KRKA 2018

link.png Dakar 2016: è solo questione di soldi


305 - Orlando Terranova - (Arg) - Bernardo Graue - (Arg) - Mini.jpgAlle 5 di questa mattina Orly Terranova, popolare pilota argentino, ha twittato: Habemus Carrera en el 2016. Non c'era bisogno di cercare un complemento oggetto nella sua frase perchè tutti sappiamo che sta parlando della Dakar ! In effetti il suo twitt giunge a rincuorare tutti noi che amiamo e viviamo per questa gara perchè i dubbi in questi ultimi due giorni erano sempre più forti, ed ecco spiegato il perchè.

Ad aprile il Cile aveva annunciato che non avrebbe partecipato, con la sua terra, nel 2016, alla Dakar e alla luce del terremoto di quest'oggi, anzi di questa notte, la loro decisione appare sempre più saggia e soprattutto intelligente. Così la gara aveva ripiegato su Perù, con partenza da Lima, e poi Bolivia e Argentina. Ma la presenza del Perù in realtà, per quanto accolta con clamore e gioia da tutti – il Perù e le sue tappe sono bellissime – non ha mai convinto moltissimo.
Sin dal momento del suo annuncio, a Parigi, ad aprile appunto, quando il Perù sembrò a molti dei presenti inserito all'ultimo istante, senza molta convinzione. Poi per un po' non se ne parlò più e nessuno ci pensò più, al percorso della Dakar, fino a che negli ultimi giorni di  agosto arrivò la bomba...in tutta sincerità non così sorprendente.
Il Perù dice no alla Dakar e la motivazione è da ricercarsi nell'arrivo de El Nino che procurerà disastri e tragedie e richiederà quindi un grosso sforzo economico al Paese.
A quel punto la Dakar rimasta orfana di Cile e di Perù doveva ripiegare per forza sull'Argentina e sulla Bolivia. Il famoso Piano B che i francesi hanno sempre pronto, proprio per un fatto culturale loro, non era poi così chiaro, o meglio, andava definito sotto un aspetto importantissimo....il vil denaro.
Ormai tutti sappiamo che la Dakar è business, che l'organizzazione ormai valuta tutto sotto il punto di vista strettamente economico e che la passione e l'avventura esistono solo purtroppo nelle menti e nella grande passione dei piloti – e non di tutti – ma a mandare avanti la baracca ormai, è triste ammetterlo, è solo il denaro.
E così ASO ha fatto un calcolo semplicissimo. Facciamo un semplice esempio: se l'Argentina dava a ASO 6 milioni di dollari per il passaggio della gara, sull'ipotesi del primo percorso, adesso che la gara si svolgerà al 70 per cento sul territorio argentino, quanti soldi darà lo Stato alla società francese? Questo il punto di vista francese.

L'altro punto di vista era quello argentino che diceva, dal canto suo, io ti sto salvando, perchè se io non ti aiutassi con il mio vasto territorio tu non faresti la gara, anche e soprattutto perchè non hai il tempo materiale per organizzarla, e allora perchè mai dovrei darti più soldi? L'Argentina insomma pensava, sono io che do una mano a te, non viceversa.
Così la trattativa si era arenata: ripeto, unicamente per un problema di soldi. Non bisogna dimenticare però anche un'altra cosa importante...i soldi servono per un sacco di cose: sicurezza, polizia, forze armate, preparazione delle città e quindi l'Argentina sarà comunque chiamata ad uno sforzo maggiore. Il dilemma adesso sembra riguardare la partenza: il Governo argentino vorrebbe un anello con partenza ed arrivo da Rosario, ASO preferisce partire da Buenos Aires..chi vincerà la battaglia? La partenza da Buenos Aires sembrava ormai quasi certa ma potrebbe essere l'asso nella manica invece per l'Argentina scegliere di partire da Rosario...ma entro oggi o al massimo nel fine settimana si conoscerà il nuovo percorso.
Ecco perchè il tweet di Orly stamattina, o meglio ieri sera per l'Argentina, ha fatto tirare a tutti noi un sospiro di sollievo.