TransAnatolia 2017

link.png Martin Kolomy il gigante del team Buggyra su Tatra


Buggyra tatraSettima Dakar questa per Martin Kolomy che con il suo Tatra è partito nel migliore dei modi in questa Dakar 2016:  primo nella prima tappa lunga di questa Dakar, e primo in classifica assoluta, poi settimo, poi secondo assoluto ed ora sesto assoluto.

“Credo molto in questo camion quest'anno perchè questo tipo di camion è esattamente quello che piace a me: veloce, così posso andare veloce e direi che i risultati ottenuti fino ad oggi lo dimostrano. Stiamo andando bene e continueremo così anche nelle prossime speciali, di qualsiasi tipo esse siano”. E' sicuro di sé il gigante ceco, e sorride mentre chiacchiera in attesa del via della tappa di oggi che per i camion misura 295 chilometri. Il suo camion sta andando bene ma questa gara in effetti ha poco a che fare con una vera Dakar...”E' vero, ovviamente questa non è una vera Dakar, ma a me piacciono tutte e due, la vera Dakar e una Dakar in stile rally sprint com'è questa. Io amo i rally e mi alleno spesso in Africa, nel deserto, sulle dune, per quello non vedo l'ora che arrivino le speciali nel deserto. A me non interessa se le speciali siano veloci, lente, con sabbia, sassi o montagna, basta che ci sia da correre !”
E racconta poi le sue esperienze in pista, sui circuiti, con il team Buggyra: “Ho corso anche in Cina e ho vinto il campionato. Io sono pronto per correre ovunque e con qualsiasi cosa – scherza – datemi un volante, a dare il gas penso io”.
Martin Kolomy ha l'orecchio sinsitro fasciato, che cosa è successo?
“Mi è venuta un'infezione e mi hanno dovuto incidere. Per questo ho una fasciatura vistosa, il problema è che il casco mi dà un po' fastidio, mi fa male. Allora ieri prima di partire per la speciale abbiamo fatto una variazione sul casco. Le cuffie all'interno, dell'interfono mi sbattevano proprio sulla ferita e così ho tolto quella di sinistra. Però il copilota lo sentivo lo stesso – ride – solo dall'orecchio destro”.
Oggi la speciale non è particolarmente lunga, 295 chilometri, e per la prima volta in Bolivia, che cosa ti aspetti? “Non mi piacciono le speciali corte, preferisco quelle più lunghe, sopra i 400 chilometri. Le speciali corte non rispecchiano il vero spirito dakariano, le vorrei il più lunghe possibile perchè io sono forte e resisto bene sulle lunghe distanze, non mi stanco. Inoltre nelle speciali lunghe vedi veramente chi è bravo, mentre in quelle corte puoi avere fortuna e vincere, ma nelle lunghe, se vinci, non è solo fortuna!.
La tappa marathon com'è andata per il vostro Tatra Buggyra?
“Questa non è la mia prima Dakar e so bene che nelle tappe marahon bisogna fare grande attenzione. Così nella prima parte della marathon abbiamo guidato all'80 per cento delle nostre possibilità, risparmiando il camion. Abbiamo però avuto un problema al camion, un sensore di sicurezza che ci ha fatto perdere potenza, improvvisamente il camion, con l'acceleratore a tavoletta, andava a 20 all'ora. Avrei potuto fermarmi per riparare il problema, ma non volevo farlo. Abbiamo calcolato con il mio equipaggio che se ci fossimo fermati avremmo perso 10 minuti, invece, andando piano, in alcuni tratti della speciale alla fine abbiamo perso qualche minuto in meno. E' stato solo buffo perchè negli ultimi 200 metri di speciale abbiamo avuto di nuovo il calo di potenza e abbiamo rallentato, di botto, fin quasi a fermarci. Stacey era dietro di noi e ci ha superato in volata, guardandoci dal finestrino come se fossimo impazziti di colpo!”  Quanti cavalli ha il vostro camion?
“870 !”
E quanti ne perdete in altitudine?
“Almeno 400 !”

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