TransAnatolia 2017

link.png Women in Motorsport: si è persa una buona occasione?


Ciocco CSAI 2015Ovviamente l'occasione l'ha persa l'Italia. O peggio ancora, l'hanno persa le vere appassionate del Cross Country Rally o comunque del fuoristrada. Attenzione ho detto Cross Country, non rally e  neanche, tanto meno, pista ! Questa selezione che si è tenuta ieri al Ciocco, in Toscana, è stata l'ennesima farsa che una volta di più ha messo in luce un modo di lavorare superficiale, e poco professionale, che finirà per lasciar fuori l'Italia dal giro internazionale.

Piccola cronistoria: oltre un anno fa la CSAI ACI chiede alla FMI di segnalare alcune ragazze che corrono in moto e quad per poterle annettere ad un corso che si terrà, in un qualche momento non meglio specificato, e riservato al cross country rally, per poterle formare e poi magari far partecipare ad un rally internazionale. FMI segnala due ragazze che corrono una nel motorally, una nel campionato italiano quad cross.

Da allora silenzio più assoluto, al punto che si pensava che l'iniziativa fosse stata cancellata. Nel frattempo altre ragazze ed altre donne vengono contattate e mandano i loro curricula in attesa di ricevere altre notizie. Passa un intero anno e tutto tace, fino a che, mercoledì 15, tutte ricevono una mail che le invita ad un corso di selezione, al CIocco, lunedì e martedi 20 e 21 luglio, quindi esattamente cinque giorni dopo.

Nel frattempo da questa lista sono spariti tutti i nomi delle donne che praticano sul serio cross country, o tout terrain, come vogliamo chiamarlo, per sopraggiunti limiti di età - viene loro poi spiegato - e il corso, si scopre solo a giugno 2015, si rivolge a giovani comprese tra i 18 e i 35 anni, effettivamente anche senza esperienza nel cross country ! Più di qualcuna purtroppo, delle ragazze che avevano inviatoil curriculum, non ha potuto partecipare al corso del Ciocco perchè con un preavviso in pieno luglio di cinque giorni non è facile organizzarsi (dopo aver aspettato più di un anno) ma la cosa ancora più assurda è stata il corso.

12 ragazze sono arrivate da tutta Italia - molte percorrendo oltre 600 chilometri - per assistere alle 9,30 di martedì mattina ad una breve introduzione, la spiegazione del programma della giornata e una mezz'ora di lezione teorica sulle principali norme del regolamento. Nel frattempo, mentre le ragazze che stavano partecipando in quanto pilota ascoltavano la lezione teorica, le ragazze iscritte per il ruolo di copilota stavano provando una Nissan messa a disposizione dalla Tecnosport, un po' obsoleta. Tanto è vero che dopo circa un'ora la Nissan si è rompeva..lasciando a piedi tutti ! Corso CSAI ACI compreso !

A questo punto che si fa? Tutti a pranzo...per due orette così facciamo passare un po' di tempo, e una volta finito giretto sull'asfalto della strada che corre all'interno del Ciocco con Lorenzo Codecà, ottimo istruttore nonchè pluri Campione Italiano Cross Country Rally. Il giro consiste in 600 metri su asfalto con Fiat 500 Abarth automatica !!

Alle ore 16, grazie e arrivederci, potete tornare a casa. E ora vogliamo pensare che da questa farsa verranno selezionati i 4 nomi che andranno in Qatar al Women Race Academy Qatar sostenuto dalla Federazione Qatariana “Q.M.M.F.”, e tenuto da Jutta Kleinshmidt ?

Meglio non aggiungere commenti ma tentare delle congetture. Come mai dopo oltre un anno di attesa si è risolto tutto in cinque giorni? Che cosa si potrebbe pensare? Che l'Italia si era scordata che doveva fare questo corso? O forse che essendo il Cross Country così poco, per non dire pochissimo, al centro dell'attenzione della CSAI ACI non sapessero dove e come organizzare il corso? E volete dirmi che non si riusciva a trovare un paio di auto performanti, fuoristrada, da mettere a disposizione del corso? La Tecnosport ha già fatto molto per l'amico Rudy Briani che correva con loro a Pordenone all'Italian Baja (forse è nata lì l'idea di una Nissan?) ma non poteva dare altre auto visto che sono tutte in viaggio per la Spagna, per la Baja d'0Aragon che si corre in questo fine settimana. E volete dirmi che la Suzuki che aveva lì il suo pilota di punta, Lorenzo Codecà, non avrebbe volentieri messo a disposizione una sua vettura da far provare, seguendo le elementari nozioni base del marketing...? O forse non c'è stato il tempo? O forse Suzuki neanche sapeva del corso?

Carla Gamboni, con grosso sacrificio ieri è andata al Ciocco: la campionessa di quad era rientrata dall'Inghilterra, dove si trovava per una gara internazionale, durante la notte, e aveva dormito solo tre ore. Però ha pensato che opportunità come questa non capitano tutti i giorni e con suo papà, Massimo, famoso rallista, è salita al Ciocco, partendo da Roma alle 5 di mattina. "E' stata un'esperienza molto diversa da come me l'aspettavo - dice Carla, maturanda 2015, ottima pilota del campionato quad e quad cross - però pur sempre un'esperienza" aggiunge cercando una nota positiva nella mezza giornata toscana. E prosegue "Siamo arrivate alla mattina e abbiamo compilato uno scarico di responsabilità- Dopo una breve presentazione ci hanno spiegato per una mezz'ora le norme salienti del Cross Country e soprattutto alcune delle differenze fondamentali, a livello normativo, fra il cross country e il rally". In macchina ci sono salite due volte: una volta rotta la Nissan sono saltate fuori una Fiat 500 L e una Toyota, privata, che bisognava stare attenti a non rovinare o rompere, e con quelle sono stati fatti dei brevissimi tratti di sterrato...diciamo un paio di chilometri? "Le auto avevano gomme stradali e sullo sterrato ci siamo state pochissimo - racconta ancora Carla Gamboni - e poi con la 500 a cambio automatico abbiamo coperto 600 metri su asfalto, con tre curve, per vedere la nostra impostazione di guida". Impostazione che Carla, venendo dal mondo delle moto, ovviamente non aveva : "Mi avevano presentato la cosa come un corso per persone senza esperienza nel mondo dei cross country rally, e anche senza specifiche esperienze in auto...e invece c'erano ragazze che avevano esperienza di rally e due addirittura arrivavano dalla pista, una dal trofeo Lamborghini e un'altra aveva fatto un Talent per approcciare a gare al di fuori della pista".

A questo punto, per fare chiarezza e denunciare quanto accaduto le donne del cross country in Italia, quelle che veramente ne fanno parte, hanno scritto una lettera ai vertici della FIA, della CSAI e anche a quel Nasser Al Attiyah presidente della commissione tout terrain FIA e anche presidente della QMMF, federazione del Qatar, che non è il pilota che quest'anno ha vinto la Dakar su Mini X Raid, bensì suo zio, ma ci chiediamo quante persone non siano cadute in errore pensando di trovare sulla propria strada il fascinoso pilota del Qatar. La lettera scritta dalle donne italiane si può cliccare qui di seguito:

Cronologia di una farsa


Comments

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Chiara

22-07-2015

Grazie Elisabetta per essere delle nostre! vale l'esperienza!

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