a correre molto presto, cioè a 55 anni”. E' una sorta di macchietta ma il suo sorriso tiene di buonumore tutto il team. “Sono alla mia settima Dakar in Sud America, il che significa che le ho fatte tutte, ma non solo, le ho anche finite tutte e ci sono davvero poche persone che possono dire la stessa cosa”. E ha perfettamente ragione questo distinto signore che ha cominciato a correre con la Bmw X5 ed è ora passato alla Mini All 4 Racing con cui si diverte tantissimo. “Anche oggi è stata una gran bella giornata” spiega parlando della quinta tappa, che a tutti è sembrata una sorta di incubo. “Abbiamo cercato di spingere un po' oggi, ma senza prendere rischi e abbiamo concluso la tappa in 27. posizione e attualmente siamo 22. in classifica generale”. Decidere di “spingere” in una speciale come quella di oggi è da veri duri, viste le tante difficoltà del percorso, e lui ammette candidamente: “E' stata una decisione facilissima la nostra perchè essendo una speciale difficile tutti gli altri hanno avuto problemi, e questa è la ragione per cui abbiamo deciso di spingere. Con la Mini abbiamo più possibilità degli altri perchè secondo me è una delle vetture più forti che ci siano... ti consente di spingere quando gli altri invece stanno soffrendo...Perchè non hanno buone sospensioni, perchè gli dà fastidio il fesh fesh, perchè non hanno abbastanza coppia. Questo è il momento in cui noi attacchiamo, ma senza rischi inutili”.
Il suo vizio del fumo non lo molla neanche durante la tappa, ma se è vietato fumare in prova speciale si può rifare durante i trasferimenti: “La mia è l'unica macchina con il portacenere personale costruito appositamente per me dai meccanici. Fumo durante i trasferimenti e che al mio copilota dia fastidio o no a me non interessa. Questa è la vita dei copiloti, devono sopportare” e poi con una flemma e un sorriso che sanno di humor inglese, nonostante lui sia tedesco, racconta uno dei tanti aneddoti che costellano la sua giornata...”Una volta stava per mettersi a fumare anche lui. Non ricordo bene, forse quattro anni fa, sempre alla Dakar. Lui ha corso diverse Dakar in Africa e mi ha raccontato che ogni volta che stava per ritirarsi, quando davvero non c'era più nulla da fare si concedeva una sigaretta che significava 'Ora la Dakar è davvero finita'. Così quattro anni fa noi eravamo veramente in una brutta situazione, terribile, fin dalla mattina. Ci eravamo insabbiati, avevamo un sacco di problemi tecnici, bloccati in speciale tutta la notte. Così quando ci siamo sdraiati accanto alla vettura a guardare le stelle lui mi ha chiesto una sigaretta e io gli ho risposto no, non ci penso nemmeno. Proviamo ancora una volta a uscire da questa situazione e ce l'abbiamo fatta, ed anche quell'anno siamo arrivati al traguardo. E lui non ha cominciato a fumare”.
Ma il suo copilota ha anche un altro importantissimo pregio: è in assoluto il miglior meccanico di tutto lo squadrone Mini.  Holm Schmidt quindi, questo è il suo nome, sarà l'uomo più ambito nella tappa marathon ma Stephan ha già chiarito molto bene le cose: “I suoi servizi sono in vendita, ma non accettiamo assegni o cambiali, solo contanti. Chi avrà bisogno di lui dovrà essere estremanente gentile con me, ma soprattutto pagare”. E un listino prezzi è già ben chiaro nella sua mente: “Direi che per esempio una gomma nuova potrebbe costare sui 10 mila euro e poi a seconda delle richieste stabilirò i prezzi”.
E a quel punto scatta l'invito a cena: “Con tutto quello che guadagnerò fra due giorni potremo concederci davvero un'ottima cena”. Evvai !

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