KRKA 2018

link.png Una Duster alla Dakar, e con ottimi risultati


316 - Emiliano Spataro - (Arg) - Benjamin Lozada - (Arg) - Renault.jpgGià lo scorso anno aveva fatto il suo debutto alla Dakar la Renault Duster. Renault perchè in Argentina, ed anche in Sud Africa dove è stata ricostruita la vettura da gara, non esiste la Dacia e la vettura viene commercializzata dalla Renault. Ecco la spiegazione tecnica del suo progettista, il sudafricano Stuart Thompson, nei dettagli di questa vettura che ha chiuso la Dakar in 21. posizione.

Il progetto della Renault Duster è nato in Sud Africa. Lo spiega Stuart Thompson della WCT Engineering che è proprio colui che ha sviluppato la vettura. La Duster aveva debuttato lo scorso anno alla Dakar ma il progetto poi è stato ripreso in mano con la chiara intenzione di realizzare una vettura che potesse arrivare fra i primi dieci classificati della categoria auto. Emiliano Spataro che la guida in questa Dakar è attualmente 21° assoluto, ma si è tolto il gusto e la soddisfazione di realizzare un quinto posto assoluto nella prima speciale ed un ottavo nella decima tappa. Spataro qui in Argentina è una vecchia conoscenza visto che saltella dal Campionato Turismo su strada, in cui corre con una Dodge Cherokee, al Super TC 2000 dove partecipa con una Renault Fluence e nella Dakar del 2014 ha chiuso con un ottimo 14° assoluto, sempre con una Duster.  L'idea di partenza dunque, era quella di migliorare il risultato ed ecco il perchè del progetto affidato ai sudafricani che hanno messo a punto motore, chassis, sospensioni, di questa Duster che in Argentina, ma anche in Sud Africa esce come vettura Renault e non Dacia.
Il team Thompson Racing così, ha preso in mano il veicolo e ha cominciato a lavorarci sopra, cominciando dal motore, un V8 da 5 litri, benzina, e dal telaio che pesa 50 chili in meno rispetto al precedente: “Noi abbiamo costruito la macchina in Sud Africa – spiega Thompson – perchè nel nostro Paese c'è un campionato off road davvero importante a cui partecipano delle ottime vetture, per esempio come la Toyota Hi Lux, e l'idea era quella di portare il concetto di queste vetture anche alla Dakar. Abbiamo disegnato in passato delle Nissan per il campionato nazionale e praticamente abbiamo adottato la struttura della Duster e la sua scocca, a questo stesso tipo di vettura. Il fatto è che Renault voleva un motore Nissan da montare sulla Duster perchè voleva adottare un motore che facesse parte della famiglia, ecco il perchè di questa scelta”. Il motore è quello della Infinity e in realtà e la scelta è caduta su un benzina perchè “la tecnologia è più semplice, rispetto ad un diesel, ma questo non toglie che ne abbiamo dibattuto a lungo prima di prendere una decisione. Il regolamento oggi è migliorato per i motori a benzina e le prestazioni – basta appunto guardare la Toyota di De Villiers – non hanno nulla da invidiare ai diesel più potenti. Il propulsore benzina, semplicemente, è più economico da gestire e anche più semplice”. Il telaio lo hanno costruito loro, partendo da un tubolare e le sospensioni sono le 'classiche' con ammotizzatori Reiger. La curiosità riguarda anche il futuro di questo mezzo, se ci sia o no l'intenzione di immetterla sul mercato dei rally raid, e di dare la possibilità di affittarla anche ad altri piloti: “La macchina appartiene a Renault Argentina – specifica l'ingegnere - e saranno loro a decidere che cosa farne in futuro”. Una curiosità sulle velocità di punta: “Se parliamo delle speciali con pista, e quindi di sterrati veloci, la Duster può arrivare anche a 190 km/h ma se pensiamo alla grande duna di Iquique dove tutti hanno toccato velocità da capogiro, posso dire che siamo arrivati ai 200 km/h prima di togliere il piede dall'acceleratore”.