KRKA 2018

link.png Marc Coma entra a far parte di ASO


coma lavigneLa notizia, effetivamente sorprendente, da un lato, è arrivata ieri pomeriggio. Marc Coma affianca Etienne Lavigne all'interno di ASO. Il pilota catalano, 5 volte vincitore della Dakar che compirà 40 anni il prossimo anno, aveva già annunciato alla fine della Dakar 2015 di aver voglia di cambiare. Ma la parola cambiare a molti aveva fatto pensare alle 4 ruote, ad una vettura, e la Toyota Overdrive era subito sembrata la scuderia più prossima, data la presenza al suo interno di Jordi Duran, e invece...

Il comunicato di ASO misura molto bene le parole e dice che "Marc Coma è stato chiamato ad affiancare Etienne Lavigne, come direttore sportivo della prova". Praticamente, tradotta in parola semplici, Marc prenderà il posto che era di David Castera e chissà se i due piloti si sono parlati prima della decisione. Il ruolo che castera e coma.JPGDavid ha lasciato, per andare a fare da copilota a Cyril Despres in Peugeot, ma che aveva già annunciato vacante, durante la Dakar 2015, non era davvero facile da sostituire, e quando ad aprile a domanda diretta su chi prenderà il posto di David Castera, Lavigne aveva risposto "nessuno perchè la squadra è già al completo", è ovvio pensare che invece nella mente del francese, direttore generale della Dakar, il nome di Marc Coma si fosse già affacciato.

E la scelta non poteva essere migliore, perchè Marc è un ragazzo con la testa sulle spalle, ha imparato negli anni l'arte del "dico e non dico" nelle interviste, caratteristica fondamentale in ASO, è un asso in navigazione e percorsi ed è uno che mette l'anima in tutto quello che fa. Marc è bravo, ed è onesto, e questi sono due virtù, o qualità, come dir si voglia, che ASO metterà a dura prova.

Il traguardo raggiunto, come ha dichiarato lo stesso Marc è importante, e probabilmente è un ottimo punto di arrivo per un pilota che come lui ha corso 12 Dakar e che soprattutto di esperienza ne ha da vendere... ma quello che è lecito chiedersi è ...reggerà lo stress di questa posizione una persona integgerrima e brava come Marc Coma? Lavorare per ASO non è facile, vuol dire inghiottire rospi e soprattutto avere le spalle ampie, per reggere quei pesi che spesso vengono scaricati sulle spalle di chi lavora bene. Vogliamo ricordare le prime Dakar con David Castera nei panni del direttore sportivo, quando tutto quel che di negativo accadeva come per incanto si tramutava in un "E' colpa sua?" . Vogliamo ricordare le critiche mosse ad ASO e il modo in cui Etienne Lavigne le ha sempre sostenute? E' pronto Marc a fare da caprio espiatorio in caso di polemiche? E' pronto a discutere con i suoi ex compagni di squadra e con tutti gli altri piloti che ora, essendosi spostati dall'altra parte della barricata, lo accuseranno perchè fa partire una speciale con la pioggia (tanto per fare un esempio) ? E poi cosa importante che non è stata ancora rivelata, Marc continuerà a correre in moto? Lo vedremo ancora in sella alla sua Ktm magari in Sardegna, o in Marocco, o magari anche alla Baja d'Aragon? Con Marc ritorneranno le speciali tracciate in moto, come faceva David Castera? Cosa che in questo 2015 è un po' mancata? E saprà Marc imporsi e finalmente chiedere un ricognitore/apripista in moto, che segnali i pericoli per le moto e i quad sulle modifiche del road book, così diversi rispetto alle auto?

Coraggio Marc ! Tutti i piloti delle 2 ruote confidano in te. Rimboccati le maniche e preparati perchè di lavoro da fare in ASO ce n'è tantissimo e tu hai tutte le carte in regola per riuscirci. Non ti arrendere, tira fuori la tua grinta, quella che ti ha sempre contraddistinto in pista e vai avanti, a testa bassa. La Dakar ha davvero bisogno di uno come te !

Communiquè de presse ASO

Après 12 participations et 5 victoires sur le Dakar en tant que pilote moto, Marc Coma a été appelé à seconder Etienne Lavigne en tant que directeur sportif de l’épreuve. L’Espagnol mettra sa passion du Dakar au service de l’organisation dès cette semaine : il passera une partie de son mois de juillet sur les reconnaissances de l’édition 2016.



A l’arrivée de la dernière spéciale du Dakar 2015, le visage de Marc Coma resplendissait du sentiment de la mission accomplie. Le pilote espagnol venait de boucler victorieusement pour la cinquième fois le rallye le plus exigeant du monde. Son histoire avec le Dakar, débutée en 2002 à l’âge de 25 ans, lui a valu ses plus belles joies… et ses plus douloureuses déceptions, entre abandons, blessures et déclassements. Après avoir achevé ce cycle de 12 participations à moto, l’avenir aurait pu l’appeler sur quatre roues. Mais c’est à bord d’un autre équipage qu’il a choisi de s’embarquer, sur la proposition d’Etienne Lavigne qui a souhaité lui confier la direction sportive de l’épreuve.

Maître dans tous les compartiments de son sport en tant que pilote, Marc Coma va maintenant être amené à mobiliser toutes ses qualités pour assumer un nouveau destin au sein de l’organisation. Pour Etienne Lavigne, l’idée de faire appel à Coma s’est imposée comme une évidence : « C’est le choix qui m’est immédiatement venu à l’esprit, car nous partageons la même passion du Dakar. Je sais que quand il s’engage, c’est toujours au maximum. J’aime sa rigueur et son calme et nous nous reconnaissons dans les mêmes valeurs. Il connaît toutes les contraintes de l’épreuve et  c’est un vrai meneur d’hommes. Pour copiloter cette épreuve, où l’exceptionnel est notre quotidien, il fallait au moins cela. »

Honoré d’avoir été appelé à ces responsabilités, l’intéressé a même été surpris lors des premiers contacts établis avec Etienne Lavigne, mais n’a pas hésité longtemps : « Ma première réaction, ça a été “waaoow”… j’étais sous le choc ! Parce que gagner 5 Dakar, pour moi c’était déjà un rêve. Et là, je me rends compte que je suis quelqu’un de très chanceux : faire partie de l’organisation, avec ce niveau de responsabilités, ce sera une opportunité de rendre au Dakar tout ce qu’il m’a donné ». L’ancien pilote, désormais concentré sur les tâches qui l’attendent, est rentré dans une période de mutation et endosse avec envie les habits d’un nouveau personnage : « Je me sens encore un peu compétiteur, mais depuis que je me suis mis au travail, je sens que je vais réfléchir avec d’autres angles. Je sais que c’est le bon moment pour moi. Mon objectif, c’est de mettre toute mon énergie à ce que le Dakar reste la plus belle course du monde. Et ma philosophie, c’est de privilégier l’aventure ».