TransAnatolia 2017

link.png Una lunga nottata a San Juan


San Juan come sempre è un inferno. Il caldo mostruoso supera i 40 gradi e si riflette sulla montagna che contorna il circuito che ospita il bivacco, e sull'asfalto. I piloti sono stanchissimi quando arrivano e all'appello manca Carlo Seminara che è caduto in prova speciale e si è lussato una spalla. E' stato portato all'ospedale ma ha chiamato i suoi compagni di squadra per rassicurarli sulle sue condizioni.

Al bivacco quando solo circa le 23 mancano ancora Cesare Zacchetti e non ho visto Paolo Sabattucci ma questo non vuol dire che non siano arrivati poi nella notte. I nostri orari in questi giorni sono un po' da massacro. Sveglia alle 4, partenza dal bivacco alle 4,30 ed è facile non incontrarsi. A colazione però ho visto i fratelli Brioschi: "E' stata davvero un'odissea - racconta Marco Brioschi stamattina a colazione, ale 4,30 - non ci potevo credere. Hanno veramente fatto una tappa durissima. I primi 310 chiometri erano anche belli, divertenti, ma poi è cominciata l'odissea. A parte il caldo folle, sono iniziati dei saliscendi su sabbia fina e in certi punti profonda che ti uccidevano di fatica. Se non ci fosse stato il pubblico a darci da bere non saremmo mai arrivati". Parla al plurale perchè accanto a lui c'è suo fratello Alberto: "E' vero il pubblico è stato fondamentale. Ho dovuto concentrarmi su qualche cosa mentre correvo perchè altrimenti la mente se ne sarebbe andata via per conto suo. Allora ho cominciato a contare. Ho calcolato che ogni 4 chilometri circa c'era un gruppone di pubblico e ho stabilito che ogni due mi fermavo a chiedere da bere". "Ci hanno riempito più volte il camel back - riprende Marco - ed io ero talmente cotto che continuavo a ripetere riempimelo, metti acqua fino all'orlo, ma era già pieno e io non me ne rendevo conto. E' stato incredibile". Gli fa eco Alberto "Contavo i chilometri e facevo dei calcoli matematici, in questo modo ho mantenuto la concentrazione, ed anche la lucidità, ma non pensavo davvero di farcela. Ho parlato con Chavo Salvatierra a fine speciale e mi ha raccontato che lui corre con il cardiofrequenzimetro che calcola oltre ai battiti del cuore anche i consumi e la disidratazione e ieri ha consumato 7500 calorie per la sola prova speciale". Loro l'hanno fatta tutta mentre gli altri italiani, per esempio Francesco Catanese sono stati fermati dall'organizzazione: "Mi hanno detto che c'era stato un incidente e che non si poteva passare e che avevano deciso di neutralizzare la speciale. Poi è venuta la polizia con una  jeep, ha messo insieme un gruppo e ci ha portato fuori, fino all'asfalto e da lì abbiamo fatto altri 200 chilometri fino al bivacco". Diocleziano Toia arriva tardi al bivacco ma arriva, mentre Carlo Seminara ieri mattina è caduto e ha riportato la lussazione della spalla per cui è stato accompagnato all'ospedale. Cesare Zacchetti l'hanno visto i fratelli Broschi, nella mattinata: "Eravamo all'80esimo chilometro e stavamo viaggiando insieme, ma lui andava troppo forte. Lo ha passato un quad e lui ha voluto per forza sorpassarlo di nuovo per non correre nella sua polvere, e proprio quella lo ha tradito, ha fatto un volo spaventoso, proprio in mezzo al pubblico. Sappiamo che è ripartito ma poi non lo abbiamo più visto".

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