TransAnatolia 2017

link.png Cosa vuol dire a livello strategico annullare una tappa?


L'annullamento di una tappa, la prima di questa Dakar 2016, ha tanti significati. A livello strategico sicuramente, per le squadre che hanno comunque impostato la gara, almeno la prima parte, su un serie di risultati, giochi e tattiche di squadra

. Lo spiega molto bene Martino Bianchi, team manager Honda Rally HRC. “L'annullamento di una tappa, soprattutto quella dopo il prologo strategicamente rende le cose un pochino più complicate. Se un pilota aveva pensato di vincere il prologo (come ha fatto appunto il pilota Honda, Joan Barreda) per poter partire in testa nella prima tappa, quella di oggi dunque, e senza ovviamente pensare di vincerla (perchè nei rally raid chi parte per primo è sempre svantaggiato) ma anzi di chiuderla in quinta o sesta posizione in modo tale da non ritrovarsi davanti domani, nella speciale da 450 chilometri, adesso invece con questa cancellazione, si ritroverà davanti a tutti (domani appunto) e soffrirà di più”.
La ragione è presto spiegata. Arrivare quinti in una speciale da 200 chilometri ha un peso, arrivarci in una da 450 ne ha un altro: i distacchi potrebbero essere più pesanti e d'altra parte si sa bene che alla Dakar chi parte per primo, specie in un terreno tanto segnato dalla pioggia, lascia una traccia preziosa per coloro che partono alle sue spalle. “Di contro però – prosegue Bianchi - chi invece ha avuto qualche problema nel prologo, come per esempio il nostro Paolo Ceci che ha sofferto di piccoli guai elettrici con la moto, finendo trentesimo, riuscirà a colmare distacchi e a non partire troppo lontano dai primi”. O quasi in realtà, perchè con il nuovo regolamento che prevede tre minuti di distacco nelle partenze dei primi dieci piloti vuol dire che Paolo partirà oltre 45 minuti dopo il primo.  “Recuperare sarà utile anche per i nostri avversari, però – aggiunge Martino Bianchi – come per esempio, Antoine Meo o Laia Sanz che hanno finito il prologo un po' arretrati a livello di classifica” ; il campione del mondo enduro è addirittura 83°.
“Certo poi con tutta l'acqua che c'è sul percorso forse è meglio partire indietro in effetti...Ma non bisogna dimenticare che il meteo incide anche su questi aspetti pratici. Se il primo parte con la pioggia, e il trentesimo o il cinquantesimo parte con il sole, l'impostazione della speciale sarà totalmente diversa. Però questo mi piace, la gara è bella ed interessante. Peccato aver perso una tappa, certo, però hanno fatto bene ad annullare la speciale. Ci ricordiamo tutti molto bene di questa tappa lo scorso anno, quando fermarono i piloti a metà percorso perchè non si riusciva a stare in piedi su questo fango che sembra sapone”.

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