TransAnatolia 2017

link.png De Rooy: non mi piacciono fango, pioggia e montagna


VillagraGià prima che iniziasse la Dakar 2016 Gerard De Rooy non era per niente contento. Lui ama la sabbia, le dune, e il percorso di quest'anno non aveva davvero nulla a che fare con le sue passioni. E lo ammette candidamente dopo cinque tappe, mentre attende il via della tappa ad anello in Bolivia da Uyuni.

“Decisamente questa non è la mia gara. Ieri è andata abbastanza bene, ma gli altri giorni...Nella prima settimana non ho spinto abbastanza, ed è stato un mio errore, certo. Però a me non piace la pioggia, non piace il fango e ancora meno piacciono le montagne con le loro strade sinuose e piene di sassi...quindi. Per fortuna le speciali non sono lunghe e quando sono comprese fra i 250 e i 400 km mi vanno bene. Fino ad ora non è stato certo il tipo di gara che mi piace e così ho cercato semplicemente di non perdere troppo tempo, di mantenere un distacco minimo dai primi. Certo avrei voluto essere davanti, ma non è stato proprio possibile, troppo difficie per me”.
Sei rimasto sorpreso dalla performance dei Tatra per esempio da Kolomy, o dall'assenza invece, piuttosto, fino a questo momento dei Kamaz?
“No, non proprio. Relativamente a Kolomy sapevo che il suo è un buon camion e che va molto bene sulla pioggia, non solo, con quel tipo di sospensioni ha un ottimo grip sulle strade di montagna, quindi sapevo che sarebbe andato forte. Sono sorpreso invece, piuttosto, dai Kamaz che in questi primi giorni praticamente non si sono visti in gara. Ieri però sono andati forte e credo abbiano sistemato i loro problemi ed pra partiranno all'attacco già oggi, per cercare di vincere ancora questa gara”. 
L'altitudine sta mettendo a dura prova tutti i camion quest'anno, quanto soffre il vostro Iveco?
“Perdiamo tanta potenza anche noi. Non so con precisione perchè non ho guardato i disegni però direi che siamo intorno al 40 per cento del totale, almeno il 40 per cento. Certo la sensazione è che il camion vada meno della metà delle sue possibilità ma in realtà hanno tutti più problemi di noi. Tutto sommato il nostro motore gira bene in altezza e il nostro sviluppo ha raggiunto un ottimo livello, siamo soddisfatti di questo”.
Che cosa è successo ad Ales Loprais che si è dovuto ritirare dalla gara?
“Purtroppo è fuori gara ormai. Nel primo giorno della marathon stage, nell'ultima zona della speciale ha avuto un problema all'asse anteriore, direi alla barra dello sterzo. Non sappiamo bene ancora di che cosa si sia trattato perchè i nostri meccanici lì al bivacco di Jujuy non c'erano e quindi non abbiamo potuto fare un controllo approfondito. Abbiamo aggiustato come possibile la rottura con i materiali che avevamo a bordo dei camion ed eravamo riusciti a farlo ripartire, ma purtroppo è arrivato con due ore di ritardo alla partenza della speciale e il regolamento è inflessibile, un peccato, davvero !”
Però c'è Federico Villagra che vi risolleva il morale per fortuna: “Sì, per fortuna sì. Il lavoro che sta facendo Federico è sotto gli occhi di tutti ed è davvero fantastico. Il primo giorno il percorso era praticamente un rally e lui si è divertito tantissimo essendo un pilota di rally, e lo stesso si è poi ripetuto sulla tappa marathon. Sono sicuro che si sta divertendo molto, e i risultati si vedono”.
Oggi la tappa dei camion partirà alle 12,30, non più di 300 chilometri in Bolivia, dove i bisonti della Dakar mettono le ruote per la prima volta: Per i prossimi giorni dobbiamo mantenere la testa libera, e stare concentrati. Stanno arrivando le tappe di navigazione e i prossimi giorni non saranno facili, dobbiamo are attenzione e andare avanti nel miglior modo possibile”.

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