TransAnatolia 2017

link.png X Raid, futuro a 2 ruote motrici


Sven Quandt E' tutto pronto per attaccare il progetto delle due ruote motrici. Anche X Raid è pronta a seguire questa strada e lo ha dimostrato ampiamente il lavoro portato avanti in questa Dakar dal buggy di Guerlain Chicherit che è poi il vecchio buggy costruito da Nasser Al Attiyah a suo tempo. Risistemato, ricostruito e con nuovo motore e scocca sarà il mezzo del futuro per X Raid. Parola di Sven Quandt.

Missione compiuta ! Lo ZebraBuggy è arrivato al traguardo, quando nessuno alla partenza ci avrebbe scommesso neanche 5 euro. L'obiettivo era portarlo il più lontano possibile in gara, e nello stesso tempo elaborare, testare e sperimentare tutta una serie di innovazioni tecniche.
Lo ZebraBuggy – l'undicesima vettura iscritta alla Dakar dalla X Raid, insieme a 10 Mini - è salito sul podio d'arrivo della Dakar con un 44° posto assoluto, ma soprattutto torna a casa con una valigia piena di dati da sviluppare, analizzare, elaborare e applicare a quello che sarà il mezzo del futuro della squadra tedesca. Sven Quandt ha adottato, ancora una volta la strategia giusta. Ha aspettato che i tempi fossero maturi per un due ruote motrici, che tradotto vuol dire ha aspettato che una Casa francese – in questo caso la Peugeot – arrivasse con un 2WD alla Dakar sapendo bene che i regolamenti sarebbero cambiati in favore di questo tipo di vetture. Ha tenuto fermo i progetto, da lui acquistato nel 2013 e lo ha tirato fuori a maggio del 2014 cominciando ad elaborare quello che sarà il mezzo del futuro per X Raid.
Lo ammette senza giri di parole a Buenos Aires, a fine Dakar: “Arrivare al traguardo è molto di più di quello che ci aspettavamo, sinceramente, con lo ZebraBuggy. Al giorno di riposo ci siamo resi conto che avevamo già tutti i dati che ci servivano e non era più necessario che la vettura cntinuasse a correre. Così abbiamo lasciato libero l'equipaggio di divertirsi e di fare, o almeno tentare, di fare quello che volevano, e se anche il buggy si fosse rotto ciò non avrebbe costituito un problema”. 'You can kill the car' le testuali parole di Quandt. E così il giorno dopo, alla ripartenza da Iquique Guerlain Chicherit si è tolto la soddisfazione di tirare come un dannato e di arrivare addirittura terzo di tappa. “Abbiamo capito ora, al termine di questa Dakar che il concetto su cui abbiamo lavorato è abbastanza buono, abbiamo mostrato che questo buggy va bene e ha ottenuto dei buoni tempi quando non ha avuto problemi in speciale, e soprattutto li ha ottenuti senza spingere troppo”. Ma chiarifica subito: “Questa non è la macchina che noi costruiremo, questa ci serviva solo per imparare come funziona un 2wd e sicuramente sì, il prossimo anno noi verremo alla Dakar con un 2 ruote motrici”.
Ma per vincere con un due ruote motrici per Quandt bisogna aspettare di conoscere il regolamento della Dakar e il percorso : “E' l'organizzazione che decide chi vincerà in base al tipo di percorso che disegna. Ci sono i percorsi disegnati per far vincere un 4 ruote motrici, e ci sono percorsi che invece vanno a vantaggio dei 2 ruote motrici, la decisione dipende soprattutto da loro. Se davvero la Dakar 2016 andrà in Perù allora vorrà dire che un due ruote motrici potrà vincere perchè una vettura due ruote motrici è in grado di dare 20 minuti al giorno ad un mezzo 4 ruote motrici”. Ma perchè sono tutti così sicuri delle performance dei due ruote motrici sulla sabbia ?
Quando Jean Louis Schlesser arrivò alla Dakar negli anni Novanta con il primo buggy due ruote motrici tutti lo presero in giro asserendo che con quel tipo di motricità la vettura sarebbe sempre stata insabbiata sulle dune, ed in effetti così è stato, almeno nei primi anni. Che cos'è cambiato ora ? “Secondo me bisogna vedere la cosa in una chiave diversa, partendo dal sistema gonfia e sgonfia che regola la pressione dei pneumatici dall'abitacolo. Questo fa sicuramente la differenza, e poi c'è la taglia dei pneumatici che ti permette di andare molto più veloce sia sulle dune che sui salti, in quei tracciati pieni di cunette o dunette e la trazione del buggy compensa per esempio la stabilità dei 4x4. Anche la velocità è maggiore perchè è molto più facile andare veloci con questo tipo di mezzo che con un 4wd. Certo se si insabbia è difficile ripartire, questo è vero, però sono convinto che nelle tappe con tante dune, alte e nelle speciali fatte di vero fuoristrada il 2 ruote motrici sia superiore”.
A questo punto, se la scelta delle 2 ruote motrici è definitiva, la curiosità rimane realtivamente al motore, da applicare a questa vettura, e la scocca, soprattutto sapendo quanto Sven Quandt ami le scocche originali, che riproducono quasi a livello maniacale le vetture normali a cui si ispirano. Basta pensare alle Bmw dell'ultima generazione e soprattutto alla Mini: “In tutta sincerità la scocca non è stata ancora pensata, e non so se sarà una scocca normale, ma di sicuro somiglierà ad una vettura normale.  Se prendiamo per esempio la Peugeot di sicuro il loro mezzo non è un 2008, e questo è esattamente quello che io non voglio. Di una vettura puoi utilizzare il disegno del parabrezza, dei fari, la parte posteriore, la silhouette, e questo potrebbe essere abbastanza per me ma in realtà Peugeot non lo ha fatto, mentre io voglio costruire una macchina in cui la gente si riconosca. E' una promessa che ho fatto a me stesso, le nostre vetture devono somigliare a quelle che una persona normale può comprare in una concessionaria”. Del motore invece la sola cosa che si può confermare al momento è che sarà un diesel “perchè Bmw attualmente non ha un propulsore benzina della taglia e della cilindrata che possa entrare in questo buggy”.
Il progetto del buggy, trasformato nello ZebraBuggy alla Dakar 2015, era stato avviato da Nasser Al Attiyah, due anni fa ed affidato ad un ingegnere francese che aveva tre anni di tempo per portare il mezzo ad un livello davvero competitivo, ora il progetto è di X Raid? “Sì, sì, X Raid ha comprato il progetto e Nasser non ha più nulla a che fare con questo buggy. Nel 2013 quando Nasser è venuto da noi, prima di partire per la Dakar abbiamo chiuso un accordo finanziario e io ho comprato tutto, il progetto, la macchina, i pezzi di ricambio, ogni cosa. Poi a maggio 2014 abbiamo avviato il progetto, per cominciare a fare anche dei test. L'abbiamo trasformata e vi abbiamo aggiunto diverse soluzioni adottate dalla Mini, dal sistema elettrico a tanti altri piccoli particolari. Alcuni hanno funzionato e altri no perchè il buggy ha una conformazione differente ma molti pezzi sono stati concepiti da X Raid e molti vogliamo usarli in questo veicolo”.