TransAnatolia 2017

link.png Tre interviste dal bivacco di Belen


Tre interviste all'arrivo del bivacco di Belen, in pieno deserto, al limite delle dune che d domani decideranno questa Dakar 2016. Uno scambio di vedute ed opinioni con Jacopo Cerutti, Helder Rodrigues e Ivan Cervantes.

Jacopo Cerutti: E' un po' demoralizzato all'arrivo al bivacco di Belen, Jacopo Cerutti. Demoralizzato perchè è caduto, nonostante stesse facendo una speciale particolarmente accorta, senza commettere errori o sbagliare strada. Eppure è caduto e non se lo sa spiegare. “Stava andando tutto bene, stavo guidando bene, navigando con attenzione, senza prender rischi e poi a circa 70 km dalla fine nel fiume ci doveva essere una pietra, credo, nascosta nella sabbia e mi ha lanciato via dalla moto. Non mi vergogno a dire che mi sono un po' spaventato. Un conto è se uno rischia, se tira, ma io stavo attento, guidando bene, forte ma in sicurezza e adesso mi fa un po' male la spalla destra e la moto è un po' storta”. E come primo giorno di navigazione non è andato male: “La prima parte della speciale non era particolarmente impegnativa per la navigazione, bella, tecnica, sinuosa, con strade di montagna, ma la seconda invece sì, bisognava fare attenzione. Io sono andato bene, e giusto alla fine c'era del fuoripista in mezzo alla vegetazione. Tutto sommato è stata una buona giornata, avrò perso un minuto nella caduta però va bene, sono tranquillo, a parte la botta”. Jacopo ha chiuso la speciale in 20. posizione assoluta e ora nella classifica generale occupa la 23. posizione.

 

Helder Rodrigues  E' sesto assoluto sul traguardo di Belen oggi Helder Rodrigues. IL portoghese sta accorciando le distanze giorno dopo giorno con una Yamaha che non è all'altezza di Ktm e Honda ma si difende come possibile. “La prima speciale era bella, guidata, in montagna, facile ma bella, una strada al top. Mi sono divertito tanto nella prima parte della ps, con un po' di acqua in partenza, dopo la pioggia di questa notte a Salta. Ma non ci ha dato fastidio, è piovuto veramente per poco tempo e per pochi chilometri”.
Dopo la neutralizzazione di 140 chilometri, con trasferimento su asfalto i piloti si sono infilati di nuovo in speciale e questa volta la musica è cambiata: “Decisamente. Questa era proprio una vera speciale della Dakar, forse la prima da quando siamo partiti. C'era di tutto: sabbia, pietre e navigazione vera, dura ma molto bella. C'era una navigazione che ti impegnava parecchio, con cap da seguire stando attento ai fuori pista, e diversi tratti dentro i fiumi in secca e pochi riferimenti. C'era sabbia, con vegetazione, ma in realtà non abbiamo trovato dune, non ancora, quelle saranno domani. Insabbiarsi sinceramente oggi era quasi impossibile”.

Ivan Cervantes : Un diciannovesimo posto di speciale a Ivan Cervantes va stretto. Anche se si parla della prima vera speciale di navigazione, argomento del quale lo spagnolo è praticamente digiuno. Sbuffa quando arriva al bivacco e scuote la testa: “Una giornata di alti e bassi, ma troppi, davvero troppi. Sono andato così così, non mi basta un diciannovesimo tempo”. E purtroppo, la mancanza di esperienza lascia che le emozioni abbiano il sopravvento: “Non trovavo una nota e non ritrovavo più la strada da seguire e mi sono innervosito. Mi sono fatto prendere e questo è stato il peggio che potessi fare. Io non ho esperienza e allora guardo gli altri per cercare di imparare e mi innervosisco ancora di più. Ad un certo punto ho visto passare Botturi che andava come un missile e ho cercato di attaccarmi dietro per un po'. Poi mi sono attaccato anche a Laia per fare un tratto insieme, ma non va bene così. E' difficile, è tanto difficile”. E' sinceramente scoraggiato anche se in realtà la speciale, navigazione a parte non è stata complicata per uno con il suo passo: “La sabbia a me piace moltissimo, e quindi la seconda speciale mi è piaciuta tanto, anche se non sono andato al 100 per cento perchè  non volevo scaldare il motore e quindi ho cercato di controllare la velocità, tutto sommato andavo tranquillo, anche perchè mi ero sfogato nella prima parte della speciale che era veramente molto bella”.


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