TransAnatolia 2017

link.png Dakar 2016: gli sfortunati dell'ottava tappa


Giornata sfortunata ieri per i colori italiani fra le due ruote. Francesco Catanese è stato costretto al ritiro dopo la rottura della propria Yamaha, ieri nel corso dell'ottava tappa. Francesco aveva lavorato tutto il giorno di riposo, a Salta, per mettere a posto la sua Yamaha che aveva già avuto qualche problema di benzina. Poi ieri, nel corso della speciale, nella seconda parte dell'ottava tappa, la sua moto si è arresa definitivamente, sempre per un problema di benzina, legato ad un iniettore.

Il pilota bolognese è rientrato al bivacco con mezzi di fortuna e la sua moto invece è rimasta in prova speciale in attesa del passaggio, alla notte, del camion balai.
E' andata meglio, in parte, a Diocleziano Toia che almeno può dire di essere ancora in gara. Diocleziano è caduto intorno al chilometro 180 della seconda parte del settore di ieri in un avvallamento che non aveva visto. La moto lo ha disarcionato gettandolo in avanti e lui ha avuto appena il tempo di pensare, mentre atterrava faccia a terra, che non si era fatto male. In quel momento la sua moto, una Ktm, gli è piombata sulle reni facendolo restare senza fiato. I due camel back – contenitori per l'acqua – che i piloti trasportano sulla schiena, all'interno della giacca da moto, sono scoppiati nello stesso momento ma così facendo hanno ammortizzato l'urto fungendo da airbag. La moto per fortuna non ha riportato danni e così, ancora senza fiato, Toia è risalito in sella ed è arrivato fino al bivacco. Una visita dalla tenda medica ieri ha scongiurato danni gravi e per questo Toia stamattina è ripartito per la tappa marathon.

 

Michael Metge ha vissuto una giornata difficile ieri nella ottava tappa da Salta a Belen. Il francese della Honda nella prima parte della speciale da 160 chilometri ha cominciato a lamentare un problema che pensava dipendere dal motore. Così quando ha raggiunto il trasferimento – che collegava una speciale all'altra – di 140 km si è fermato con la sua assistenza, convinto di risolvere il tutto in pochi minuti. Invece il problema era più serio del previsto: non era motore, ma era un problema elettrico e la sua assistenza ha lavorato tre ore prima di metterlo in grado di ripartire. A quel punto Metge ha raggiunto la partenza della seconda speciale appena in tempo per non incappare nella penalità prevista per il ritardo in entrata alla ps. E' partito alle 17,15 per la seconda speciale che non era per niente facile e quando è sceso il buio lui era più o meno intorno al chilometro 150 dei 232 da fare. Al bivacco di Belen, dopo un altro trasferimento di 104 km, sempre in notturna, è arrivato all'una e un quarto di notte.
I meccanici hanno lavorato tutta notte sulla sua Honda per rimetterlo in grado di ripartire stamattina. Riposizionato, grazie alla sua priorità nell'ordine di partenza, Michael ha preso il via dalla 16. posizione.


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