link.png Botturi dà la sua gomma a Rodrigues


Bottu UyuniQuando ieri a San Salvador de Jujuy Helder Rodrigues – Yamaha - era arrivato al bivacco, sistemando la moto al parco chiuso aveva chiesto ad uno dei commissari presenti se era possibile, da regolamento, cambiare la ruota, e gli era stato risposto di sì, che si poteva cambiare fra piloti, ma solo dopo essere usciti dal parco chiuso, e quindi già all'interno del tempo di gara.

A domanda precisa sul perchè Helder avesse chiesto questa cosa il pilota portoghese aveva risposto “per curiosità...” Come se domande così si facessero per curiosità...
E infatti stamattina appena entrati in trasferimento Helder ha chiesto la gomma al compagno di squadra, Alessandro Botturi. I due si sono messi al lavoro e il cambio è stato fatto in pochi minuti: la ruota di Helder aveva un brutto taglio e la mousse stava soffrendo, così il portoghese non ha rischiato e ha chiesto a Botturi di effettuare il cambio. E gli è convenuto visto che ha chiuso ottavo assoluto a 7'20” dal vincitore, Toby Price (Ktm)
Quello che non è chiaro è perchè la ruota invece non sia stata chiesta, per esempio a Xavier de Soultrait che dovrebbe essere uno dei portatori d'acqua dei due piloti più forti, mentre è chiaro perchè non sia stata chiesta ad Adrien Van Beveren: perchè la sua mousse era già danneggiata. In realtà questo fatto non è ben chiaro visto che anche Yamaha, esattamente come tutti gli altri, utilizzava Desert Marathon ed è stata l'unica squadra ad avere dei problemi. Al traguardo del bivacco di Uyuni Botturi arriva con la gomma finita !
“Ho fatto una gran fatica oggi – ammette Botturi – tanta fatica. Purtroppo sto facendo una gara veramente in sofferenza, il polso mi fa un gran male. Andare in moto quando non ti diverti diventa davvero faticoso, specie quando ti prendi qualche colpo forte”. Costretto a guidare in punta di dita, soprattutto nelle speciali lunghe: “Riesco a tenere bene per 200 chilometri circa, poi comincia a pulsarmi forte il polso, lo sento battere e a quel punto guido con due sole dita. Mano appoggiata sulla manopola del gas e due dita appoggiate alla leva del freno”.
E in più oggi ci si è messa anche la ruota. “Gli ultimi chilometri la ruota andava da tutte le parti. Avevo pensato di cambiarla con quella di Adrien ma anche lui stava messo male. Ho guidato in piedi per l'ultimo tratto gestendo la mia Yamaha che aveva un posteriore che dondolava da tutte le parti”. Ha gestito come possibile 'Bottu' ma non è riuscito ad andare oltre il 21° posto in speciale, anche se il distacco alla fine è di 13'33”. Il fatto è che le moto, e un pochino anche i piloti, soffrono l'altitudine e perdono tantissima potenza il che rende tutto più complicato. In classifica generale Botturi è 17° con 25' di ritardo ma la tappa di domani lo preoccupa non poco. Lunga la bellezza di 542 chilometri non sarà facile da affrontare con quel polso.
Per fortuna, a tirare su il morale del pilota di Lumezzane arriva il suo amico Livio Metelli che oggi ha fatto un'ottima tappa: non solo ha chiuso in 57. posizione assoluta cosa che per un esordiente come lui alla Dakar rappresenta un ottimo risultato, ma è anche fresco come una rosa: la fatica e l'altitudine su di lui non sembrano avere conseguenze.

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