KRKA 2018

link.png Sven Quandt, X Raid: "Una buffa Dakar quella del 2016"


QuandtQuando la Dakar volge al termine c'è sempre l'intervista di rito con il patron del team X Raid, Sven Quandt. Il suo punto di vista è sempre particolarmente interessante e quest'anno, al termine di una Dakar tanto brutta, o è ancora di più.

“E' stata una Dakar buffa – esordisce l'imprenditore tedesco. - Non certo una Dakar normale, nulla di quello che è successo è neppure minimamente paragonabile a tutto quello che è accaduto nelle Dakar precedenti, intendo quelle degli ultimi anni. All'inizio la pioggia, poi le speciali annullate, poi l'altitudine, non è stata una Dakar interessante. O è stata troppo facile, o è stata troppo difficile, non sono riusciti a trovare un equilibrio o un compromesso che abbia dato la possibilità a tutti i piloti di divertirsi. Parlando con i miei piloti privati, i clienti X Raid, una sola speciale in tutta la gara si è rivelata divertente, e questo, davvero, non basta. Devono assolutamente trovare qualche cosa di più interessante per il prossimo anno, qualcosa di migliore, definitivamente. Questa Dakar è stata una copia di quelle precedenti messe insieme: copia e incolla dalle passate edizioni, senza niente di nuovo. E il più grande errore, fin dall'inizio per me, è stato non partire da Buenos Aires, dal centro della città, con un podio grande, che piacesse a tutta la gente, piloti e pubblico. E' sempre stato un successo in passato, qualche cosa che la gente ha sempre dimostrato di amare moltissimo e per i piloti privati tutta quella folla intorno è qualche cosa di indimenticabile”.
Relativamente alla Peugeot: “Non sono sorpreso dalla loro prestazione, mi aspettavo che avessero costruito una buona macchina, già in Marocco quando l'avevo vista in gara avevo realizzato che era molto veloce. Hanno fatto un ottimo lavoro risolvendo tutti i piccoli problemi che avevano avuto. Lo avevo già detto 3 anni fa, se costruisci un buggy come si deve sarà più veloce di qualsiasi altra macchina 4x4. Il problema è che se il regolamento non cambierà non ci sono possibilità di battere questo tipo di vettura. Spero che la FIA cambi le regole, ma è molto difficile, e la domanda ora è : il 4 ruote motrici ha paura di battersi contro un due ruote motrici che è così tanto avvantaggiato in questo momento dai regolamenti ? Basta guardare le classifiche, un team privato non ha più alcuna speranza di piazzarsi nei primi cinque. Peugeot ha conquistato i primi tre posti della classifica apparentemente senza fatica, e l'unico modo per inserirsi era contare su un loro errore, e siamo stati fortunati perchè l'hanno fatto. Al massimo possiamo tentare di entrare nei primi otto, ma è davvero difficile oggi”. Mentre per Quandt la Toyota ormai è al loro livello: “Negli ultimi due anni abbiamo visto che Toyota e Mini possono ambire ai primi cinque posti della classifica e questo rende molto più interessante la gara. Toyota ha fatto un ottimo lavoro e sulle speciali veloci, come le ultime due di questa Dakar, ha raggiunto un livello alto. Sono molto vicini al nostro potenziale, quello delle Mini intendo, e in altitudine noi siamo leggermente in vantaggio rispetto a loro ma che il motore sia benzina o diesel quando si corre molto in alto i motori soffrono. Loro però perdono un po' più di noi, sia in altitudine che sulla sabbia, ed è questa l'unica ragione per cui noi siamo davanti a loro ancora. Però in realtà solo i nostri top driver sono davanti alle Toyota, se fai un confronto fra i piloti privati e il livello delle Toyota vedrai che loro sono ampiamente davanti”.
Relativamente alla prestazione del team X Raid Quandt è come sempre molto soddisfatto: “Siamo partiti con 12 vetture e quelle che non sono arrivate al traguardo non hanno avuto problemi tecnici, quanto piuttosto incidenti. E questo conferma una volta ancora che il nostro livello di affidabilità è ottimo e che siamo sempre il 4x4 più veloce. Ed anche quando una vettura ha un incidente siamo in grado di ricostruirla completamente se arriva al bivacco: a volte però non è il caso di farlo, dipende da tanti fattori. A noi è successo il secondo giorno di gara ed era un lavoro troppo oneroso in termini di lavoro e impegno notturno dei meccanici”.
Mikko Hirvonen e la sua prestazione in questa Dakar sono stati una sorpresa?
Sorride e riflette un paio di secondi:  “Come posso dirlo? Speravo che sarebbe andato così bene, esattamente come ha fatto. Cosa non usuale per un pilota di rally. A livello di personalità non posso che parlarne bene. E' un'ottima persona e i ragazzi che ci hanno lavorato insieme hanno tutti confermato di essersi trovati benissimo con lui, è molto simpatico. Quando arriva a fine speciale e al bivacco scende dalla macchina rilassato, e chiacchiera con tutti. Gestisce la macchina in modo eccezionale e tira, in gara, solo quando è assolutamente sicuro di poterlo fare, non prende rischi, e non ha fatto grossi danni, mai. Attualmente posso dire che lui e Harry Hunt sono stati i più 'puliti' a livello di guida e rispetto della vettura. Se si guardano i loro mezzi si vedrà che sono in assoluto i meno 'danneggiati' di tutti”.
Resterà con voi anche in futuro? “Me lo auguro. Abbiamo già qualche cosa insieme, non proprio un contratto, diciamo un'opzione. Tutto dipende da lui: questa era la sua prima esperienza e bisogna capire se gli è piaciuta la Dakar, e questo genere di gara. Penso di sì, che gli sia piaciuta, così come l'ambiente, il bivacco, vivere in camper per due settimane. E poi bisogna vedere se per lui il risultato che ha ottenuto è soddisfacente. Per me lo è”.