TransAnatolia 2017

link.png Ma nei guadi si impenna? Lo spiega Livio Metelli


Livio Metelli, debuttante alla Dakar 2016 con una Ktm, ieri con grande emozione era partito come seconda moto nel prologo di 11 chilometri, ad Arrecifes. Secondo perchè essendo il penultimo della lista dei Moto Metellipartenti, ed essendo le moto e i quad partiti al contrario, si è ritrovato fra i primi appunto ad entrare nel settore selettivo.

Oggi invece, si ritrova in fondo alla classifica – che ora ha ripreso il suo aspetto normale – e da lì ripartirà per la prossima tappa; per la precisione in 132. posizione. Grazie al tempo ottenuto ieri in speciale, 20'02” che lo vede staccato dal primo di 13'35”. Una vita in effetti, ma Livio ci scherza sopra perchè la Dakar per lui non è certo una questione di classifica, ma la gara della vita, quella per cui si aspetta per tantissimi anni.
Però il primo guado del prologo, alto circa 30 centimetri gli ha giocato davvero un brutto scherzo, e gli amici che corrono qui con lui lo prendono in giro di brutto. “Ho sempre sentito dire che in un guado si entra veloci – dice Metelli - e con la ruota davanti in impennata...Ma il guado era un po' troppo alto.” In realtà le cose non sono andate bene. Sorride Livio Metelli mentre afferma “Quello è stato il campanello d'allarme che mi ha fatto capire che alla Dakar le cose funzionano diversamente da tutte le altre gare. La moto ha bevuto acqua e per fortuna, visto che ero veloce sono arrivato giusto giusto dall'altra parte del guado, e lì la moto si è spenta”. A quel punto il pubblico è accorso – come sempre accade in Argentina – a dare una mano al pilota aiutandolo a spingere la moto in una zona asciutta: “Mi si è riempito il cilindro della Ktm e abbiamo dovuto ribaltare due o tre volte la moto per far uscire tutta l'acqua, asciugare il filtro in qualche modo e poi rimontare il tutto”. Risultato, 20 minuti per percorrere 11 chilometri di speciale. In compenso l'ammortizzatore che si sapeva avrebbe dato dei problemi non è andato poi troppo male. Ride Metelli quando ne parla “Lasciamo perdere, ho fatto quello che si poteva però ieri sera l'abbiamo sistemato, è bastato cambiarlo”. E oggi tutto funzionava benone, o quasi. “Per la tappa di oggi sarebbe andato benissimo infatti nel trasferimento mi sono trovato molto meglio, peccato non ci sia stata speciale. Dovrò aspettare domani per testare la tenuta delle sospensioni. In compenso ho qualche problemino elettrico, con gli strumenti, che ora cercheremo di risolvere”.  
Problemi che in realtà affliggono più di qualcuno e che dipendono ovviamente, anche quelli, dall'acqua. Le moto ieri in parco chiuso a Buenos Aires dopo il temporale hanno avuto qualche brutto contatto elettrico, e più di qualcuno li ha pagati poi dentro la speciale, come accaduto anche a Simone Agazzi con la sua Husqvarna e non solo.

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