TransAnatolia 2017

link.png Paolo Ceci : Adesso tocca a te !


Paolo CeciNel 1967 Rocky Roberts cantava una canzone, epica, che tutti conoscono. Stasera mi butto - diceva l'americano di Miami - e soprattutto poi nel ritornello finale ripeteva Adesso tocca a te...Alla nascita di Paolo Ceci allora, mancavano ancora la bellezza di otto anni ma di sicuro questa canzone la conosce bene anche lui. E mai brano musicale fu più appropriato. Adesso tocca davvero a Paolo che, allo scoccare dei 40 anni si ritrova a vivere una nuova avventura.  A fine dicembre Paolo Ceci partirà per la sua quinta Dakar... Cinque Dakar e cinque moto diverse. Ma questa volta il sapore sarà diverso da tutte le altre perchè Paolo correrà con un team ufficiale, uno dei tre team principali del mondo dei rally a due ruote. Quell'Honda HRC Rally che conta fra le sue fila Joan Barreda e Paulo Goncalves, tanto per citarne giusto un paio...A tu per tu con Paolo Ceci, appena rientrato dall'OiLibya Rally e dal Legend in Sardegna, e pronto a riandare in Africa, in Marocco, per allenarsi...


Paolo Ceci sta partendo per il Marocco. Una sessione di prove, prima della Dakar 2016, quella che affronterà in gennaio con il team ufficiale Honda HRC Rally. Un'emozione unica, per la quale il pilota di Modena si sta preparando con la serietà, la professionalità e la coscienza che lo contraddistinguono, da sempre.
E prima di partire una chiacchierata per raccontare il suo ultimo mese, questo ottobre così ricco di emozioni, e di soddisfazioni.
“La chiamata dell'HRC è stato un vero fulmine a ciel sereno – esordisce Paolo Ceci - perchè non c'era davvero nulla in cantiere. Per la Dakar 2016 ero già d'accordo con Chavo Salvatierra (pilota boliviano con cui Paolo ha già affrontato le ultime due Dakar) e con Cross Part che mi avrebbe fornito la moto, ma poi...è arrivata la chiamata da HRC che mi chiedeva se ero disponibile”. Sorride ripensandoci e non nasconde la prima reazione, di spavento...anche se le sue parole sono un po' diverse e più genuine...”Mi sono ca.....addosso” – e ride – ma in effetti è più che comprensibile, di fronte ad una richiesta da un team che ha tutte le possibilità, e le intenzioni, di  vincere la Dakar. “Ancora oggi, dopo 20 giorni,  mi sveglio alla mattina per capire se è vero o se è solo un sogno...”
Poi è cominciata la trafila, la chiamata a Salvatierra, per avvertirlo che i programmi cambiavano, le due chiacchiere con gli amici di Cross Parts e il contratto con Honda, da firmare. “Praticamente mi hanno caricato su un aereo e portato in Marocco, subito prima dell'OiLibya rally perchè volevano che salissi subito sulla moto, che la provassi, e soprattutto ci tenevano che mi ambientassi nel team. Ecco, quello che mi è piaciuto molto, fin da subito, è stata la loro politica interna legata al fatto di creare una squadra perchè qui, in Honda, si lavora per la squadra”.
E a questo punto la domanda che tutti ci siamo posti in questi giorni...ma quale sarà il ruolo di Paolo Ceci? Di chi sarai il portatore d'acqua? “Avrò il ruolo di gregario su Paulo Goncalves però, chiaramente, siccome tutti lavoriamo per la squadra, affinché Honda arrivi sul gradino più alto del podio alla fine sarò a disposizione di tutti. L'obiettivo è uno unico, per tutti”.
E poi continua “Dopo Helder Rodrigues Honda aveva bisogno di qualcuno in grado di lavorare sulla moto, in gara, e per questo è arrivato prima Michael Metge e poi sono arrivato io. Ho una buona esperienza alla Dakar e sulle gare africane e tutto quello che ho fatto per Salvatierra in questi anni è senza dubbio stato uno dei meriti che mi ha portato in HRC. Ho risolto situazioni anche difficili in tanti momenti...”. Il contratto che ha firmato è solo per la Dakar – e il Marocco che si è già corso nei giorni scorsi : “ma il mio obiettivo è di comportarmi bene per poter poi, a fine gara, ridiscutere il contratto. La cosa importante è che mi sono subito trovato bene con i tecnici giapponesi, ho trovato persone molto disponibili e anche ricettive, con cui si lavora molto bene”. E riprende il racconto del suo approccio iniziale: “Appena arrivato in Marocco ho chiesto subito di lavorare sulla moto, smontando i diversi componenti per conoscere il più possibile motore e moto. Ora ne ho una a disposizione con cui sono andato in Sardegna al Legend in questi giorni, e con cui sto partendo per il Marocco – e ribadisce – il mio obiettivo è quello di darmi da fare per essere utile alla squadra”.
E se il buongiorno si vede dal mattino...La sua prima gara con la Honda Paolo l'ha chiusa al nono posto assoluto, in una gara che non aveva mai disputato prima di oggi: “L'OiLibya mi è piaciuto molto, fino ad oggi non lo avevo mai affrontato, in Marocco avevo solo corso al Merzouga Rally. Mi sono trovato di fronte ad una gara molto combattuta e di altissimo livello, con un bell'elenco concorrenti e sono soddisfatto del mio risultato finale. Ho cercato di guidare come sempre faccio, con la testa e senza commettere errori. E adesso devo anche pensare a preservare bene la mia moto...perchè i pezzi potrebbero servire...” E a proposito di moto : “Mi è piaciuta molto, fin dal primo giorno. Arriverò quest'anno alla Dakar in buone condizioni, sia fisiche che mentali. Finalmente arriverò a Buenos Aires con tanti chilometri fatti sulla moto da rally...prima avevo sempre corso con moto che erano pronte all'ultimo istante e sulle quali montavo per la prima volta al via della Dakar”...
E poi si torna a parlare dell'OiLibya : “E' una gara impegnativa, a tratti pericolosa, con un terreno spesso danneggiato per le piogge. Bisogna stare molto attenti a non farsi male e la navigazione è complessa, devi rimanere sempre bello concentrato. Per quanto mi riguarda il bilancio è molto positivo al termine di una gara importante, da non prendere sotto gamba”. E con la precisione che lo caratterizza Paolo aggiunge : “Il percorso non è mai banale o scontato, è veloce, e magari può succedere che ti ritrovi con note che sembrano distanti e poi non lo sono...Proprio per la velocità, alta, hai delle note che tendi a sottovalutare e solo quando ci arrivi ti rendi conto che sei troppo veloce e hai poco tempo per leggere...Penso sia stato questo il fattore che ha portato a tante cadute (all'OiLibya sono caduti in speciale diversi piloti) : il percorso è veloce e impegnativo e forse si tende a sottovalutare la distanza fra una nota e l'altra... poteva capitare di essere impreparato quando ti avvicinavi alla nota”, ed anche l'alto livello dei piloti al via ha fatto la sua parte: “certo, essendo presenti tutti i big della Dakar l'OiLibya era davvero un test effettivo della gara. Nessuno si è risparmiato e questo ha aumentato il ritmo ed anche la percentuale di rischio”.