TransAnatolia 2017

link.png Dakar 2016, seconda tappa, la caduta di Botturi


Alessandro Botturi (Yamaha) è molto arrabbiato all'arrivo al bivacco, all'interno del circuito di Termas de Rio Hondo. Arrabbiato soprattutto con se stesso perchè è caduto e questo non gli va giù.
Stava andando bene, anzi benissimo, in una speciale veloce e impegnativa, soprattutto per il fango, non certo per la navigazione. In tanti si sono impantanati nel fango, lui invece grazie alla sua possenza da ex rugbista è passato bene dappertutto.

“Sono caduto, sul tratto di velocità controllata, su asfalto. Sulla speciale – racconta il pilota di Lumezzane – c'era un breve tratto in asfalto con la velocità controllata a 90 km/h. Mi sono perso via perchè stavo guardando già le note più avanti e mi sono accorto che c'era una nota da prendere, bisognava girare e io nella frenesia ho pinzato e sono andato per terra come un salame”.
Mentre parla si massaggia il polso destro, sul quale è pesantemente atterrato. “Ho messo giù il braccio e ho fatto forza, ma è un peccato accidenti. Stavo andando bene, e li ho perso un po' ed è un peccato perchè mi fa male il braccio. Non ho battuto altro, solo il polso. Però – si consola - ho forza nelle mani e nel braccio”. Si continua a toccare fino a che la sua assistenza gli porta una borsona di ghiaccio. “Ghiaccio, devo metterci il ghiaccio. Forse ho lesionato un legamento perchè ho preso una “intorsata” nella caduta e mi fa davvero male” spiega con il suo accento bresciano. Poi racconta la speciale, il fango che non era tanto, ma era concentrato tutto in una zona. “Non c'era tanto fango, ma ce n'era un pezzo da circa un chilometro prima del CP1 intorno al km 190 e li si sono piantati in tanti, ma io sono andato via tranquillo, ho visto che ci si poteva impiantare e sono entrato e uscito ma sono stato attento”. Dopo la caduta è ripartito per gli ultimi 40 chilometri di speciale ma poi si è fatto la bellezza di 331 km tutti in questo stato, con un dolore forte, e se uno mastodontico come Botturi si lamenta, vuol dire che il dolore è davvero forte.
Adesso si sta riposando con il ghiaccio sul polso e poi andrà a farsi vedere dai medici del bivacco, ma non dovrebbero esserci problemi grossi per il bresciano che nonostante la caduta è riuscito a contenere i distacchi e in classifica ha chiuso oggi in 12. posizione con un distacco dal primo di 6'29” ed in generale è sempre in dodicesima posizione con un distacco dal primo che è l'australiano Toby Price di 6'25”. 
E' andata molto peggio a Simone Agazzi che è ricoverato all'ospedale di Cordoba con la frattura della spalla e dell'omero. “Sono caduto intorno al chilometro 78 – racconta il bergamasco che correva qui alla sua prima Dakar con l'Husqvarna – in una buca. Stavo dietro a un quad e cercavo il posto migliore per sorpassarlo e stavo rallentando perchè avevo visto che c'era una nota brutta, una buca segnalata pericolosa ed è arrivata prima di quanto mi aspettassi. Sono volato via e il manubrio mi ha provocato un taglio sulla gamba ma soprattutto ho rotto la spalla”. I medici di Cordoba vogliono operarlo oggi stesso per salvargli il tendine che è rimasto pizzicato nella frattura, ma Simone sta bene, è lui che ha raccontato quanto accaduto e spera, dopo l'operazione, di tornare a casa appena possibile.

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